Nessun colpevole per la morte del 28enne agente imperiese della Polizia stradale di Bellano, Francesco Pischedda, morto il 2 febbraio 2017 in seguito a lesioni interne causate dalla caduta dal cavalcavia della statale 36 di Curcio, a Colico, mentre tentava di fermare un ladro in fuga. I familiari chiedono che si indaghi ancora sulla gestione dei soccorsi. Pischedda rimase per 2 ore e 20 minuti a terra sotto la pioggia, prima di essere trasportato in ambulanza all’ospedale di Gravedona. Fu poi trasferito al “Manzoni” di Lecco, dove arrivò, 5 ore e 40 minuti dopo la caduta.

Pischedda, nato ad Imperia e cresciuto in Sardegna, dal 2011 lavorava a Bellano come agente scelto della Polstrada. Sulla Statale 36, con i colleghi, intercettò un’auto sospetta, inseguita fino a Colico. Nel tentativo di arrestare uno dei fuggitivi, precipitò in un canale insieme al malvivente. L’inseguimento si era protratto per diversi chilometri e si era concluso con un tentativo di testa coda del veicolo in fuga. Gli occupanti del veicolo continuarono la fuga a piedi e nell’inseguimento Pischedda riportò gravi lesioni e fratture che ne provocarono la morte. Francesco lasciò la compagna Anna e la figlia di soli 10 mesi.