La criminalità organizzata è presente nelle città della Liguria, è un fenomeno di cui bisogna parlare “senza timori e indugi”. Le misure per indebolirne la forza criminale? Sequestrare i beni economici in loro possesso. Questo il quadro che emerge dalla ricerca svolta su un campione di 470 studenti liguri tra i 17 e i 18 anni (di Ventimiglia, Savona, Rapallo e Spezia) nell’ambito del XI Rapporto sulla Sicurezza Urbana e la Criminalità, realizzato dall’Università di Genova e curato dal professor Stefano Padovano. Obiettivo dell’indagine tra i giovani, approfondire il rapporto tra “l’illegalità” e la percezione dei modelli “mafiosi”, con le ricadute di ordine sociale, professionale, economico.

“Voglio ringraziare il professor Padovano e l’Università di Genova per il prezioso lavoro svolto: ancora una volta – osserva la vicepresidente e assessore alla Sicurezza di Regione Liguria – questo Rapporto ci offre spunti di riflessione preziosi, anche in vista del Tavolo della Legalità che ho convocato per il prossimo 23 maggio. Credo che la fotografia emersa dall’indagine tra i giovani studenti liguri sia positiva: hanno coscienza del problema e il fatto che vogliano parlarne significa che stiamo lavorando nella giusta direzione per rafforzare quegli anticorpi indispensabili per contrastare la criminalità organizzata”.

In particolare, dalla ricerca emerge che la presenza di gruppi criminali è un fenomeno presente in città tra “abbastanza” e “molto” per il 40% dei ragazzi che per l’87% si sono dichiarati “favorevoli” a trattare il tema senza timori e indugi. Inoltre per il 52% degli studenti intervistati l’espansione della criminalità organizzata è collegata agli affari conclusi tra i criminali già presenti nella loro città e quelli immigrati dalle terre in cui le mafie hanno avuto origine. Inoltre il 40% di ragazzi indica il sequestro dei beni quali misura più efficace per contrastare il fenomeno mafioso. Agli studenti sono state poste domande anche sui reati legati alla criminalità diffusa: a partire dal quesito ‘quanto ti ritieni sicuro rispetto ai seguenti reati?’, il 48% degli studenti intervistati ha dichiarato di non esserlo “per niente” e solo il 24% ha dichiarato “abbastanza” nel caso dello spaccio di droga. Malgrado la garanzia di anonimato, ben il 94% ha detto di “non essere stato coinvolto nello spaccio di droga” mentre il 13% ha dichiarato di avere commesso dei furti, e il 12% alcuni danneggiamenti, a fronte del 66% che sceglie di “non rispondere” mentre il 14% dichiara di “averlo fatto tanto per provare”. Emerge un’inclinazione al confronto coi genitori (nel 50% dei casi) e con gli amici (18%), mentre il 21% degli interpellati ha risposto “mi basto da solo” e soltanto il 7% si rivolge agli insegnanti. Tra i reati che allarmano maggiormente, la violenza su donne e minori (85%) e i furti in appartamento (36%).

Sicurezza urbana: stabili i reati contro il patrimonio, non diminuiscono le violenze contro le donne e il traffico di droga – Il Rapporto elabora i dati riferiti al 2017, consolidati delle Prefetture. In Liguria, se ancora non si può parlare di una diminuzione rilevante e consolidata dei reati, si registra una certa stabilizzazione di quelli “contro il patrimonio” (gran parte dei furti e delle rapine) e “contro la persona” (gli omicidi e quelli tentati), mentre non si registra la diminuzione di violenze a danno delle donne e non si attenua il traffico di stupefacenti un po’ in tutte le province liguri.

“Ieri sono stati resi noti dal Viminale i dati dei primi tre mesi del 2019 – ricorda la vicepresidente e assessore alla Sicurezza – in cui si evidenzia un calo importante dell’11,7% dei reati in Liguria, con la sola eccezione della provincia di Imperia. Bisogna rafforzare le politiche di sicurezza integrata, per cui ricordo che la Liguria è stata la prima Regione in Italia a siglare il protocollo con il ministero dell’Interno, e coinvolgere gli amministratori locali. Per questo Regione ha stanziato 1 milione di euro per sostenere i Comuni nell’azione delle Polizie Locali di contrasto alla criminalità”.

In particolare, nel 2017 nella provincia imperiese si registra una significativa diminuzione (- 40%) dei borseggi. Stabili i furti: da quelli “di strada”, passando per quelli di auto, ciclo e motoveicoli, fino a quelli in abitazione. Nella città di Savona diminuiscono (-30%) i furti in abitazione e dimezzano quelli che riguardano auto, ciclo e moto veicoli. Nei Comuni della provincia aumentano (+ 30%) i furti sulle auto e si mantengono alte – senza diminuire – le denunce per reati quali le truffe e gli incendi, mentre i furti in abitazione già segnati da valori importanti, nel corso di un anno aumentano di 100 unità. Genova e la sua provincia annoverano la maggiore stabilizzazione delle denunce. In città diminuiscono (-25%) i furti di auto così come nel resto della provincia (-20%), mentre tra le diverse fattispecie di furti fa ben sperare il riscontro del segnale meno – seppure del solo 10% – per ciò che riguarda i borseggi e lo stesso segno (-20%) delle truffe; sia in città, sia in provincia. Il calo dei borseggi si registra anche nello spezzino (-20%), mentre sono sostanzialmente stabili tutti gli altri reati. Tuttavia, emerge un dato comune a carattere regionale, e cioè l’aumento delle denunce per vendita di stupefacenti (+ 20/25%), fatta eccezione per lo spezzino, e un sensibile aumento (+20%) di lesioni, minacce e percosse, reati ascritti prevalentemente a più disegni criminosi.

Il rapporto approfondisce anche la relazione tra spazio urbano e sicurezza, ponendo l’accento su quanto la progettazione urbana (le infrastrutture, il disegno urbano, la gestione degli spazi pubblici), influisca sul livello di criminalità e gli allarmi sociali.

Il Rapporto dedica un approfondimento alla violenza domestica in famiglia. Il maltrattamento dei minorenni visto da un pronto soccorso pediatrico risulta un fenomeno complesso, da distinguere in tre aree: il maltrattamento derivante dal conflitto generazionale con i genitori e in particolare con il padre (e figure maschili sostitutive); il maltrattamento dei minori vittime della conflittualità tra genitori, che sfocia nella violenza di genere; una significativa area di abusi sessuali che si caratterizzano per essere perpetrati, in proporzione, più da una cerchia intermedia esterna al nucleo familiare che da componenti del nucleo stesso.

Polizia Locale, focus sui Tso – Il Rapporto sottolinea la marcata professionalità in materia di esecuzione dei Tso riconosciuta al Comando Autoreparto della Polizia Locale di Genova, diventato uno dei Comandi all’avanguardia a livello nazionale. Regione Liguria è impegnata per estendere la procedura di intervento collaborativo già adottata con la Polizia Locale di Genova anche alle altre aziende sanitarie e Polizie Locali liguri, sotto la regia della Prefetture.

A Genova nel 2017 la Polizia Locale ha eseguito 421 trattamenti sanitari obbligatori, di cui 9 hanno interessato minori, con l’impiego complessivamente di 563 pattuglie. In 11 casi sono stati utilizzati mezzi coercitivi e in soli 4 casi è stato utilizzato lo spray in dotazione. Sul territorio cittadino è operativa una pattuglia Tso h.24 con autovettura dotata di apposito equipaggiamento per 4 operatori. Il rapporto evidenzia il progressivo aumento della proposta di Tso, che dai 328 casi del 2010 ha toccato i 421 del 2017. Gli stranieri destinatari della misura sono un terzo del totale, con un aumento dei soggetti in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.