Gent.le Direttore,

le scrivo queste poche righe per comunicare la mia situazione di disagio rispetto ad un tema che sta caratterizzando questa campagna elettorale. Da ex-ludopata, trovo disgustoso che una certa parte politica abbia deciso di fare campagna elettorale su una malattia seria come quella che colpisce – o ha colpito – molti di noi. Vede, chi ora si fregia del titolo di “salvatore dei ludopati” per il semplice fatto di aver emesso un’ordinanza di stop alle slot-machine, dovrebbe capire che nessuno divieto è in grado di sanare una dipendenza: fin da bambini reagiamo ai divieti in maniera negativa, moltiplicando i nostri sforzi per fare ciò che non ci è consentito. La ludopatia (come tutte le dipendenze) si combatte con le opportunità di lavoro, creando cose belle, momenti di civiltà e di incontro, con gli affetti. Sono riuscito a uscire dal problema della ludopatia solo quando mi sono reso conto che c’erano milioni di altre cose belle da poter fare. Sopratutto, chi ora ci addita come un problema o come dei malati, è probabilmente una persona che ha una dipendenza dal fumo (e spende 3-4.000 euro l’anno in sigarette, più o meno quanto spendevo io in slot-machine) o una dipendenza da social-network (ci stanno tutti massacrando a forza di like e polemiche) o una dipendenza da sesso, droga, alcool. Tutti hanno i loro problemi. Non solo i ludopati. Combattiamo TUTTI questi problemi creando opportunità di lavoro, una bella città, spazi di aggregazione. Non con le ordinanze da campagna elettorale. E facciamo queste cose in silenzio: nessun malato ha piacere ad essere strumentalizzato.

Mi perdonerà (ma sono sicuro che capirà i motivi) se non firmo questa mia.

Cordialmente.

Un ex-ludopata