Dopo una lunga osservazione e sperimentazione attraverso apposite bambole per la doll therapy, al Centro Diurno è nata Linda, la bambola realistica che fa sorridere gli ospiti affetti da Alzheimer. Ecco la bella novità adottata dal Centro gestito dalla Cooperativa Jobel.
Si è osservato che a livello cognitivo la doll therapy stimola i processi attentivi e di memoria procedurale. Favorisce, inoltre, il rilassamento, influenzando positivamente anche il tono dell’umore. La doll therapy comporta il maternage e l’accudimento di una bambola, che diviene l’oggetto simbolico “transizionale” nella relazione di aiuto.
Attraverso la bambola infatti, i pazienti solo liberi di esternare le proprie emozioni e ricevere stimoli per la relazione interpersonale: la persona può ripetere le proprie esperienze infantili, recuperare la funzione di accudimento vissute nel ruolo madre/padre, e quindi far affiorare i propri conflitti, oggettivare la propria aggressività e trovare un oggetto contenitore per le angosce attuali. Rivivendo tali esperienze la persona affetta da demenza viene incoraggiata a comunicare con gli altri, a stimolare la memoria, ad allentare lo stress e a gestire i disturbi comportamentali.
La doll therapy, perciò, riesce a dirigere l’attenzione di una persona affetta da demenza o da patologie con compromissioni simili verso un compito semplice, come quello di accudimento di una bambola, evitando la congestione del pensiero dovuta alla concentrazione su idee e stati affettivi che, non avendo un filo di unione, generano stati di confusione e di disagio che vengono manifestati spesso con disordini del comportamento.
Gli ospiti del Centro Diurno hanno gradito la presenza di Linda e si sono adoperati per “accudirla” con partecipazione e cooperazione, esprimendo sentimenti ed emozioni sincere.