Verrà inaugurata domani martedì 9 aprile alle ore 18 nel foyer di Porta Teatro la mostra “Miti & Archetipi” di Mario Verdiani. Le opere di Verdiani saranno esposte sino al 22 aprile. L’esposizione è organizzata in collaborazione con il Circolo degli Artisti di Albissola.

Il curriculum dell’artista:
nato a Bornago (Milano) nel 1946, ha frequentato a suo tempo la scuola Steineriana di Milano, situata allora all’interno dei giardini della Guastalla. Trasferitosi al seguito della famiglia a Sanremo continua, sulla scia degli insegnamenti ricevuti, a disegnare usando pastellli e tempere. Partecipa a numerosi concorsi ed esposizioni, preferendo di gran lunga queste ultime.
Lavora presso lo studio d’arte  “Klipper”, di cui ha fatto parte anche Ennio Finzi, sprecializzato in dipinti a soggetto nautico. Continua la sua ricerca cromatica e strutturale: la base è il reticolo, la gabbia che ci impedisce di essere ciò che si vorrebbe essere. Rileva uno studio in Bussana Vecchia dove crea “microsculture da indossare” in bronzo, utilizzando il metodo della cera persa. Dopo circa otto anni si trasferisce a Perinaldo poi a Bordighera. L’evoluzione continua: dal piatto utilizzo del colore va verso la matericità, arrivando al completo rilievo strutturale.
Cancella i limiti ed il folclorismo del cavalletto, fonde pittura e scultura, abbattendo il muro eretto in modo assolutamente arbitrario tra queste due forme espressive.
I suoi lavori nascono per pura passione e diletto, senza la smania di commercializzare a tutti i costi; di conseguenza non avverte il bisogno di inventare o farsi inventare un “…ismo”. Vogliamo proprio classificare le sue opere? Usiamo allora un termine già coniato: espressionismo astratto.
Dopo un’esposizione al Circolo degli Artisti di Albissola Marina, di cui entra a far parte, viene morso dal demone della ceramica, tanto da dedicarsi a quest’arte in modo continuativo.