L’edizione 2019 del Corso Fiorito di domenica 10 marzo è dedicata al tema “Santuario Pelagos … un Mare da amare” declinato nella pluralità della sua fruizione sostenibile, con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere il Santuario Pelagos, la straordinaria risorsa rappresentata dai cetacei presenti nelle acque antistanti il ponente ligure. Grazie a particolari condizioni oceanografiche, la zona vanta la più alta concentrazione di cetacei di tutto il Mar Mediterraneo e rappresenta il cuore dell’area marina protetta istituita nel 1999, su proposta dell’Istituto Tethys, da Italia, Francia e Principato di Monaco.
La presenza di balene, capodogli e delfini e la possibilità di poter fruire di tale risorsa attraverso una diversa modalità, sostenibile dal punto di vista conservazionistico, rappresenterebbe l’opportunità di ridefinire l’immagine del ponente ligure come destinazione turistica attraverso una rinnovata centralità delle tematiche ambientali e di conservazione, tale da rilanciarne l’interesse soprattutto in quella parte crescente di turisti, sia italiani che stranieri, per cui la semplice attività balneare non è più una motivazione sufficiente nella scelta di una destinazione, ampliando così l’offerta turistica ben oltre i limiti del tradizionale periodo estivo.

La celebre sfilata dei Carri Fioriti rinnova la tradizione del Carnevale dei Fiori di Sanremo nato nella Belle Époque.
Il Corso Fiorito è riconosciuto con decreto ministeriale del MIBACT tra le più importanti “Manifestazioni Carnevalesche Storiche”.
Organizzato dal Servizio Turismo del Comune di Sanremo in collaborazione con Guardia Costiera, Istituto Tethys, FAI – Fondo Ambiente Italiano, è un appuntamento di grande richiamo a cui la RAI dedica annualmente uno speciale di “Linea Verde” con riscontri davvero importanti in termine di audience.
Migliaia le persone che ogni anno si recano a Sanremo proprio per assistere all’evento.
Un po’ di storia
Il Corso Fiorito nasce nel 1904 con il nome “Festa della Dea Flora”. In quell’occasione sfilavano lungo le vie di Sanremo carrozze ornate e decorate da composizioni floreali con prodotti provenienti dal territorio. Il successo fu tale da divenire un appuntamento annuale che, nel Dopoguerra, prese il nome di “Italia in Fiore” e ai carri fioriti si affiancarono bande musicali e gruppi folkloristici. Seguì un periodo di interruzione dal 1966 al 1980, quando la manifestazione riprese con nuovo slancio trasformandosi in uno degli eventi di punta del calendario manifestazioni del Comune di Sanremo con la denominazione di “Corso Fiorito”.
Nella seconda metà degli anni Novanta ha attraversato una nuova fase di successo e notorietà anche fuori dai confini della città grazie all’inserimento della sfilata e della premiazione nella trasmissione “Linea Verde” con il nome di “Sanremoinfiore”, a un nuovo e più regolare assetto come l’assegnazione, ad ogni edizione, di un tema su cui i maestri di composizione floreale sono chiamati a cimentarsi, e al voto di una giuria, composta anche da personaggi di ampia notorietà legati, in qualche modo, al tema stesso.

La sfilata di domenica 10 marzo
inizio e percorso
Prende il via alle 10.30. Previsti 3 giri. Il percorso ad anello si snoda lungo le seguenti vie e piazze cittadine: Lungomare Italo Calvino – piazzale Carlo Dapporto – ex Stazione Ferroviaria – tratto pista ciclabile parallelo a via Nino Bixio sino a Giardini Vittorio Veneto.

L’ultimo giro viene ripreso dalle telecamere di Linea Verde (Rai 1).

L’accesso al percorso è libero e gratuito.

I posti a sedere (tribune) sono a pagamento e sono posizionati sul piazzale Carlo Dapporto: costo 20 euro

Vendita biglietti
I biglietti si possono acquistare contattando l’Infopoint al Palafiori di corso Garibaldi aperto con i seguenti orari: da lunedì a domenica dalle 9.30 alle 13 e martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 15 alle 18.30. Per info: tel. 0184/580500; infopoint@comunedisanremo.it

Sosta autobus e autovetture
La tariffa per la sosta degli autobus è di 50 euro con possibilità di parcheggio al Mercato dei Fiori in Valle Armea (uscita Arma di Taggia) e nell’area di Pian di Poma (uscita Sanremo Ovest), con esclusione dei mezzi (autobus) con ospiti nelle strutture ricettive di Sanremo.
La sosta delle autovetture è consigliata nelle aree parcheggio di Pian di Poma (uscita Sanremo Ovest) e Mercato dei Fiori in Via Armea (uscita Arma di Taggia). Tariffa 15 euro.
Inoltre, si segnalano “Parcheggi autovetture” (h 24) nel centro città (a pagamento): Palafiori in corso Garibaldi (posti 321); nuova Stazione Ferroviaria in corso Cavallotti (posti 120).
Bus navetta
Sarà attivato un servizio di bus navetta gratuito, con frequenza continua (7.30-11.30 e 13.30-17.30)  da entrambi i parcheggi (Pian di Poma e Mercato dei Fiori) verso il percorso della manifestazione sia prima che dopo lo svolgimento della stessa con possibilità di parcheggio presso il Mercato dei Fiori in Valle Armea (uscita Arma di Taggia) e l’area di Pian di Poma (uscita Sanremo Ovest), con esclusione dei mezzi (autobus) con ospiti nelle strutture ricettive di Sanremo. 

Info
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Turismo al numero di telefono 0184/580414 o scrivere una mail a turismo@comunedisanremo.it (www.sanremomanifestazioni.it)

ORDINE DI USCITA DEI CARRI/ABBINAMENTO
COMUNE
TEMA

1
SANREMO

Le spiagge
2
TAGGIA

Whale watching nel Santuario Pelagos: il capodoglio
3
VALLECROSIA/CAMPOROSSO

Attività sportive nel Santuario Pelagos: la vela
4
IMPERIA

Attività sportive nel Santuario Pelagos: il wind surf, kite e surf
5
VENTIMIGLIA

Whale watching nel Santuario Pelagos: la tartaruga marina
6
RIVA LIGURE

La Guardia Costiera per la sicurezza nelle acque e lungo le coste del Santuario Pelagos
7
SANTO STEFANO AL MARE

Whale watching nel Santuario Pelagos: la balenottera comune
8
ISOLABONA

Whale watching nel Santuario Pelagos: la stenella striata
9
OSPEDALETTI

Whale watching nel Santuario Pelagos: la mobula o diavolo di mare
10
CIPRESSA

Whale watching nel Santuario Pelagos: il pesce luna
11
SEBORGA

Pesca e gastronomia nel Santuario Pelagos: il gambero rosso di Sanremo
12
BORDIGHERA

Pesca-Turismo nel Santuario Pelagos
13
DOLCEACQUA

Attività sportive nel Santuario Pelagos: la subacquea
14
GOLFO DIANESE

Vivere e salvaguardare il patrimonio naturalistico subacqueo del Santuario Pelagos

ORDINE DI USCITA DEI CARRI/BANDE
Ordine di uscita
COMUNE

Fanfara Marina Militare
1

SANREMO

El Sol De Espana
2
TAGGIA

Majorettes Noise et Fanfare
3
VALLECROSIA-CAMPOROSSO

Microcosmos
4
IMPERIA

Amaseno Marching Band
5
VENTIMIGLIA

Parisian Street Cabaret
6
RIVA LIGURE

Canta e Sciuscia
7
SANTO STEFANO AL MARE

I Cavalli Bianchi
8
ISOLABONA

Batu Batuka
9
OSPEDALETTI

New Lady Spartanes
10
CIPRESSA

Banda P.S. Rambaldi
11
SEBORGA

Estrellas Fugaces
12
BORDIGHERA

Banda Città di Mentana
13
DOLCEACQUA

Red Passion
14
COMUNI DEL GOLFO DIANESE

Sbandieratori di Fivizzano

EVENTI COLLATERALI
dal 5 al 7 marzo
ore 15.30, Villa Ormond: “Villa Ormond in Fiore – Festival della Cucina con i Fiori”: conferenze, work shop, show coking. Ingresso gratuito. Info: 0184 -541848. A cura di Fondazione Villa Ormond, Garden Club Sanremo, Associazione Ristoranti della Tavolozza, AIFB – Tre Civette sul Comò, Edizioni Zem, Crea Sanremo

dal 7 al 10 marzo
dalle 10 alle 18, Forte di Santa Tecla: mostra evento “I grandi inventori dei fiori”, mostra spettacolo dedicata ai grandi inventori dei fiori della storia di Sanremo. L’aspetto più scenografico sarà l’allestimento floreale che investirà la facciata del Forte di Santa Tecla e il grande cortile interno, con un percorso informativo sui grandi ibridatori di fiori e con la partecipazione delle più importanti aziende floricole della provincia, nonché con uno spazio illustrativo dedicato al Museo del Fiore. Ingresso gratuito. A cura di Sanremo On e Confagricoltura

dal 9 al 10 marzo
dalle 10 alle 20, Villa Ormond:“Villa Ormond in Fiore – Floranga”, mostra floreale, concorso internazionale di decorazione floreale, fasi di allestimento del carro fiorito di Sanremo. Ingresso gratuito. Info: 0184-541848. A cura di Fondazione Villa Ormond, ANGA, Mercato dei Fiori, ANCEF, Garden Club Sanremo

giovedì 7 marzo
ore 17 , Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo: “Concerto dei Fiori tra Irlanda ed Inghilterra un omaggio alla donna”. Orchestra Sinfonica di Sanremo. Direttore Maria Luisa Macellaro e violino solista Stoica Razvan. Ingresso a pagamento – info 0184-505764

venerdì 8 marzo
mattina 9.30 -12.30, Piazzale Lorenzo Vesco: Nave “Corsi” della Guardia Costiera. Visita scuole medie. A cura di Guardia Costiera, Istituto Tethys, Consoli del Mare

pomeriggio 14.30 – 15.30, Piazzale Lorenzo Vesco. Nave “Corsi” della Guardia Costiera. Visita scuole elementari (classi quinte). A cura di Guardia Costiera, Istituto Tethys, Consoli del Mare

sabato 9 marzo
mattina 10.30-12.30 e pomeriggio 15.30-18.30, Piazzale Lorenzo Vesco: Nave “Corsi” della Guardia Costiera. Visita aperta alla cittadinanza

dalle 15 alle 18, Casinò Municipale di Sanremo, Sala privata: convegno “Tutela dell’ambiente e sviluppo turistico: un connubio possibile?”. A cura di Guardia Costiera, Istituto Tethys

dalle 16.30, con partenza da piazza Borea d’Olmo (e poi nelle piazze e vie cittadine): “Musica in Città”, sfilata di bande musicali, gruppi folkoristici e majorettes: Fanfara Marina Militare, Amaseno Marching Band, Majorettes Noise e Fanfare, Canta e Sciuscia, Associazione Bandistica Città di Mentana, Corpo Bandistico Città di Sanremo, Lady Spartanes

ore 21, Teatro del Casinò: “Premio Donna di Fiori”, serata a scopo benefico dedicata alla donna e contro la violenza sulle donne (organizzazione Arounds Events). Ingresso a invito

domenica 10 marzo
Corso N. Sauro (Forte di Santa Tecla e zona antistante “Per Mare”): Mercato “Floro Agro Alimentare”. A cura di Confagricoltori – Coldiretti

Ore 18, Palafiori: Carlo Lucarelli presenta “Peccato Mortale” (edizione Einaudi) all’interno della rassegna “La Riviera dei Libri”

LA GIURIA
PRESIDENTE
CARLO LUCARELLI: il suo esordio letterario avviene con il giallo “Carta Bianca” del 1990, il primo di una lunga serie di noir a sfondo poliziesco, genere per il quale è conosciuto anche all’estero. Ha collaborato con Dario Argento alla sceneggiatura del film “Non ho sonno”. Scrive per diversi giornali o riviste e ha vinto numerosi premi letterari. Personalità poliedrica, per la televisione è stato autore di un programma condotto da Adriano Celentano e per il fumetto ha firmato il soggetto del n.153 di Dylan Dog (“La strada verso il nulla”). Dal 1999 conduce “Blu notte – Misteri italiani”, programma in onda su Rai 3 in prima serata che analizza in modo approfondito fatti di cronaca, indagini su disastri e omicidi seriali dell’ultimo cinquantennio della storia italiana. Ha anche scritto la sceneggiatura per numerosi spettacoli di feste medievali. Ha fondato con Alda Teodorani e Loriano Macchiavelli il “Gruppo 13”, un’associazione di scrittori di romanzi gialli della Romagna e cura la rivista telematica “Incubatoio 16”. Insegna anche scrittura creativa alla Scuola Holden a Torino e nel carcere Due Palazzi di Padova. Ha fondato insieme a Giampiero Rigosi, Michele Cogo e Beatrice Renzi la scuola di scrittura “Bottega Finzione” a Bologna. Nel 2006 è tornato in televisione ideando la fiction “L’ispettore Coliandro” e con “Milonga Station”. Nel 2008 è andata in onda una serie di quattro film tv tratti dai romanzi di “Il Commissario De Luca”. Nel 2008 ha pubblicato per Einaudi il romanzo storico “L’ottava vibrazione”. Ha fondato “Bottega Finzioni”, una scuola di scrittura creativa. Insieme a Paola De Martiis ha firmato uno spettacolo teatrale rappresentato a Cracovia il 27 gennaio 2008, diventato poi un documentario in onda su Rai Tre: “Un treno per Auschwitz”.
MEMBRI DELLA GIURIA
DUCCIO FORZANO: Dopo una gavetta fatta di molti mestieri oltre a quello di film-maker e realizzatore, un suo videoclip viene notato da  Claudio Baglioni negli anni Novanta. Baglioni lo vuole regista inizialmente dei suoi videoclip e successivamente gli affida la direzione televisiva dei suoi concerti. Contemporaneamente lavora per Mediaset: “Verissimo” e “Real TV – Eroi per caso”. Nel 2000 dirige il primo show di Giorgio Panariello, “Ultimo Valzer” di Fabio Fazio, le quattro edizioni di “Stasera pago io” di Fiorello, poi torna in Mediaset con Paolo Bonolis e di nuovo in Rai con Gianni Morandi e Vincenzo Salemme. Vive anche una parentesi cinematografica nel 2003, dirige 23, una commedia comica con i “Ditelo Voi”. Dal 2005 cura la regia di “Che tempo che fa” di nuovo con Fazio. Sempre per Fazio cura le regie di “Vieni via con me” su Rai 3 nel 2010 e di “Quello che (non) ho” su La7 nel 2012. Si dedica anche saltuariamente a seminari universitari di regia televisiva. Sue le edizioni del 2010, del 2011 e del 2013 del Festival di Sanremo, oltre a quella recentemente conclusasi. E’ regista di “SanremoYoung” condotto da Antonella Clerici. Parallelamente porta avanti progetti indipendenti e di fiction.

VITTORIO DE SCALZI: conosciuto come fondatore e anima dei New Trolls, ha sempre posseduto due diverse anime artistiche: quella ribelle e contestatrice che lo ha portato, alla fine degli anni Sessanta, a fondare i New Trolls con i quali ha tentato di rompere quegli schemi che, secondo lui, avevano imprigionato il panorama della musica di casa nostra; quella del cantautore, che ha sempre coltivato aspettando il momento giusto per liberarla. E’ autore con Fabrizio De Andrè del primo “concept album” della storia della musica italiana, “Senza orario e senza bandiera”. Con i New Trolls diventa ottimo policentrista in esperienze di rock-progressive di grande spessore come la realizzazione del mitico “Concerto Grosso per i New Trolls”, riuscito esperimento di fusione fra rock e classica con musiche del maestro premio Oscar Luis Bacalov. Con Fabrizio De Andrè collabora di nuovo, come chitarrista, alla realizzazione del disco “Non al denaro, non all’amore né al cielo”. Compone brani di successo per Ornella Vanoni, Mina, Anna Oxa e naturalmente per se stesso, accantonando testi e melodie che contribuiranno alla formazione del nuovo “cantautore” De Scalzi. Nel 2017 festeggia i 50 anni di carriera al teatro San Carlo di Napoli in un grande concerto presentato da Fabrizio Frizzi con la partecipazione dei più importanti nomi della storia della musica italiana. Nel 2019 propone il concerto “Il Suonatore Jones” di Fabrizio De Andrè per ricordare il poeta genovese con cui ha collaborato più volte.

LUCA AMMIRATI: scrittore sanremese autore del romanzo “Se i pesci guardassero le stelle”. Ha compiuto gli studi classici al Liceo G.D.Cassini e ha conseguito la laurea in legge. E’ collaboratore fisso del Teatro Ariston. Sviluppatore del web talent “Ariston Comic Selfie” (nella prima edizione ha co-condotto la finale), lavora nell’ambito della comunicazione del teatro come editor e redattore ed è responsabile della Sala Stampa dell’Ariston dove ogni anno si svolge il “Festival della Canzone Italiana”. E’ stato anche Assessore alla cultura del Comune di Perinaldo: qui si trova l’osservatorio astronomico raccontato nel suo romanzo.

ARTURO CROCI: esperto in florovivaismo, tecnico specializzato in floro-orto-frutticoltura e giardinaggio presso la Fondazione Minoprio (Como). Ex consulente di MIRT Fondazione Minoprio, Fiera Milano, Fiera di Roma e PadovaFiere relativamente alle manifestazioni professionali in floroviviaismo. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e ha al suo attivo molte pubblicazioni su riviste professionali in Europa, a Taiwan, negli U.S.A. E’ editore di una ventina di volumi professionali. Coordinatore e responsabile tecnico-scientifico, tra l’altro, di “Verdissimo” e dell’enciclopedia “Rose & Rose” (Istituto Geografico De Agostini). Ha al suo attivo stage professionali in Europa, Australia, Sri-Lanka, Russia, Ucraina, Polonia, U.S.A., Argentina, Brasile, Bolivia, Colombia, Costa Rica, Marocco, Kenya, Zambia, Zimbabwe, Giappone, Thailandia e Israele.

MARGHERITA BERUTO: è direttore dell’IRF (Istituto Regionale per la Floricoltura). E’ membro del tavolo florovivaistico nazionale e membro del tavolo LA. R. A. F. (Laboratorio di Analisi Fitopatologiche regionale). Dal 2012 è membro del comitato del “Distretto Florovivaistico del Ponente ligure”. E’ membro del comitato scientifico della “Summer Scholl in Floricoltura” organizzata dall’Università di Torino con la collaborazione dell’IRF e CREA – OF. E’ membro del comitato scientifico di “Floriseum”. E’ editore associato di riviste scientifiche internazionali. Ha condotto 11 stage professionali a livello nazionale ed internazionale. E’ stata rappresentante della propria struttura a simposi e incontri nazionali e internazionali (circa 50 negli ultimi 20 anni). Ha redatto circa 70 pubblicazioni scientifiche. Ha svolto attività di formazione a livello di scuole tecniche professionali e corsi di specializzazione attraverso il conferimento di incarichi specifici. La sua attività di ricerca è stata indirizzata principalmente al campo della micropropagazione, sviluppando tematiche in collaborazione con il mondo produttivo territoriale che hanno sortito nuovi prodotti introdotti sul mercato. In particolare, l’attività si è concentrata sul ranuncolo.

MORITZ MANTERO: è presidente di Mantero spa di Como, azienda che dal 1902 trasforma e nobilita il tessuto interloquendo con le più importanti firme internazionali della moda e del lusso. Ha ricoperto l’incarico di presidente dell’Associazione Serica Italiana, di vicepresidente di Federtessile, di vicepresidente di Euratex (Federazione Europea delle Associazioni Tessili e dell’Abbigliamento). Grande appassionato di piante e fiori, basti ricordare gli splendidi foulard a tema floreale con dahlie, iris etc. e un’edizione limitata sollecitata da Wanda Ferragamo con i lilium di Leonardo da Vinci. Nel 2010 ha realizzato una collana serica, con temi floreali e a tiratura numerata e limitata, denominata “Be Me” la cui prima edizione è dedicata a Gian Lupo Osti, noto “cacciatore di piante” e di peonie in particolare. Nel 2009 ha esordito nel settore del giardinaggio come presidente di SOGEO srl, con il progetto “Orticolario”, manifestazione innovativa votata alla ricerca di tutti quegli elementi che contribuiscono a comporre lo “spazio giardino” ma anche e soprattutto ad educare e formare una mentalità più consapevole e rispettosa del paesaggio nel suo insieme. Nel 2010 è insignito del Garofano d’Argento, prestigioso riconoscimento a chi ha contribuito alla promozione del florovivaismo. Nel 2018 è stato insignito dell’onorificenza “Mughetto oro”, istituito dalla storica Associazione Ortofloricola Comense, per aver valorizzato la cultura del rapporto tra l’uomo e la natura con “Orticolari”.

DESCRIZIONE DEL TEMA DEI CARRI
Whale watching nel Santuario Pelagos: il capodoglio (Physeter macrocephalus, sperm whale).
Vero e proprio campione di apnea, è in grado di raggiungere i 3000 metri di profondità e restare quasi 3 ore senza respirare. E’ il più grande predatore della terra, con i maschi che possono raggiungere i 18 metri di lunghezza e le 50 tonnellate di peso mentre le femmine non superano gli 11 metri. Nelle acque del ponente ligure lo si incontra a pochissime miglia dalla costa, lungo la scarpata continentale. Si nutre soprattutto di calamari e nel Santuario predilige una specie non commerciale, l’Histioteuthis bonnellii, lunga circa 30 cm, dal colore rossastro e dallo sgradevole sapore di ammoniaca. Nel Santuario si trovano quasi esclusivamente giovani maschi solitari o in piccoli gruppi. A differenza della balenottera comune tira sempre fuori l’immensa coda prima di immergersi, regalando forti emozioni a chi ha la fortuna di incontrarlo.

Attività sportive nel Santuario Pelagos: la vela
Le barche a vela sono una costante delle acque del ponente ligure e le dimensioni variano dai piccoli Optimist per i bambini ai grandi velieri di alcune decine di metri. Barche a un albero o a due alberi, armate a sloop, ketch o goletta, solcare le acque sfruttando solo la forza del vento è uno dei modi più sostenibili per spostarsi in mare regalando quel silenzio che consente di ascoltare la natura che ci circonda.

Attività sportiva nel Santuario Pelagos: il windsurf, kite e surf
Sostenibili come la vela, questi sport sono più dinamici e praticati soprattutto dai giovani in ogni periodo dell’anno. Diverse sono infatti le aree del ponente ligure che si riempiono di tavole quando spira vento teso e si alzano le onde.

Whale watching nel Santuario Pelagos: la tartaruga marina (Caretta caretta, loggerhead sea turtle)
Durante le uscite di whale watching un altro animale che tutti amano osservare è la tartaruga marina, un rettile che si nutre prevalentemente di meduse. Proprio per la sua dieta è forse la specie più colpita dall’inquinamento della plastica in mare, perché molti esemplari finiscono con l’ingoiare sacchetti di plastica o palloncini che causano diverse complicanze e, in alcuni casi, li conducono alla morte.
La Guardia Costiera per la sicurezza nelle acque e lungo le coste del Santuario Pelagos
La sicurezza è fondamentale per chiunque abbia a che fare con il mare. Indipendentemente dall’approccio, turistico-ricreativo o commerciale-produttivo, regole e norme di condotta sono necessarie affinché le attività antropiche e le risorse del mare convivano in modo sicuro e sostenibile. Sicurezza in mare è anche prestazione di servizi, prevenzione, vigilanza, informazione e formazione, fattori che hanno come denominatore comune la salvaguardia della vita umana e la protezione dell’ambiente e delle sue risorse naturali. Ogni giorno, senza soluzione di continuità, il dispositivo di pronto intervento per la ricerca ed il soccorso in mare della Guardia Costiera garantisce con personale, unità navali e mezzi aerei la sicurezza dei diportisti e dei bagnanti che numerosi affollano le coste e le acque del Santuario Pelagos.

Whale watching nel Santuario Pelagos: la balenottera comune (Baleanoptera physalus, fin whale)
Con i suoi 24 metri di lunghezza è il più grande animale della terra, secondo solo alla balenottera azzurra. Unico misticete (con i fanoni al posto dei denti) regolarmente avvistato nelle acque del Santuario Pelagos, si nutre di gamberetti lunghi circa due cm mangiandone circa due tonnellate al giorno.
Predilige le acque pelagiche e la si può avvistare tutto l’anno, a partire da una decina di miglia dalla costa. Il periodo di maggior concentrazione nelle acque del ponente ligure è però l’estate, quando se ne possono contare a centinaia. Animale simbolo del Santuario e obiettivo di tutti gli appassionati di whale watching. Tipicamente solitario, si associa ad altri individui solo occasionalmente.

Whale watching nel Santuario Pelagos: la stenella striata (Stenella coeruleoalba, striped dolphin)
E’ il delfino più abbondante del Mediterraneo e anche del Santuario. Lo si trova un po’ ovunque in gruppi che vanno tra i 10 e gli 80 esemplari e nel Santuario in estate se ne contano quasi 40 mila. Si nutre di pesci, cefalopodi e crostacei adattandosi alla disponibilità delle prede. E’ uno degli incontri più emozionanti, perché amano farsi spingere dall’onda di prua creata dalle barche e spesso sembrano esibirsi in mirabolanti salti.

Whale watching nel Santuario Pelagos: la mobula o diavolo di mare (Mobula mobular, devil ray)
Un altro incontro emozionante che si può fare nelle acque del Santuario è quello con la grande mobula. Si tratta di uno squalo piatto, parente stretto delle mante vere e proprie a cui somiglia molto, la cui presenza nell’area è molto aumentata negli ultimi anni. Può raggiungere i 5 metri di “apertura alare” e, nonostante la mole, si può ammirare in mirabolanti salti fuori dall’acqua. Gregaria e pelagica, la mobula si nutre di planctonici e piccoli pesci, che cattura filtrando l’acqua. E’ considerata una specie minacciata d’estinzione in Mediterraneo a causa delle catture accidentali nelle reti da pesca.

Whale watching nel Santuario Pelagos: il pesce luna (Mola mola, sun fish). E’ il pesce osseo più grande al mondo e può superare i 4 metri di altezza e le due tonnellate di peso. Si vedono in superficie soprattutto in maggio e all’inizio dell’estate, quando il mare è letteralmente ricoperto dalle barchette di San Giovanni (Velella velella), colonie di organismi simili a piccole meduse. I pesci luna salgono infatti in superficie e ne mangiano a volontà tirando completamente fuori la testa. La forma particolare di questo pesce e il fatto che spesso la pinna dorsale dondoli da una parte all’altra hanno conferito a questa specie il nome di pesce ubriaco.

Pesca e gastronomia nel Santuario Pelagos: il gambero rosso di Sanremo Una vera e propria leccornia, da gustarsi sia cruda che cotta, condita rigorosamente con olio ligure e accompagnata con vermentino o pigato locali. Una risorsa molto importante per l’intero territorio, la cui abbondanza è però in continua diminuzione a casa della pesca intensiva. Pescato con le reti a strascico in acque profonde circa 500-700 metri, il gambero rosso rappresenta ormai da anni l’obiettivo principale di molti pescatori.

Pesca-turismo nel Santuario Pelagos
La pesca-turismo è praticata in molte località italiane ed è un’attività in costante crescita. La drastica riduzione del pescato rispetto a pochi decenni fa spinge infatti molti pescatori a sfruttare la propria imbarcazione e l’enorme esperienza maturata in mare, in attività turistiche remunerative, con costi ridotti e sostenibili da un punto di vista ambientale. Anche nel ponente ligure alcuni pescatori si dedicano a questa attività, ospitando a bordo dei turisti, insegnando loro le diverse metodologie di pesca e pescando insieme a loro il pesce che poi cucineranno e condivideranno.

Attività sportiva nel Santuario Pelagos: la subacquea
Siamo abituati a pensare al mare come ad una superficie azzurra riflettente ma sotto di essa si cela un vero e proprio mondo, spesso definito il sesto. Le acque costiere del ponente ligure sono un susseguirsi di SIC (siti di interesse comunitario), data l’elevata ricchezza in termini di biodiversità. Praterie di posidonia, vere e proprie nursery per tantissimi pesci, crostacei e molluschi e il meraviglioso coralligeno, con le sue paramuricee, le eunicelle, stelle, ricci, sono frequentati da cernie, gronghi, mustele, polpi, murene e moltissimi altri organismi. Un mondo che da sempre affascina grandi e piccini, fruibile non solo dai i subacquei ma anche da chiunque voglia indossare maschera e boccaglio.
Vivere e salvaguardare il patrimonio naturalistico subacqueo del Santuario Pelagos
Le bellezze naturali che caratterizzano i tratti costieri ed il mare del Santuario Pelagos attraggono ogni anno cittadini e visitatori stranieri che desiderano ammirarne le peculiarità e viverne l’armonia. L’habitat subacqueo, in particolare, offre scorci mozzafiato con praterie di posidonia oceanica, pareti rocciose adornate da gorgonie e coralli, coloratissime spugne. Il mantenimento di tali risorse richiede però una sempre maggiore sensibilità e consapevolezza dell’importanza di tutelare l’ambiente marino e costiero, ancor più nelle aree protette. In tali ambiti, i nuclei subacquei della Guardia Costiera, tra i loro compiti istituzionali, svolgono una costante opera di vigilanza per il mantenimento e la protezione del patrimonio naturale dei fondali marini.

DESCRIZIONE DEI CARRI
SANREMO (FUORI CONCORSO): rappresenta le spiagge del ponente ligure. Nella parte posteriore si trovano gli stabilimenti balneari attraverso due cabine su cui domina il sole, protagonista del clima ligure. Nella parte centrale, la spiaggia con gli ombrelloni colorati arricchiti di decorazioni floreali. La brezza marina è caratterizzata dalle curvature degli ombrelloni e delle casette dello stabilimento.  La spiaggia è il lembo di terra confinante con il mar Ligure con le sue spumeggianti onde bianche e azzurre. Sarà presente una modella che indosserà il foulard della maison Daphne raffigurante gli animali acquatici del Santuario Pelagos.
FIORI UTILIZZATI: 20 mila garofani rossi e bianchi, 2 mila steli di forsizia gialla, 100 kg di ginestra bianca, 2 mila garofani gialli, 15 mila ranuncoli variopinti, 500 strelitzie, 2 mila anemoni, 1000 steli di gypsofila, 100 kg di lolla di riso, 3 mila iris blu e 2 mila non ti scordar di me.

TAGGIA: rappresenta il capodoglio, che può essere definito la perla rara del Santuario dei Cetacei, vero e proprio campione di apnea, uno degli esemplari più difficile da incontrare a causa delle sue rare risalite. Il capodoglio, che domina chiaramente sul carro, si tuffa nelle acque pulite (alla città è stata conferita la bandiera Blu della Comunità europea) del mare “fiorito” rimanendo sommerso e lasciando fuori solamente la testa e la coda. La struttura del carro è su due livelli: il mare in superficie e il fondo marino, che è realizzato con gli anemoni del nostro Mediterraneo e piante grasse locali, mentre il capodoglio è coperto da foglie di aloe dai colori che variano dal verde salvia al grigio.
La coda del capodoglio e gli schizzi d’acqua creano una scenografia spettacolare: i colori del mare presentano sfumature dall’azzurro chiaro al blu intenso e la schiuma sul pelo dell’acqua è soffice, morbida e di un colore bianco puro.
Protagonisti i fiori, soprattutto gli anemoni (che sono immersi in apposite boccette colme d’acqua) e i ranuncoli.
FIORI UTILIZZATI: 10 mila ranuncoli, 26 mila anemoni, verde ornamentale, piante grasse, gypsophila, ginestra e numerosissimi altri fiori tutti locali.

VALLECROSIA – CAMPOROSSO: rappresenta lo sport della vela. Il pianale rettangolare del carro diventa così un ideale lembo di Mar Ligure su cui sovrastano due grandi silhouette stilizzate, rappresentando le vele e gli scafi delle imbarcazioni impegnate in una regata. Tra le barche, sempre in silhouette, come nel teatro ottocentesco, sono rappresentate le onde. Il tutto, grazie al fenomeno della parallasse che sta alla base della progettazione del carro e che crea un’illusione dove le barche sembrano rincorrersi tra le onde del movimento. In apertura, sul fronte del carro, è rappresentata la prua di un’altra barca a vela in prossimità della boa di giro.
FIORI UTILIZZATI: circa 15 mila tra ortensie, strelitzie, gerbere, rose, ranuncoli, anemoni, lilium, garofani, crisantemi, agapanthus e più di 200 kg fra mimosa, ginestra e gypsophila, oltre a 100 kg di fronde e verde ornamentale.

IMPERIA: è un carro aerodinamico, costituito da gigantesche onde infiorate da ginestra bianca e azzurra, sulla cui cresta fluttua in primo piano un surfista infiorato con crisantemini. Al centro, un windsurfista, sempre infiorato di crisantemini di diverso colore mentre sulla vela del surf risalta la scritta “Imperia” tra una miriade di gerbere. Chiude il carro in posizione più alta ma di dimensioni ridotte tenuto conto della prospettiva, un kit surf, anch’esso infiorato a crisantemini di diverso colore. Le tavole sono infiorate a garofani. Il fondo del carro, stante l’ambientazione marina, è un tripudio di colori bianco-azzurro.
FIORI UTILIZZATI: 150 kg di ginestra bianca e azzurra; 15 mila garofani; 30 mila crisantemini; 50 kg di gypsophila; 5 mila gerbere; 5 mila ranuncoli; 4 mila rose bianche; grevillea bianca, azzurra e blu 50 kg.

VENTIMIGLIA: realizza la tartaruga carretta che si è liberata da un groviglio di reti sparse per il mare e piene di rifiuti vari e di plastiche, dove rischiava di morire scambiando le stesse per meduse, di cui è ghiotta.
Sul carro, una spiaggia dove piccole tartarughe vanno verso il mare: il fondale è rappresentato con rocce, alghe, coralli. In questo contesto, anche pesci e cavallucci marini, meduse, stelle marine, coralli con rifiniture varie.
FIORI UTILIZZATI: in totale circa 17.600 tra cui 1700 rose, 1200 ortensie blu e bianche, 300 kg gypsophila, 350 ginestre blu e bianche, 100 strelitzie, 3mila crisantemi gialli e vari, 500 violaciocca, 6 mila garofani, 60 orchidee, 350 gerbere, foglie verdi e materiale vari

RIVA LIGURE: propone uno scorcio del borgo di Riva Ligure sullo sfondo. Il soggetto principale è la Motovedetta CP 864 della Guardia Costiera classe 800.S.A.R (Search and Rescue- ricerca e soccorso in mare compresi aeromobili incidentati). La sua lunghezza reale è di 10,6 mt. La sua velocità massima è di 35 nodi raggiunta con la spinta di due motori Volvo Penta da 500Cv cadauno e propulsione ad idrogetto. È un’unità inaffondabile “ogni tempo” dotata di sistema autoraddrizzante in caso di ribaltamento. Svolge attività di ricerca e soccorso entro le 40 miglia nautiche dalla costa con una copertura h 24, festivi compresi. La Motovedetta ha la capacità di soccorrere fino a 48 persone con l’ausilio delle zattere autogonfiabili presenti nella parte prodiera più due ulteriori sistemi di salvataggio collettivi che permettono di soccorrere e porre in galleggiamento 42 persone cadauna.
Sul carro la Motovedetta CP 864 avrà in affiancamento l’elicottero della Guardia Costiera durante l’azione di salvataggio segnalata dal razzo SOS. Il carro presenta tanti colori: la gamma dei blu, celeste, turchese e il bianco per realizzare il mare; per la Motovedetta bianco, rosso, arancione e azzurro; per l’elicottero bianco e rosso; per il borgo giallo chiaro, color mattone, verde, rosa ligure, giallo ocra; la scritta “Riva Ligure” è di colore rosso e fuoriesce dalle onde del mare; il razzo di segnalazione è rosso e arancione.
FIORI UTILIZZATI: per la parte mosaico sono utilizzati garofani, ranuncoli, santini. Per le composizioni floreali garofani, bocche di leone, anthurium, delphinium, iris, rose, orchidee, helleborus, ginestra, limonium, semprevivo, gypsophila, pampas e fronde verdi. Quantità 15 mila garofani, 4 mila ranuncoli, 2 mila rose, 300 delphinium, 500 bocche di leone, 700 helleborus, 800 iris, 400 orchidee, 500 anthurium, 150 kg fronde verdi ornamentali (ginestra e verde), 500 pampas colorata, 1100 fiori secchi setaria e lagurus, 500 semprevivo e 800 limonium, 500 steli gypsophila.

SANTO STEFANO AL MARE: rappresenta la balenottera comune con il suo cucciolo proprio davanti alle acque del nostro territorio dove secoli fa è affondata una galea romana e dove ancora oggi, monitorata da una meda, si trova un patrimonio di anfore quasi intonse.
FIORI UTILIZZATI: 12 mila garofani bianchi, circa 8 mila santini gialli, arancioni, verdi e fucsia, bergrass, topini, mille foglie colorate, ortensie azzurre, bianche e blu, cloni, orchidee phaleno, piante grasse, dracene e ranuncoli di vari colori, muschio e licheni.

ISOLABONA: è un omaggio alla stenella striata. I tre esemplari di stenella, realizzati in colori diversi che vanno dal nero, al grigio, al bianco, nuotano e si muovono in mezzo al mare, circondati da onde e dal paesaggio marino che caratterizza la nostra magnifica Riviera, il tutto “abbracciato” dal nome del Comune protagonista: “Isolabona”.
FIORI UTILIZZATI: per le parti a fiore secco, capana per le stenelle e canapa alternata con garofani freschi. Fiori freschi per un totale di 20 mila: 5 mila garofani, 3 mila iris, 8 mila anemoni, 3 mila rose, 100 kg ginestra, 15 kg gypsophila

OSPEDALETTI: viene rappresentata la “mobula mobular”, specie di manta che vive nel Mediterraneo. L’azione riprodotta è quella di due esemplari in perlustrazione sul fondo marino. Il primo, ovvero quello presente sulla parte anteriore del carro, sfiora la vegetazione che viene così spostata. Questo effetto è riprodotto dalle composizioni sottostanti all’animale che si sviluppano nell’ipotetica direzione imposta dallo spostamento dell’acqua.
Volutamente sono presenti le due protuberanze aperte al di sotto del capo del pesce. Le due pinne si distendono complessivamente per 6 metri e, sulla faccia superiore, sono rivestite di composizioni di bocche di leone e statice. Queste “ali” sono complete solo fino ad una certo punto, in modo da alleggerire l’impatto visivo della superficie. La loro infioritura termina sfumando, obbligando lo spettatore ad immaginare il loro proseguimento fino al profilo posteriore. La fine di ogni pinna è semplicemente stilizzata da una struttura rivestita di gypsophila che crea anche l’effetto dello sbuffo di schiuma misto a fanghiglia che si crea sul fondo. Anche il termine del corpo del pesce è stilizzato e il suo profilo fino alla coda è solamente riprodotto da una losanga di fiori. La vegetazione sottostante è ricreata da composizioni di fiori misti che, dall’arancione scuro (a destra), sfumano fino al giallo chiaro (sul lato sinistro), girando intorno al frontale del carro. Essendo il lato inferiore del pesce di colore chiaro, è stata riprodotta tale superficie con foglie di zucca essiccata.
La seconda mobula sovrasta la porzione posteriore del carro. La sua apertura “alare” è di 2,5 metri mentre la parte centrale del corpo non è presente poiché ricreata dalle ali rivestite di “anthurium” verdi. Il capo del pesce è stilizzato tramite una struttura che richiama le protuberanze distese. Le dimensioni sono volutamente ridotte rispetto al primo esemplare per riprodurre l’effetto della lontananza tra i due pesci, dove il picco è più prossimo alla superficie del mare.
Attaccata alla coda della “mobula” piccola si estende una composizione di fiori bianchi per circa 7 metri. Questa rappresenta la scia che il pesce lascia sollevandosi dal fondo. A coreografia e sostegno di questa composizione ve ne sono presenti altre due a simboleggiare le piante del fondale. Si levano verticalmente per circa 2,5 metri ciascuna e il loro movimento richiama sempre lo spostamento dell’acqua dovuto al passaggio. Sul lato posteriore del carro sono presenti composizioni policrome che riproducono piante e coralli del fondale. Per conferire un colore sabbioso al fondale sono state impiegate le infiorescenze delle canne di fiume.
FIORI UTILIZZATI: 300 alstroemeria, 150 allium, 320 anthurium, 1000 bocche di leone, 110 cymbidium, 100 craspedia, 200 dianthus barbatus, 500 dianthus “green trik”, 3 mila garofani, 400 gerbere, 40 kg. gypsophila excellence, 500 iris blu bianchi e gialli, 30 lilium orientali, 200 ortensie blu e azzurre, 500 ranuncoli cloni, 1000 statice blu, bianco, rosa e giallo, 300 solidago, 700 violaciocca, 600 rose, 50 kg di vegetale ornamentale.

CIPRESSA: il tema è il “Pesce Luna”, il più grande dei pesci ossei che ormai fa parte della fauna marina del Mar Ligure dove è arrivato attratto dal clima mite e dalle acque calde. L’impostazione coreografica del carro vuole ricostruire idealmente il fondale in cui si muovono i soggetti rappresentanti, in scale, da 2 esemplari di diversa grandezza ma adeguati alla dimensione dell’originale che in natura può raggiungere un peso di oltre 2 mila chili (!) giustificati dai 3 metri di lunghezza e dai 4 metri di altezza.
L’ambiente che li circonda ha come elemento focale il relitto di un antico naufragio: l’ossatura di un veliero e i resti del suo carico. Non può mancare il classico forziere traboccante di ori e le anfore che trasportavano vino ed olio. Quella meglio conservata reca ancora visibile lo stemma del Comune di Cipressa, a suo tempo dei nobili di Lingueglietta, frazione perfettamente conservata ed oggi facente parte dei Borghi più Belli d’Italia. Parte a sé, è l’antica àncora incrostata.
Dal fondo si alzano gli scogli che costellano il litorale di Cipressa dove non mancano i tipici abitanti della costa: dai pesci multicolori, alle meduse e naturalmente alle conchiglie. Le alghe danno il giusto movimento, con i cavallucci marini che si aggirano tra di loro. Elemento di modernità è il caschetto da ciclista, sfuggito di mano ad uno dei numerosi frequentatori della splendida pista ciclopedonale, tra le più belle d’Europa, che unisce Ospedaletti a San Lorenzo al Mare e che a Cipressa ha uno dei suoi punti focali. Il tutto ricoperto da fiori e piante che danno colore e vita all’insieme.
FIORI UTILIZZATI: 100 steli dendrobium, 8 mila garofani verdi, 3 mila foglie magnolia, crisantemini pon pon nei colori gialli, bianchi, verdi, 2 mila steli, 10 mila ranuncoli di colore bianco, giallo, arancio, 500 echeverie, 50 piante tillandsia usneoides, 10 kg grevillea, 1.000 ortensie, 2 mila delphinium, 30 kg gypsophila, 1000 opulus, eucalipto, foglie chamaerops e palme varie      

SEBORGA: il tema è il gambero rosso di Sanremo. Questa vera e propria leccornia che si può gustare sia cruda che cotta, viene rappresentata in misura gigantesca sopra un piatto tra una bottiglia di olio d’oliva del ponente ligure che condisce il gambero rosso e una bottiglia di Vermentino locale che ben accompagna tale piatto. Il gambero schizza fuori dal mare e provoca un moto di onde colorate che lo circondano.
FIORI UTILIZZATI: il gambero viene infiorato ad incastro con 3 mila garofani rossi. Il piatto è impreziosito da 330 anthurium, la bottiglia d’olio viene sapientemente impagliata da un intreccio di formium, quello del vino infiorata da 15.500 crisantemini. Le onde su una base di ginestra di varie tonalità di azzurro sono abbellite e impreziosite da 30 kg. Utilizzate anche 300 bocche di leone, 150 dendrobium mentre l’olio che fuoriesce è mimosa

BORDIGHERA: il carro, che ha sullo sfondo l’immancabile rocca e la Chiesa di Sant’Ampelio simbolo della città, presenta al centro la grande prua di una barca, un tipico gozzo ligure che esce dall’acqua imponente e giganteggia su tutta la struttura. Seduto sulla punta del gozzo, un pescatore alto tre metri, intento a lanciare la canna in mare. All’amo, però, ha abboccato un grandissimo pesce spada che spunta fuori dall’acqua e lotta con il pescatore. Tutta la scena è seguita con enorme stupore da due turisti, anch’essi in piedi sul gozzo alle spalle del pescatore i quali, macchina fotografica alla mano, sono pronti a immortalare il grande momento. La figura principale è il pescatore sulla punta del grande gozzo che domina la scena. Alle sue spalle, due turisti divertiti e il simbolo dell’argomento affidato a Bordighera: la pescaturismo. Ma la figura d’effetto è sicuramente il pesce spada, che spunta dall’acqua e lotta per la sopravvivenza ormai agganciato all’amo da pesca. Degne di nota anche la chiesa di Sant’Ampelio e le palme, pensate per arricchire la composizione e soprattutto per inserire nel carro elementi identificativi della città. Sul fianco del gozzo, anche un grosso stemma della città.
FIORI UTILIZZATI: infiorati con le antiche tecniche ventimigliesi (soprattutto per quanto riguarda i garofani) garantiscono un risultato di grande impatto visivo: 4 mila garofani rosa, 1000 garofani blu e 1000 garofani rossi/gialli; 1000 crisantemi bianchi/blu/viola, 30 mazzi di edera verde, 200 violaciocca bianca e 200 violaciocca rosa, 400 ranuncoli tra gialli e bianchi, 500 anemoni tra bianchi e blu, 300 strelitzie, 300 mazzi di ginestra bianca/gialla/blu, 100 chamaerops, 300 myrioclaudus da 40 cm, 100 aralia. In aggiunta per i dettagli: corteccia, foglie di cobra essiccate, topini, semprevivi

DOLCEACQUA Si rappresenta il nuoto con lo slancio di una nuotatrice che per Dolceacqua non può che essersi tuffata da … una botte di Rossese! Il Rossese di Dolceacqua è la prima DOC ligure ed identifica il luogo.
Lo stile di nuoto scelto per la forza e allo stesso tempo la grazia è “farfalla” che corrisponde allo stile “delfino” maschile. La farfalla e il delfino si vedono balzare fuori dall’acqua insieme alla nuotatrice, intenta a seguire le corsie di nuoto che fantasiosamente volteggiano fiorite e si ergono in una danza proprio insieme alla protagonista.
Davanti, in primo piano, emerge il volto ingrandito di un’atleta, dai cui occhialini si vede riflesso il magico ed inconfondibile panorama di Dolceacqua con il ponte a schiena d’asino ed il maestoso Castello Doria.
In chiusura del carro la scritta “FIN”, Federazione Italiana Nuoto che ondeggia in acqua insieme a tutta la scenografia.
FIORI UTILIZZATI: per la realizzazione del carro è stata fatta un’importante selezione di fiori locali. Per il personaggio principale, la nuotatrice, sono stati utilizzati 1500 steli di crisantemini arancioni, così come per gli inserti del costume che sono di color viola; la cuffia e parte del corpo sono stati ricoperti minuziosamente da foglie “Moeda”. La cuffia del nuotatore che sbuca dall’acqua nel frontale del carro è stata infiorata nel metodo tradizionale a mosaico con 4 mila garofani neri ed altri multicolore a contrasto. La farfalla è stata realizzata con muschio stabilizzato colorato e fiori multicolori. Il delfino è stato “vestito” pazientemente con mosaico di foglie a cuore ed inserti di crisantemini. La botte da cui “sgorga come in una fontana” il pregiato Rossese DOC di Dolceacqua ha una selezione di fiori come gypsophila e calle bordeaux, grevillea insieme a foglie di castagno stabilizzate. Le fantasiose corsie con le sfere dei galleggianti che volteggiano insieme alla protagonista sono un tripudio di fiori locali che rappresentano la Riviera dei Fiori: una sfera è realizzata con 300 rami di forsizia, 150 iris blu; una con almeno 300 steli di bocche di leone; una con 300 steli di rosa fuxia con abbondante pampas; una con più di 300 steli di ranuncolo; una con 400 steli di euphorbia fulgens; una con più di 300 steli di lilium orientalis bianchi con pepe; una con 300 steli di violacciocca multicolore; una con 300 steli di lisianthus bianco, bianco-blu e viola sfumato; infine una con molucella verde.
La scritta Federazione Italiana Nuoto che ondeggia come immersa nell’acqua e che chiude il carro è stata realizzata con semi e cereali colorati oltre a filodendro, felce e altre fronde verdi.
Per l’acqua sono stati utilizzati pitosforo, ginestra, gypsophila per un quintale di prodotto ed ancora limonium bianco, azzurro, blu, 500 steli di anemone, 200 calle, 500 ranuncoli, bocche di leone, 200 lilium multicolore, 200 strelizie, 100 steli di elleboro. La scritta “Dolceacqua” è stata realizzata con semi e crusca.

GOLFO DIANESE: un grande libro aperto, sulla cui pagina di sinistra spicca una frase scelta dai bambini del circondario e sulla pagina di destra una visuale del golfo con segnati i sette paesi della zona. Domina un fondale marino dove, tra le rocce, si intravvedono alcune specie di fauna marina che vivono in un habitat favoloso arricchito dalla presenza di flora coloratissima quali spugne, gorgonie e coralli. Questo stato di cose richiede comunque oltre alla consapevolezza e al corretto comportamento di noi cittadini per la salvaguardia dell’ambiente, la costante vigilanza dei nuclei subacquei della Guardia Costiera, che viene rappresentata in primo piano nell’atto di raccogliere un oggetto buttato in mare, dopo aver scorto sulla sua sinistra antiche anfore insabbiate.
FIORI UTILIZZATI: per la realizzazione del carro, oltre a grandi quantità di verde ornamentale quali papiro, felci e populus, sono stati impiegati 400 bocche di leone, 300 anthurium, 200 calle, 150 allium, 500 tra helleborus e celosia, 300 strelitzie, 2 mila garofani, 1000 ranuncoli, 200 rose, 150 leuco nutans, 200 tropee, 200 jatropha, 150 cineraria marittima

DESCRIZIONE DELLE BANDE E DEI GRUPPI FOLKLORISTICI

FANFARA DELLA MARINA MILITARE

EL SOL DE ESPANA: dalla Spagna 10 ballerine e 3 costumiste per un grande classico più bello e splendente che mai!

MOJORETTES NOISE E FANFARE: formazione proveniente dalla Slovacchia composta da 45 elementi. Gruppo molto dinamico e divertente, più volte vice campione europeo.

MICROCOSMOS: dalla Francia una libellula gigante si trasforma in un grande scenario verticale con musica dal vivo, acrobatica aerea e trampolieri che formano un micro mondo naturale

AMASENO MARCHING BAND: marching band in stile americano

PARISIAN STREET CABARET: dalla Francia nuova attrazione con ballerine del cabaret parigino, eleganti ballerini, acrobati e un enorme carro spara-coriandoli che ricorda il Moulin Rouge

CANTA E SCIUSCIA: gruppo storico folkoristico della Città di Sanremo composto da 40 elementi tra musicanti e majorettes

I CAVALLI BIANCHI: dalla Francia 4 cavalli e 1 domatore per uno show poetico e magico dove la sinergia tra cavalli e domatore emoziona ogni tipo di pubblico

BATU BATUKA: percussionisti che con i tamburi di vario genere si esibiscono nella Batucada brasiliana con l’abbinamento di gruppi di ballerine brasiliane. Il corpo di ballo è formato da artisti brasiliani, ballerine e ballerini professionisti di danza tipica brasiliana e di capoeira. Le danze sono quelle tipiche folkloristiche.

NEW LADY SPARTANES: gruppo musicale composto da musicanti e majorettes proveniente dal Comune di Acquasparta, in provincia di Terni.

BANDA MUSICALE P.S. RAMBALDI di COLDIRODI: banda cittadina composta da 40 musicisti

CORPO BANDISTICO CITTA’ DI SANREMO: espressione della tradizione bandistica di Sanremo

ESTRELLAS FUGACES: dalla Francia, stelle argentee futuristiche danzanti con una stella gigante

ASSOCIAZIONE BANDISTICA CITTA’ DI MENTANA: gruppo musicale composto formato da circa 50 elementi tra musicanti e majorettes, proveniente dalla città di Mentana, in provincia di Roma

RED PASSION: dalla Spagna, 12 ballerine e 3 costumiste con costumi dal sapore latino ricchi di lunghissime piume scarlatte

GRUPPO STORICO SBANDIERATORI FIVIZZANO: gruppo storico di musici e sbandieratori in costume formato da 30/35 elementi proveniente dal Comune di Fivizzano, provincia di Massa Carrara