RELAZIONE DEL COORDINATORE TERRITORIALE
LEGACOOP IMPERIA
Giovanni Novello

Il documento congressuale regionale, che è in fase di continua implementazione, anche in ragione di quanto emerge dai congressi provinciali, evidenzia una profonda trasformazione della società ligure.
La produzione industriale è passata dal 65% dell’economia regionale degli anni d’oro al 19%. I servizi rappresentano l’80% della produzione complessiva. Il tasso di crescita della popolazione, tenuto conto del tasso immigratorio, è negativo: -5,3% Liguria. Il numero delle cooperative a livello regionale si è ridimensionato, anche se mediamente hanno un numero di occupati più alto rispetto al passato. Anche in termini dimensionali relativi ai fatturati e al patrimonio netto la cooperazione ligure esprime importanti rafforzamenti.
La provincia di Imperia “non è un’isola”.
Il turismo ha visto una riduzione delle presenze del -3,03% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Le imprese iscritte nella sezione start up innovativa al registro delle imprese a settembre 2018 erano soltanto 5. La popolazione della nostra provincia era di 213.811 residenti a giugno 2018 cioè 650 in meno rispetto a giugno 2017.
La cooperazione imperiese di Legacoop è molto legata al territorio e non può non essere condizionata dal contesto sociale ed economico. Le cooperative di Legacoop autoctone operano nei seguenti settori:
Agroalimentare 5 Cooperative
Pesca 6 Cooperative
Sociale (tipo A e B) 11 Cooperative
Turismo e Cultura 6 Cooperative
Servizi alle Imprese 7 Cooperative
Comunità 3 Cooperative
Consumo (regime derogatorio) 1 Cooperativa
Mutue 1 Società di Mutuo Soccorso

Come a livello regionale, anche nella nostra provincia, si registra una riduzione delle cooperative. Alle 43 Cooperative con sede legale su territorio provinciale bisogna aggiungere la presenza rilevante di grandi imprese cooperative di livello nazionale che vanno dal settore della grande distribuzione (Coop – Conad) al settore della ristorazione (Camst – Cir), per finire ai servizi alle imprese e alle collettività (CoopService/ Idealservice).

Rilevante è anche l’attività della cooperativa sociale Il Faggio che pur non essendo una realtà di livello nazionale, rappresenta una realtà significativa in Liguria, e sviluppa una buona percentuale del suo fatturato in provincia di Imperia.

In sintesi le cooperative autoctone esprimono tendenze simili a quelle nazionali e regionali rispetto alla decrescita del numero di imprese.
Fra le altre particolarità imperiesi c’è:

⦁ La crescita del numero di soci: 4.059 nel 2017 contro 3.486 del 2016
⦁ Un occupazione a fasi alterne, ma che nel periodo si può definire in crescita: il n. degli occupati nel 2017 è di 1.141
⦁ Una crescita continua del patrimonio netto: segno di una sostanziale solidità economico finanziaria
⦁ Un costante aumento del fatturato: passato dai 48.600.000 € del 2014 al quasi 61.000.000 € del 2017

Ovviamente, le crisi economiche nazionali, dell’ultimo decennio, non possono non aver generato ripercussioni anche sul territorio e alcune cooperative ne hanno subito i contraccolpi. A livello locale, ricordiamo la chiusura della fabbrica della Pasta Agnesi, il trasferimento di alcune attività industriali in altre regioni, l’avvio delle procedure di concordato preventivo di importanti aziende nazionali, hanno provocato importanti conseguenze sull’andamento economico e finanziario delle cooperative. Per contro, la modesta consistenza del settore industriale imperiese ha comunque influito positivamente sull’ andamento della cooperazione locale in quanto questa provincia, possiamo affermare con cautela, non ha vissuto la crisi industriale che, invece, ha messo a dura prova il sistema economico delle provincie limitrofe.
Sono state affrontate le crisi di alcune importanti cooperative del settore dei servizi socio sanitari che, sottoposte a ristrutturazioni organizzative, hanno rinunciato a molte commesse non remunerative con conseguenti sacrifici per i lavoratori.

Nel complesso la cooperazione imperiese è sana e i numeri che la caratterizzano ne sono la dimostrazione.
Se guardiamo il fatturato dal 2014 al 2017, la cooperazione imperiese di Legacoop è cresciuta di più del 25% con una media del 6,25% all’anno. Nello stesso periodo il patrimonio netto è cresciuto di oltre il 22% con una media del 5,5% all’anno. Gli occupati a fine 2017 erano 1.141 di cui 463 donne.

Questi dati sono riferiti esclusivamente alla cooperative con la sede legale in Provincia di Imperia, i quali vanno integrati con lo sviluppo portato sul territorio provinciale da parte delle cooperative provenienti da altre zone della Liguria e dell’Italia di cui cito solo quelle più rilevanti e note.

Gli investimenti di Coop e Conad, Camst, Cir Food, Coop Service, Ideal Service, sono rilevanti e si traducono con un fatturato di circa 250.000.000 €, una presenza di 26.700 soci e 2.600 occupati. Sommando i dati, la cooperazione di Legacoop Imperia tenuto conto delle cooperative autoctone e di quelle fuori sede, determina un contributo al Pil di questa provincia pari a 310.000.000 €, oltre a 30.000 soci e 4.050 occupati.

Mi piace ricordare che siamo solo una parte della cooperazione locale e la nostra provincia si avvantaggia anche della presenza della cooperazione di Confcooperative con la quale abbiamo intrapreso da tempo un percorso in comune e che esprime anch’essa numeri importanti come imprese e occupati.
Ma i numeri non bastano ad esprimere i valori in campo, perché la cooperazione è portatrice di azioni d’aiuto ai più deboli, sovente riesce a fare impresa in contesti residuali e poveri dell’economia, si muove con spirito di collettività, tende ad unire le forze del territorio con progetti trasversali che coinvolgono imprese e cittadini.

Ne sono dimostrazione le 1.200 imprese agricole famigliari che conferiscono i prodotti alle cooperative agricole (fra cui primeggia Florcoop). I soci volontari che affiancano la loro opera per le cooperative sociali. Le decine di persone appartenenti alle categorie protette o svantaggiate che trovano sostegno e lavoro nella cooperazione sociale. L’impegno ad associare i pescatori che porta questo territorio ad avere una delle flotte pescherecci più importanti della regione. I servizi di assistenza socio sanitari di cui mi piace segnalare quelli rivolti ai bambini e agli anziani. I servizi museali e la gestione dei parchi, entrambi rilevanti per la valorizzazione della cultura e del territorio e quindi del benessere di noi tutti.

L’unica cooperativa imperiese associata a Legacoop che si occupa del servizio di accoglienza di cittadini stranieri extracomunitari richiedenti protezione internazionale (Goccia) ha presentato alla nostra associazione i costi sostenuti per la gestione di tali servizi, al fine di dare conto in modo trasparente dell’impiego del denaro pubblico.

Devo anche far notare, come il mondo della cooperazione imperiese sia impegnato in tante iniziative di informazione e diffusione delle buone prassi, della legalità e dell’inclusione. Fra le nostre cooperative annoveriamo imprese premiate e insignite di riconoscimenti pubblici, segnalo Coseva che ha ottenuto, a ottobre 2016, il rating della legalità da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Sulla base delle dichiarazioni rese e delle successive verifiche effettuate Coseva si è vista riconoscere il punteggio di tre stelle, che rappresenta il livello massimo. Tra le imprese (anche non cooperative) delle province di Imperia, Savona e Cuneo è l’unica ad aver conseguito tale risultato.

Se non fosse una consuetudine il “rendere conto” dei risultati, non avremmo prodotto il bilancio sociale di Legacoop Imperia, documento che ha, come secondo obbiettivo, diffondere le peculiarità della cooperazione locale e le buone prassi in essere. Fra le specificità della cooperazione imperiese, bisogna annoverare anche un attitudine a trasferire la propria esperienza, con uno spirito di confronto proattivo, nei territori confinanti.
Ricordo che sono molteplici le esperienze cooperative, nate in provincia di Imperia, ed esportate, prima, in territori limitrofi e, poi, anche in quelli più lontani.
A tal proposito cito Conad, che ebbe i suoi natali in questa provincia, ed ora è una realtà che primeggia a livello nazionale nel settore della grande distribuzione e del commercio.
Devo poi richiamare all’attenzione la cooperativa Florcoop che ha una rete di vendita in diverse regioni italiane e rapporti commerciali in diversi stati europei; Coseva che è nata a Ventimiglia nel 1982 e che, oggi, lavora oltre che in Liguria e in Piemonte, a Roma; la cooperativa sociale LS, citata per ultima sono in termini cronologici, negli ultimi anni è approdata in Toscana.

Poiché il nostro incontro si svolge oggi a Sanremo, non posso non menzionare le realtà cooperative di questa zona che vede, oltre alla presenza di Florcoop, azienda leader a livello regionale nell’agroalimentare, anche la cooperativa Univartis che gestisce l’Accademia delle Belle Arti di Sanremo, proponendo corsi universitari riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, la cooperativa CMC che, anche in questo caso, superando i confini regionali, offre servizi culturali in campo teatrale e musicale.
Mi scuso anticipatamente con chi non menzionerò per motivi di sintesi. Richiamo anche le cooperative di pescatori che si distinguono anche per iniziativa come l’ittiturismo e la ristorazione (motobarca Patrizia – Cooperativa Gambero Rosso).

Legacoop ringrazia anche il Comune di Sanremo per il coinvolgimento costruttivo avuto con le altre parti datoriali e sindacali nell’ambito tavolo per lo sviluppo del territorio che ha portato in questi giorni alla firma di un documento che sollecita il governo a promuovere investimenti strutturali vitali su questo territorio.

Più in generale, devo menzionare il caso delle cooperative di comunità, fenomeno recente che vede, a livello nazionale, poche decine di cooperative in continua crescita ed evoluzione: la nostra provincia esprime ben tre realtà. L’impatto sociale di queste iniziative è rilevante in quanto si va a recuperare il valore di comunità, laddove non c’è più o è in crisi: noi tutti sappiamo quanto il nostro entroterra necessiti di questa nuova linfa. Le cooperative imperiesi di comunità nascono da iniziative di turismo responsabile, di recupero di borghi abbandonati in una logica di economia circolare.

La mia esperienza in questo triennio con le associate a Legacoop Imperia è stata un arricchimento personale che nessuna università avrebbe potuto offrirmi.
Il confronto con le cooperative imperiesi – ahimè molto limitato dagli impegni che ho con la cooperativa per cui lavoro – mi ha offerto una crescita esperienziale enorme! Seguire nuove cooperative, fin dal momento in cui si presentano quattro o cinque amici con un idea occupazionale ed imprenditoriale (sovente confusa e non ben delineata) fino al momento in cui, diventano una realtà imprenditoriale che offre occupazione stabile, è motivo di grande soddisfazione.
Allo stesso modo, è fonte di sofferenza seguire le fasi di crisi di una cooperativa e purtroppo, anche in questa provincia, non sono mancati tali situazioni in cui Legacoop credo abbia sempre fornito supporto consulenziale a trecentosessanta gradi e sempre con l’obbiettivo primario di salvaguardare i livelli occupazionali.

Fare cooperazione può essere non facile, perché bisogna abbinare i valori propri del nostro mondo (intergenerazionalità, una testa un voto, democrazia aziendale, mutualità) con la capacità di essere aziende efficienti. La nostra forza sta nel portare avanti valori ed efficienza in modo sinergico. I valori ALIMENTANO l’efficienza. Se viene meno la parte valoriale, non si è più una cooperativa; se viene meno l’efficienza, l’azienda va in difficoltà.
Ai Presidenti e ai Direttori delle nostre cooperative chiediamo capacità manageriale e spirito di salvaguardia valoriale, ossia uno stile assertivo, inteso come “di persona capace di farsi valere pur nel rispetto del diritto degli altri”, caratteristica che le migliori università sovente prendono ad esempio nel mondo della cooperazione.
Nelle realtà di nuova costituzione, ma anche nei primi anni di esercizio, questo equilibrio di competenze può essere in una precaria condizione di acquisizione.
Il dare ed avere fra realtà in crisi e start up, abbinato allo sviluppo della cooperative esistenti, da tempo, produce un tasso di crescita e rafforzamento della cooperazione autoctona di Imperia, che oserei definire non comune.

Di questa grande esperienza ringrazio tutte le cooperative imperiesi per la costante vicinanza che non mi hanno mai fatto mancare, i dirigenti regionali di Legacoop e in particolar modo Gianluigi Granero e Sandro Frega, che mi hanno consigliato e supportato in tutte le fasi della mia triennale responsabilità, come coordinatore provinciale.

Un ringraziamento ulteriore va a Silvio e Lara per la professionalità con cui gestiscono rispettivamente il centro servizi Finpro e il Centro Assistenza Pesca. Un ringraziamento particolare lo devo a Chiara Bregolin, apprezzata da tutte le cooperative imperiesi per professionalità ed energia: elementi che sottintendono ad una passione per il proprio lavoro e per la cooperazione.

Passione è anche quella che i cooperatori imperiesi portano con sé e che ha origini lontane, di cui abbiamo testimonianze in questa sala.

Nel 1851 nasce la Federazione Operaia Sanremese.
Nel 1886 nasce a Milano la Federazione delle Socialità Cooperative Italiane che, nel 1893, prende la denominazione di Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue. Nel 2009 Legacoop avrà 8,5 milioni di soci.
Nel 1854 a Torino nasce la prima cooperativa italiana “Azienda Consorziale dei Consumi” e nasce su iniziativa di una Società Operaia di Mutuo Soccorso (Magazzino di Previdenza il nome della cooperativa). Nel 1856 nasce ad Altare la prima cooperativa italiana di produzione lavoro chiamata associazione Artistico Vetreria di Altare. Nel primo consuntivo, dopo cinquant’anni di attività della Società di Mutuo Soccorso di Sanremo, si legge “… era notevolissimo il numero di soci analfabeti adulti da iniziare nello scrivere e nel leggere”. E poi ancora si parla di una scuola serale “… che oltre ai rudimenti del leggere e lo scrivere vi fossero insegnate le regole del comporre, gli elementi della lingua francese, l’aritmetica, il disegno”. I soci della Federazione Operaia Sanremese intervennero nel terremoto calabro-siculo del 1908, in quello del Centro Italia del 1914 come già aveva fatto in quello ligure del 1887. Fra le tante autorità morali che ne fecero parte, menziono Giuseppe Garibaldi (Presidente Onorario) Giovanni Ruffini (Vice Presidente Onorario). Nel 60° anniversario fu nominato Presidente Onorario Vittorio Emanuele III e Vice Presidenti, il Conte Giuseppe Tallevici e il Commendator Ernesto Marsaglia. Socialisti, mazziniani liberali uniti nell’intento solidale.

L’economia moderna della “socialità a costo marginale zero” del libro di Jeremy Rifkin parla di reti ed economia collaborativa che occuperanno uno spazio sempre più ampio rispetto l’economia tradizionale.
La nostra sfida è accompagnare le cooperative del presente e del futuro verso attività che oggi facciamo fatica a comprendere, senza dimenticare le radici nel passato di cui questa federazione ne è testimonianza. Dobbiamo promuovere l’innovazione tecnologica avendo ben chiare le origini della nostra storia, coniugando valori ed efficienza.