La cipolla egiziana ligure, testimone nell’Arca del gusto di Slow Food, è un raro e antico ortaggio coltivato in passato nei terreni liguri (Camporosso e Valle Nervia in particolare) dai nostri antenati che genera dei bulbilli aerei pronti da raccogliere in grado di riprodursi velocemente adattandosi facilmente anche alle temperature invernali. Queste cipolle perenni – spiega Marco Damele -, da secoli cresciute spontaneamente, ma sempre presenti nella cultura storica e tradizionale del territorio si adattano molto bene al nostro clima e sono particolarmente resistenti e prolifiche.
L’agricoltura anche nella nostra provincia ha subito nel corso dei secoli un vero e proprio processo di industrializzazione e di specializzazione con coltivazioni sempre più intensive e con il ricorso a prodotti chimici sempre più efficaci. Ciò ha avuto come naturale conseguenza la perdita o l’eliminazione graduale, a volte completa, di varietà considerate ‘inutili’ dall’agricoltura moderna, ma che invece, potrebbero possedere caratteri interessanti o essere reintrodotti per una nuova visione dell’agricoltura legata alla tutela dell’ambiente e del territorio. La nostra idea – conclude Damele -, è dunque quella di creare una rete di biodiversità in continua crescita, diffusione e promozione partendo proprio dalla promozione turistica e gastronomica della cipolla egiziana non solo locale ma internazionale. Sono sempre di più le attività commerciali che richiedono questo bulbo, conosciuto e amato anche da Libereso Guglielmi. Dopo l’Arca del gusto di Slow Food quando il rilascio di una DECO?
L’Arca del Gusto di Slow Food viaggia per il mondo e raccoglie i prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta. Un patrimonio straordinario di frutta, verdura, razze animali, formaggi, dolci, salumi. L’Arca del Gusto segnala l’esistenza di questi prodotti, denuncia il rischio che possano scomparire, invita tutti a fare qualcosa per salvaguardarli: a volte serve comprarli e mangiarli, a volte serve raccontarli e sostenere i produttori.