Francesco Mancini, inventore della flash-art, ora diffusa in tutto il mondo, espone da oggi, e per tutto novembre, all’Hotel Nazionale di Sanremo. Mancini è anche ritenuto il caposcuola dell’emozionismo. La flash-art è quella che si pratica con un piccolo rullo con il quale si cospargono i colori. ‘Un processo immediato – spiega Mancini -. Einstein a proposito della genialità spiega che è intuizione, colpo d’occhio, rapidità ed esecuzione. Con questo metodo riesco anche a fare settanta-ottanta opere al giorno’. Al Nazionale sono esposte una decina le creazioni che lo rappresentano in vari momenti della suo percorso artistico. Una mostra curata da I Colori della Gioia e in particolare dalla sua presidente Gioia Lolli che l’ha titolata ‘Il Maestro – Pane, amore e fantasia (V. De Sica)’.
Romano, nato come pittore tradizionale, Mancini ha poi esposto in Italia e all’estero. ‘Ho cominciato a dipingere – racconta – a sedici anni. A trentuno ho creato questo metodo’. Un nuovo stile? Guai usare questo termine con Mancini! ‘Non voglio – afferma – parlare di stili. Lo stile è una maniera. Al massimo, il mio, è un metodo’.
Mancini, oltre a dipingere, scrive moltissimo. Anche libri come ‘Panacea’. In Liguria è approdato 41 anni fa dopo aver sposato Elisabetta, origini calabresi, che viveva a Taggia, campionessa di valzer e tango. Due figlie, il maestro, vive tuttora nel capoluogo della Valle Argentina. E ha lo studio a Dolceacqua. Oltre alla pittura e alla scrittura, predilige filosofia, alimentazione e scienza,

Nella foto: un quadro di Mancini realizzato con il suo rivoluzionario metodo