Ho deciso, di uscire dal gruppo consiliare di maggioranza “Bordighera Vince”, senza aderire, al momento, ad alcun altro gruppo.
Dopo solo tre mesi dall’elezione può sembrare una decisione affrettata.
Ma non è così.
Ho aderito con entusiasmo al progetto del gruppo “Bordighera Vince”, qualche mese fa.
Una scelta maturata nella convinzione che servisse arieggiare la città. Un pensiero costruito sul posto, lontano dalle scelte politiche nazionali, ascoltando i cittadini, interpretando i loro bisogni, le loro esigenze. Tradurlo in un programma di mandato, e provare a realizzarlo, era l’impegno che, insieme, ci eravamo proposti di realizzare. E i cittadini ci hanno dato fiducia, premiandoci con la vittoria elettorale.
Ma appena esaurita la spinta originaria, lo spirito di squadra è finito in soffitta, e, parafrasando il calcio, giocano sempre gli stessi; mentre gli altri, non solo non vanno in panchina, ma non entrano nemmeno nello spogliatoio. Servono solo a confermare le scelte decise dai “prescelti”, alzando la mano quando serve.
Non bastasse, si spaccia come “unanime” una pasticciata espulsione dal gruppo consiliare, decisa sicuramente senza la mia presenza: io quella decisione non l’ho né discussa, né votata.
Gli incendiari meritocratici si sono trasformati, in meno di cento giorni, in pompieri. Ma siccome è faticoso anche indossare la divisa, si occupano solo del traffico, facendo sgombrare quando passa l’autopompa, ingabbiata nella rivoluzione dei doppi sensi ripristinati in tutta fretta e di quelli immaginati nell’immediato futuro nel centro cittadino.
E il contorno di chiacchiere è, purtroppo, adeguato alla portata principale, al punto di decidere, di crearne un profilo ad hoc, retribuito dai contribuenti: l’addetto alla comunicazione. Serve ovviamente a spiegare al cittadino/contribuente l’urgente necessità di inventarsi una manifestazione culturale nel centro storico, dimenticandosi dell’assai meno artistico effetto dei materassi accumulati per giorni nelle isole ecologiche cittadine.
Non era questo lo spirito del gruppo a cui ho entusiasticamente aderito. Cosa ottengo nel non partecipare più a questo gioco al massacro? Solo la soddisfazione morale di non farlo ? Poco, quasi nulla. Ma è molto di più di quanto otterrei se rimanessi.
Rassicuro gli elettori che mi hanno conferito il mandato di consigliere comunale. Continuerò a svolgere il mio ruolo con scrupolo e coscienza nell’interesse esclusivo dei cittadini di Bordighera.
Indipendente nel Consiglio comunale, ma pronto a votare qualsiasi provvedimento che vada nella direzione dell’impegno sottoscritto con gli elettori a giugno.
Stefano Sapino, consigliere comunale a Bordighera