All’indomani della serata conclusiva del festival “La Musica Anima Pigna”, nelle strade del paese si parla soprattutto di questo: se ne parla in pignasco, in italiano, ma anche in danese, francese, inglese, albanese. Domenica sera, in Piazza Castello, un concerto sotto forma di viaggio musicale dedicato a quattro eroine del mondo dell’opera, e preceduto da una toccante commemorazione di Pierino Isnardi ad opera di Cristoforo Allavena, hanno concluso in bellezza un evento di tre giorni che, stando alle parole degli anziani del paese, non si vedeva da tempo. Daniela Simonetti, primo cittadino di Pigna, e Valentina Rebaudo, organizzatrice dell’evento, sono commosse per il grande successo ed orgogliose di essere riuscite a raggiungere gli obiettivi sperati.
Venerdì, sotto la Loggia, un convegno sulla musica come strumento di educazione alla pace ha aperto i tre giorni del festival, e si è tenuto davanti un pubblico attento, anche abituato ad ascoltare diversi convegni: “Da tempo non ascoltavo una conferenza tanto interessante e coinvolgente” dice una signora venuta apposta da Ventimiglia per assistere al convegno, “Nonostante io partecipi spesso a presentazioni di libri, ricordi storici, tradizioni locali, mi sono resa conto che in ciò di cui Valentina Rebaudo ci parlava c’era veramente qualcosa di più e cioè il suo coinvolgimento diretto, la sua partecipazione, la sua anima.” Prosegue dicendo: “Perché oltre alle nozioni scientifiche, a dimostrazione ineluttabile di quanto sia importante la musica per lo sviluppo intellettivo dei bambini, al di là della prova provata che, attraverso questo linguaggio universale si può aprire il dialogo anche nei paesi in maggiori difficoltà, abbiamo visto le slide delle esperienze personali in Palestina, Paraguay e Messico vissute da Valentina Rebaudo e le immagini hanno parlato ai nostri cuori, suscitando emozioni che non si possono esprimere con le parole. Allora non resta che ringraziare questa giovane e bravissima musicista per questa iniziativa e, insieme a lei, Daniela Simonetti, sindaco di Pigna, che ha permesso la realizzazione di questo progetto che speriamo possa ripetersi nei prossimi anni.”
Sabato pomeriggio, un laboratorio musicale per bambini dai 3 ai 6 anni secondo il metodo pedagogico Edward Willems, ha avuto luogo nella sala musicale sotto il comune: il grande successo di questo laboratorio, secondo Valentina Rebaudo (che ha tenuto il laboratorio con la collaborazione di Valeria Martini), sta proprio nel fatto che numerosi danesi si fossero iscritti con i loro bambini, nonostante sapessero benissimo che la lezione si sarebbe tenuta in italiano. “I genitori danesi erano così felici di aver iscritto i loro bambini a questo laboratorio !” dice entusiasta Valentina Rebaudo, “Erano felici di poter far fare un’attività pedagogica e culturale ai loro bambini pur essendo in vacanza, e al tempo stesso felici di poterla fare in italiano, anche se a volte traducevo alcune cose in inglese per loro, chiaramente”. Valeria Martini, musicoterapeuta, assistente di Valentina Rebaudo per questo laboratorio, si esprime in merito: “Le attività svolte hanno dato un chiaro imprinting della metodologia, che permette l’osservazione e il riconoscimento dei parametri più importanti della musica, principalmente attraverso l’ascolto attivo. In maniera ludica, i bambini hanno toccato con mano argomenti basilari dell’educazione musicale, vivendo in prima persona tali fenomeni, successivamente spiegati loro da Valentina e analizzati, quindi, con maggiore consapevolezza: sono stati affrontati argomenti quali il ritmo, il tempo, il timbro e l’altezza dei suoni; i bambini hanno potuto scoprire ed esplorare numerosi strumenti musicali, tradizionali e non, il tutto in modo giocoso, attraverso un coinvolgimento completo del corpo, dell’orecchio e della voce. Da un’iniziale timidezza, i bimbi hanno presto preso confidenza; il canale sonoro ha pertanto spezzato le difficoltà a livello linguistico di alcune bambine provenienti dalla Danimarca che non parlavano la lingua italiana. Le attività hanno coinvolto e interessato grandi e piccini in modo del tutto naturale e divertente: l’entusiasmo dei partecipanti, percepito durante e dopo il laboratorio, conferma l’esito positivo dell’evento, con la prospettiva di ripetere la manifestazione i prossimi anni.”.
Domenica sera, in Piazza Castello, la serata conclusiva prevedeva un discorso in ricordo di Pierino Isnardi, grande personalità storica, politica e culturale del paese, nonché amico personale di Sandro Pertini: Cristoforo Allavena ha tenuto un discorso commovente in suo onore, citando fra l’altro in dialetto tutta una serie di “stranomi” tipici di Pigna (nomignoli che vengono dati ad ogni persona a seconda del suo cognome, provenienza, o fatti particolari accaduti durante la sua vita), spiegandone la traduzione e l’origine. È seguito un concerto, in un quadro assolutamente magico e dall’acustica naturale semplicemente perfetta: Piazza Castello, infatti, detta “La Cola” in pignasco, antichissima piazza che domina su Castelvittorio, era decorata con delle fiaccole, e il palco al centro della piazza con un meraviglioso pianoforte a coda che aspettava gli artisti ne conferiva un’atmosfera incantata. Valentina Rebaudo al clarinetto, in un lungo abito argento, e Irene Puccia al pianoforte, in un abito rosso fuoco, hanno interpretato estratti dal Rigoletto di Verdi, dalla Bella Addormentata nel Bosco di Tchaïkovski, dalla Carmen di Bizet, e la suggestiva Canzone alla Luna dell’opera Rusalka di Dvorak: Giovanni Perotto, voce narrante, ha funto da guida per condurre il pubblico in questo viaggio musicale fatato, ove non si sono solamente ascoltati i brani proposti, ma si sono anche potute seguire da vicino le vicende delle quattro eroine femminili protagoniste dei brani, che hanno vissuto l’amore in modo profondamente diverso, a volte vincendolo, a volte soccombendone. Da cornice a questo viaggio, i passi delicati della ballerina Bianca Bonaldi, che ha fatto sognare i più piccoli (e non solo) con una splendida coreografia sul celebre Valzer finale del balletto “La Bella Addormentata nel Bosco” di Tchaïkovski, indossando un abito rosa che ricordava da vicino proprio quello di Aurora nell’indimenticabile­ film di animazione della Disney; con un body nero scollato, pizzo e rosa rossa nei capelli, Bianca ha anche interpretato la Habanera nella ben diversa Carmen di Bizet, che il pubblico ha potuto ascoltare nell’arrangiamento virtuoso di Pablo de Sarasate; infine, un finissimo abito leggero color salmone ha girato intorno ai fianchi di Bianca in una sua coreografia sulla Canzone alla Luna di Rusalka, che ha commosso il pubblico, rimasto in un silenzio carico di emozione alla fine dell’ultimo accordo, prima di cominciare una lunga standing ovation. “Quanto tempo che Pigna non assisteva a uno spettacolo così…” dice un anziano del paese visibilmente commosso, prima che un altro aggiunga “E chissà per quanto tempo ancora non si assisterà a una cosa del genere”. Un pubblico numerosissimo, Piazza Castello gremita, le persone in piedi superano in numero quelle sedute. Valentina Rebaudo e Daniela Simonetti sono soprattutto fiere di constatare che il pubblico è eterogeneo proprio come il festival si proponeva di essere: tantissimi giovani, di Pigna e non, turisti francesi, belgi, inglesi, danesi e italiani, albanesi che abitano sul posto, anziani del paese, tanta gente che è salita da Ventimiglia, Bordighera e Sanremo per assistere ad un evento che, come sottolinea un signore, quasi non esiste sulla costa del ponente ligure: “Aldilà della povertà culturale che regna nella provincia di Imperia, non mi capita mai – e proprio non ne capisco il perché – di assistere ad un concerto o ad un evento culturale con talenti e professionisti nati qui: finalmente stasera, posso assistere ad un concerto, tenuto per di più da due giovani artiste oggi conosciute internazionalmente, Valentina e Bianca, nate in questa zona, più una terza artista italiana anche lei e pianista assolutamente eccezionale, commentato fra l’altro da un docente molto conosciuto anche per aver tenuto altri eventi culturali di questo tipo, il tutto in un quadro assolutamente mozzafiato da un punto di vista geografico e storico, che oggi più che mai ha bisogno di essere rivalorizzato. Meglio di così !” Infine, una signora del pubblico auspica: “Un evento che, nonostante i contenuti culturali di alto livello, ha coinvolto, commosso e interessato un pubblico eterogeneo numeroso, attento e soddisfatto. Complimenti agli organizzatori e alle artiste e soprattutto a Valentina Rebaudo artefice di questa manifestazione. Speriamo solo che non rimanga un fatto isolato.”
All’indomani del concerto, un noto maestro di musica della riviera, salito a Pigna per il concerto, scrive: “Il paese ha già una sua magia, i pignaschi sono simpatici e riascolto sempre con piacere la loro cadenza dialettale. Lo spettacolo al quale ho assistito aveva per coreografi le innumerevoli genti che pietra su pietra hanno costruito il paese e il buon dio che c’ha messo le stelle. Poi è stato sufficiente lasciarsi portare dai suoni di un clarinetto e di un pianoforte capaci di rievocare virtuosisticamente alcune arie celebri per ripercorrere le storie di quattro personaggi femminili tra loro diversissimi eppur tra loro uguali nella ricerca del grande amore. A soffiare nelle vele della fantasia e rendere rapido e sicuro il viaggio sono intervenuti una voce narrante che suggeriva idee preziose e la fiabesca apparizione sul palco di una ballerina che evocava nel gesto le avventure romantiche di Gilda, di Aurora, di Carmen e di Rusalka. Insomma non poca magia. Con leggerezza.”
Insomma, con La Musica Anima Pigna, il paese sembra aver messo la prima pietra per la costruzione di una serie di eventi di cui sentiremo ancora parlare, anche a livello internazionale. E lo speriamo, per il futuro del paese, per la ripresa culturale della nostra zona, e per il patrimonio del nostro entroterra.