Valentina Rebaudo

Valentina Rebaudo

Daniela Simonetti

Daniela Simonetti

di Mario Guglielmi

Pigna negli ultimi decenni ha conosciuto nuove realtà culturali che lo hanno ripopolato, facendo anche rinascere tradizioni secolari. Nel paese della Val Nervia vive, infatti, una vasta comunità albanese che parla alla perfezione il dialetto locale. Abitata, dunque, in buona parte da “stranieri”, Pigna è fieramente multietnica. Anche per questo motivo ora è stato ideato un nuovo evento che faccia risaltare l’eterogeneità del paese e le sue tradizioni, tramite la musica ed i giochi di una volta.
Da venerdì 13 a domenica 15 luglio, si terrà la prima edizione del festival “La Musica Anima Pigna”, evento organizzato dal sindaco Daniela Simonetti su un’idea di Valentina Rebaudo, musicista originaria di Pigna e residente in Svizzera.
Saranno tre giornate caratterizzate da arte, integrazione e conciliazione del passato con il presente.
Il primo appuntamento è in programma venerdì 13 alle 18 sotto la Loggia con il convegno “Musica e Integrazione” tenuto da Valentina Rebaudo. Quindi, sabato 14 alle 16 nella sala musicale sotto il Comune si terrà, in collaborazione con la musicoterapeuta Valeria Martini, un laboratorio di propedeutica musicale per bambini fra i 3 e i 6 anni secondo il metodo Edgar Willems. Infine doppio appuntamento domenica 15 luglio. Al pomeriggio nelle piazze e carruggi appuntamento con i “giochi di una volta”, per riunire i più e meno giovani con i giochi che si facevano una volta nelle strade di paese. Alle 21, infine, una commemorazione di Pierino Isnardi, personalità storica, politica e culturale del paese, cui seguirà un concerto-viaggio musicale in Piazza Castello con Valentina Rebaudo al clarinetto, Irene Puccia al pianoforte, Bianca Bonaldi alla danza e Giovanni Perotto alla voce narrante.
Daniela Simonetti e Valentina Rebaudo ci spiegano nel dettaglio cosa le ha spinte ad allestire la prima edizione di “La Musica Anima Pigna” e come si svolgerà l’evento nel fine settimana.

– Come è nata l’idea di organizzare una manifestazione di questo genere?

“È nata soprattutto grazie all’entusiasmo di Valentina – spiega Daniela Simonetti, sindaco di Pigna – che mi ha dato l’occasione per realizzare un sogno, quello di proporre delle giornate con dei temi importanti, quali l’arte, l’integrazione e soprattutto (grazie ai giochi) la partecipazione, il coinvolgimento delle persone, il fatto di conciliare il passato con il presente”.
“Ho sempre trascorso le mie estati a Pigna, paesino dove sono nati entrambi i miei genitori – racconta Valentina Rebaudo – Dovevo avere circa 6 anni quando mio papà una sera d’estate mi portò in Piazza Castello dove si teneva un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Non studiavo ancora musica ma quella serata mi rimase impressa: c’era qualcosa di magico che accadeva in Piazza Castello, anche se non sapevo dire cosa. Andando a dormire, mi sono detta che un giorno avrei fatto parte anch’io di qualcosa di magico, lì in Piazza Castello. Nel frattempo ho cominciato a studiare musica, nella Banda Musicale di Ventimiglia con Franco Cocco, un grande artista e un grande uomo che ha segnato profondamente il mio cammino. La mia grande avventura musicale è continuata in Francia, poi in Germania e in Svizzera, con diverse tappe in Medio Oriente e Sud America. Ogni volta che tornavo a Pigna mi dicevo che un giorno, anche se non sapevo come, avrei organizzato un evento in quel magnifico paesino che è stato la mia culla. L’anno scorso, conoscendo Daniela, una donna di un grande carisma, gentilezza e sensibilità, mi sono resa conto che il mio sogno era anche il suo. Partendo dall’idea di commemorare Pierino Isnardi, personalità culturale e storica fondamentale per il paese e per tutta la provincia, abbiamo lavorato su un obiettivo comune, cioè quello di creare qualcosa a Pigna e per Pigna che ne mettesse in valore le sue tradizioni e la sua eterogeneità. Abbiamo puntato sulla musica e sui giochi di una volta, binomio inscindibile e fondamentale soprattutto per l’infanzia”.

– Quali sono le peculiarità di Pigna che puntate a valorizzare con un evento simile?

“Pigna ha tante tradizioni secolari e soprattutto tanti valori, fra tutti quelli dell’impegno, della solidarietà e della voglia di “stare insieme” e “in famiglia” che il pomeriggio dedicato ai giochi di una volta creerà l’occasione di rivivere – commenta Daniela Simonetti – Da un punto di vista musicale e culturale, tante sono state (e sono tutt’oggi) le personalità pignasche di grande importanza, talento e creatività per la comunità, e penso che questi valori vadano riscoperti. In merito, un intervento di commemorazione di Pierino Isnardi sarà tenuto subito prima dell’inizio della serata finale. Con “La Musica Anima Pigna” vorrei dimostrare che Pigna ha ancora molto da offrire, con la finalità che questo evento non sia fine a sé stesso ma possa essere l’esempio per un progetto che sui valori suddetti si sviluppi e si ripeta negli anni”.
“Pigna è un paese millenario e il suo patrimonio culturale è pazzesco – afferma, con orgoglio, Valentina Rebaudo – basti pensare alla Chiesa di San Bernardo con gli affreschi del Canavesio che data del 1300. Il suo dialetto è uno dei più complessi d’Italia e soprattutto uno dei primi dialetti italiani in assoluto. Anche la cucina è secolare, si pensi ai fagioli bianchi, celebri in tutto il mondo, o ai ravioli, che risalgono a un’antica tradizione dell’epoca saracena. Geograficamente è un paese spettacolare, le sue piazze e i suoi carruggi sono dotati di un’acustica naturale assolutamente perfetta. Tutte queste sue caratteristiche uniche fanno sì che le sue tradizioni siano altrettanto autentiche, ricche e preziose: in un’epoca in cui l’uomo, alla chiara ricerca di tradizioni, va ad importarle dagli Stati Uniti invece che cercarle nelle proprie radici, è fondamentale che questi paesi siano celebrati e continuino a “vivere”, semplicemente. Vorrei salutare con grande stima e ammirazione il lavoro assiduo che la Banda Musicale “L’Alpina” di Pigna effettua in questo senso da secoli. Le bande, come d’altronde le corali, sono il primo fattore di integrazione, rinnovamento e allo stesso tempo di celebrazione delle tradizioni di un paese, sono preziosissime, e dovremmo renderci conto tutti quanti di quanto possa essere pericoloso se un paese non ha più una banda che faccia risuonare liberamente e pacificamente la sua musica. Trovo stupendo anche il fatto che diversi giovani, nonostante le facilità di viaggi, spostamenti e opportunità di lavoro a livello internazionale dell’epoca attuale, decidano di vivere a Pigna. E’ tutto in loro onore, è grazie a loro che il paese vive ancora. Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che diverse popolazioni straniere sono venute a vivere a Pigna da un ventennio a questa parte, allora Pigna è veramente pronta per ripartire come un grande paese! Penso a una grande comunità albanese, che ne ha fra l’altro integrato il suo dialetto, o a un’altra comunità del Nord Europa che mette su agriturismi, ristoranti, e addirittura organizza da qualche anno a questa parte un festival di musica internazionale! Credo che grazie ai giochi a squadre di una volta, evento coordinato da Letizia Boschi che si svolgerà domenica pomeriggio, si voglia far rivivere Pigna ai più piccoli come i grandi di oggi la vivevano all’epoca, quando ancora non c’era Internet, la tecnologia … e nemmeno le auto! Credo infine che con la musica, una delle forme d’arte che più “uniscono”, si voglia celebrare l’integrazione dei popoli grazie alla cultura, e che si voglia dare un soffio di vita ed energia ai più piccoli affinché si interessino al bello, alla creatività, quindi un domani alla voglia di far rinascere il paese e così via…

– Quanto è importante l’integrazione tra diverse culture per il vostro Comune anche alla luce della presenza di un’ampia comunità albanese?

“L’integrazione anche e soprattutto per paesini piccoli come Pigna è fondamentale, ormai la cittadinanza è costituita in gran parte da “stranieri”, il comune è multiecnico e ne è fiero – sottolinea il sindaco di Pigna – Il concetto di “integrazione” è tanto importante quanto semplice: l’integrazione, come l’accoglienza e l’accettazione della persona “diversa”, è un atteggiamento mentale, di apertura e di accettazione delle persone per quello che sono e non per quello che sono le loro origini. In merito a questo chi meglio di me, donna, veneta, rappresenta l’esempio dell’accettazione a Pigna (ride, ndr)?”

– In che modo il Comune durante l’anno si adopera per tramandare alle nuove generazioni le tradizioni del paese?

“Il Comune non ha fino ad ora fatto alcuna azione specifica mirata all’integrazione, nel senso che la scuola, la quotidianità, il ritmo della vita, lento, a misura d’uomo è il banco di accoglienza più efficace e al momento non si sono resi necessari ulteriori interventi specifici – dice Daniela Simonetti – La scuola media quest’anno ha fatto una settimana di approfondimento sul territorio e gli alunni in varie lingue hanno presentato il territorio comunale, creando l’occasione per tutti di conoscere e approfondire le conoscenze storiche del nostro paese”.

– Tra l’arte e l’integrazione tra i popoli che legame c’è e quanto può essere forte?

“I binomi arte-pace, arte-integrazione, arte-scienza, arte-storia, e potrei citarne tanti altri, sono fonte di grandi dibattiti in tutto il mondo, poiché si cerca di capire come la musica, e l’arte in generale, abbia potuto e possa aiutare il mondo a vivere in pace e i popoli ad unirsi – afferma Valentina Rebaudo – È esattamente il tema che affronterò nel convegno che terrò venerdì pomeriggio sotto la Loggia. Non voglio anticipare troppo ciò che verrà detto durante il convegno, ma vorrei solo dire che la musica ha il merito di essere la forma di dialogo più elevata e allo stesso più semplice che ci sia. Possiamo tutti parlare con il linguaggio della musica, che è universale, e il fatto che grazie ad essa possiamo dialogare, è il regalo più prezioso che ci possa essere dato. La musica è dialogo, e credo sia questo il fattore più importante. Il dialogo è qualcosa che viene a mancare oggi, a cominciare dai bambini e i giovani che preferiscono uno schermo alla compagnia di un altro bambino/giovane, fino ad arrivare ai politici che sputano le proprie convinzioni senza più cercare il dialogo. Penso sovente ad una frase di Daniel Baremboim, direttore d’orchestra di fama mondiale che ha passato tutta la sua vita a cercare di creare e di mantenere un’orchestra che riunisse i giovani israeliani e i giovani palestinesi in esilio in tutto il Medio Oriente. Durante un incontro a cui ho avuto la fortuna di assistere, alla domanda se i giovani musicisti israeliani e palestinesi litigassero fra loro in orchestra, Baremboim rispose in modo sorprendente “Certo che litigano! Devono litigare! Se non parlano e non dialogano, come pensate che possano avvicinarsi l’uno all’altro?” E quando si fa musica, si è in qualche modo obbligati a dialogare.

– In cosa consiste il metodo Willems e come si dipanerà, a grandi linee, il viaggio musicale di domenica sera?

“Il metodo Willems è un metodo di iniziazione alla musica basato sulla sensorialità del bambino – spiega Valentina Rebaudo – Partendo dal principio che il bambino sia il depositario assoluto di tutte le nozioni musicali, che le abbia in sé da un punto di vista fisiologico, il ruolo del pedagogo è quello di aiutarlo a svilupparle, integrarle e prendere coscienza di esse. Sabato pomeriggio, con una lezione di presentazione di 45 minuti a tutti i bambini fra i 4 e i 6 anni che vorranno partecipare, farò loro scoprire le peculiarità del metodo. I bambini ripartiranno dalla lezione avendo imparato una canzone in lingua straniera, avendo scoperto diversi strumenti musicali fra cui l’hang e lo xylofono, e avendo integrato alcune nozioni di poliritmia con diversi strumenti a percussione. Grazie a questo metodo, i bambini imparano giocando, poiché la musica è la prima forma di “gioco” per un bambino (si pensi ai neonati che spontaneamente sorridono e agitano le braccia ogni volta che sentono un suono). Dopo la lezione, terrò una sorta di spiegazione pubblica a tutti i genitori, docenti, maestri interessati a saperne di più sul metodo per poterlo trasmettere ai propri figli o integrarlo nelle scuole, perché no.
Per quanto riguarda il viaggio musicale, è un concetto che ho creato insieme alla mia amica e collega Irene Puccia, grande pianista siciliana che sarà presente a Pigna per l’evento. Quando Daniela Simonetti mi ha dato carta bianca per un concerto, era evidente per me che avrei tenuto questa formula particolare di “viaggio musicale” invece del semplice concerto classico. L’idea mi ha permesso fra l’altro di chiedere la prestigiosa collaborazione di Bianca Bonaldi, ballerina della nostra provincia che conosco e apprezzo tanto fin dall’infanzia, e di Giovanni Perotto, scrittore, filosofo e docente al Liceo Aprosio di Ventimiglia, mio vecchio professore e persona che stimo molto. La serata, che si terrà domenica in Piazza Castello, consisterà in un viaggio musicale che Giovanni farà fare al pubblico, sulle note del mio clarinetto, del pianoforte di Irene, e sui passi delicati di Bianca, attraverso le storie di quattro grandi eroine-­principesse del mondo dell’opera e della fiaba, che hanno cambiato per sempre le loro vite grazie o a causa dell’esperienza più sconvolgente che un essere umano possa vivere: l’Amore. Le quattro eroine in questione sono Gilda (nel Rigoletto di Verdi), Aurora (principessa de La Bella Addormentata nel Bosco), Carmen (nell’intramontabile Carmen di Bizet) e Rusalka (delicata ninfa marina dell’opera omonima di Dvorak). Spero davvero che “La Musica Anima Pigna” possa mandare un soffio di magia su tutto il mio amato paese!”