Confessiamo che ci piacerebbe parlare di strade di scorrimento, riqualificazione urbana, eventi culturali od altro. Poi succede che con una Delibera di Giunta l’Amministrazione concede un contributo, modesto certo, ma dall’enorme valore simbolico ad un’associazione religiosa, segnatamente islamica.
Allora, primo: perché delibera di Giunta e non di Consiglio, facendone l’occasione per una riflessione generale sul cosa Ventimiglia vuole diventare, chi attrarre, come gestire l’integrazione?
Secondo: può un’istituzione della Repubblica rinunciare alla laicità quale faro nella propria azione amministrativa, specie quando singole iniziative non sono nel costume cittadino (tipo il San Segundin per capirci), ma connotano esattamente una comunità religiosa, i cui valori e stili di vita peraltro suscitano più di un dubbio sulla loro compatibilità con quelli della Repubblica e sanciti nella Costituzione, al di là di una generica libertà di culto che a quel punto rischia di essere un semplice paravento? Quale integrazione potremo mai sperare da questa esaltazione della “diversità”, che sarà sempre il principale ostacolo al perseguimento di una vera uguaglianza?
Carlo Iachino
Consigliere Comunale di PROGETTO VENTIMIGLIA