Su aspetti poco noti del rosmarino il Dottor Claudio Cervelli del CREA-Centro di Orticoltura e Florovivaismo di Sanremo terrà un incontro sabato 24 marzo a Sanremo al Floriseum di Corso Cavallotti 113 alle ore 16.

Il Rosmarino: i segreti di una pianta comune
Il rosmarino, una pianta comune che pur molto apprezzata per il suo aroma e per il suo uso culinario, di cui spesso si pensa di conoscere abbastanza da non farci sentire curiosità per un approfondimento. Ma molti aspetti di questa pianta, generosa e rustica, sono veramente poco conosciuti e riguardano sia la sua biologia sia le sue possibilità applicative.
Il rosmarino è presente allo stato spontaneo in quasi tutto il Mediterraneo ma pochi sanno che la sua origine è nel sud della Francia e della Spagna, da cui si è diffuso nel corso dei millenni anche in Italia e in Africa e la cui distribuzione naturale è stata molto condizionata dalle glaciazioni. Questo ha influito sulla sua evoluzione e la sua diversificazione, anche in termini di sostanze che compongono il suo profumo e il suo olio essenziale: infatti non tutti i rosmarini sono uguali. In Italia cresce un tipo che contiene un’alta percentuale di eucaliptolo (sostanza presente anche nell’eucalipto), mentre in Spagna si trovano piante con alta percentuale di canfora, infine in Sardegna e Corsica il rosmarino contiene alte percentuali di verbenone, composto quasi assente in tutti gli altri rosmarini e importante sostanze protettrice del fegato. Per questo motivo non si può parlare in generale di olio essenziale di rosmarino perché ne esistono diversi tipi, di differente uso sia in cosmetica che per uso terapeutico. Anche l’aspetto della pianta, o meglio la sua morfologia, presenta grande variabilità in natura e in coltivazione: ad esempio per il colore dei fiori, che oltre al classico blu-viola (in tutte le sue sfumature) può essere rosa o bianco, colori questi ultimi reperibili in natura raramente ma soprattutto in alcune zone geografiche; per non parlare del portamento eretto, correlato spesso all’habitat in cui vive, e alle dimensioni delle piante e delle foglie, che presentano spiccati adattamenti alla aridità.
Pur essendo uno delle piante aromatiche più usate come condimento nella cucina mediterranea, presso gli antichi Romani, e ancor prima di loro i Greci, non era per niente usata se non per produrre miele o vini aromatizzati, al contrario di altri aromi usati ancora oggi. L’uso medicinale (come antisettico) e simbolico (ad esempio mei matrimoni e nei funerali) ha preceduto molto quello alimentare, diffusosi quest’ultimo solo col Medioevo. Il rosmarino, conosciuto nell’antichità come pianta della memoria e del ricordo, ha dimostrato scientificamente di avere reali proprietà stimolanti sul nostro sistema nervoso, in particolare migliorando la capacità di concentrazione e riducendo lo stress emotivo. Inoltre alcuni suoi composti hanno evidenziato capacità neuroprotettrice, fornendo interessanti prospettive nello sviluppo di farmaci per la cura delle malattie neurodegenerative.
Oltre che come condimento, il rosmarino trova impiego in campo alimentare nella formulazione di prodotti industriali, a causa dell’elevato potere antiossidante e antimicrobico di alcuni dei suoi componenti non volatili, responsabili anche nell’uso fresco di molte proprietà utili alla salute del nostro organismo. Il rosmarino e i suoi estratti rappresentano un additivo naturale idoneo in particolare per la protezione dall’irrancidimento di oli e grassi e dall’alterazione dei pigmenti naturali. Si usa ad esempio la sua oleoresina come conservante della carne precotta, anche fritta, e di salse già confezionate.

Per informazioni: Claudio Cervelli, tel. 0184694825, claudio.cervelli@crea.gov.it