Caro Sindaco,
ho letto la Sua replica al mio intervento di ieri.
Mi dispiace, Lei sa che provo una certa simpatia personale per Lei e mi spiace canzonarla, ma sei Lei continua a offrirmi rigori a porta vuota, non posso che calciarli.
Non so chi le scrive i comunicati e la espone al ridicolo, ma sono circa cinque anni che Lei è Sindaco e, suvvia, dovrebbe sapere che nessuna pratica può arrivare in Consiglio Comunale ”direttamente”, materializzandosi come d’incanto, senza un proponente che la presenta in Commissione, che la espone in Consiglio Comunale e ne assume la paternità politica.
Se non ricorda chi ha presentato la pratica del famoso capannone di Piani e l’ha esposta in Consiglio Comunale, l’aiuto io: è l‘Assessore all’Urbanistica della Sua Giunta che, anche un bambino capisce, agisce, o dovrebbe agire, d’intesa con il Sindaco e la Giunta.
Certo, ricordo molto bene il patetico balletto cui abbiamo assistito quel giorno, con pareri di legittimità richiesti al Segretario e nessuno che voleva apparire come presentatore “formale” della pratica, con il povero Presidente del Consiglio che ha fatto l’agnello sacrificale.
Detto questo, prendo atto che Lei, come suo solito e con la consueta eleganza, invece di assumersi le Sue responsabilità, gioca allo scaricabarile e cerca qualcuno cui addebitare la colpa della procedura errata, assolvendo il Segretario Comunale ed addebitandola al Settore Urbanistica e, quindi, al suo Dirigente.
Ne prendo atto, come credo lo farà anche tale Dirigente che, Lei ricordo, ha nominato Lei con incarico fiduciario.
Giuseppe Fossati
Imperia Riparte