Aveva raccontato di essere stata violentata da un giovane migrante, ma si sarebbe inventata tutto. Per l’accusa di simulazione di reato si è aperto il processo nei confronti di una 33enne, V. B., originaria della provincia di Varese. Nell’estate 2015 si era unita al presidio dei No borders a Ponte San Ludovico per sostenere i profughi, “bloccati” dalla polizia francese. I No borders avevano fin da subito sollevato molti dubbi sulla veridicità del racconto della volontaria, come riporta Paolo Isaia su “Il Secolo XIX”.