A 39 anni dall’omicidio di Guido Rossa per mano delle Br, è sempre una grande emozione partecipare alle cerimonie di commemorazione di un uomo che ha sacrificato la vita per la giustizia, la democrazia e il lavoro. Stamattina all’Ilva, dentro quella stessa fabbrica – anche se allora si chiamava Italsider – dove Guido Rossa lavorava come operaio e dove portava avanti il proprio impegno di sindacalista e poi in via Fracchia, a pochi passi dalla sua abitazione, in quella strada in cui venne ucciso dai sicari delle Brigate Rosse per aver testimoniato con coraggio contro i terroristi che insanguinavano il Paese, era davvero difficile trattenere la commozione. È stato bello vedere come, a Cornigliano, gli operai dell’Ilva che lottano per la dignità del lavoro e, a Oregina, i ragazzi delle scuole genovesi, che sono il nostro futuro e che hanno letto alcuni componimenti e poesie molto toccanti, fossero uniti idealmente per ricordare Guido Rossa: un operaio, un sindacalista, un comunista, un alpinista, un marito, un padre, ma soprattutto un grande esempio di coerenza, coraggio e dirittura morale. Col suo gesto e con il suo sacrificio è riuscito a tracciare una linea di demarcazione fondamentale in quei giorni bui e pesanti come il piombo. Da una parte lo Stato, dall’altra il terrorismo; da una parte gli operai, dall’altra gli assassini. A Guido Rossa e alla sua famiglia non diremo mai abbastanza grazie, per ciò che hanno fatto per la città di Genova e per l’Italia intera.
Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria