“Non è possibile che la classica influenza di stagione, prevedibile e attesa, diventi ancora una volta un’emergenza”. Lo dice il consigliere regionale del Pd Pippo Rossetti che, dopo le polemiche dei giorni scorsi, oggi ha visitato i pronto soccorso degli ospedali genovesi per verificare personalmente cos’è successo e cosa potrà capitare da qui alla fine delle festività natalizie. “Purtroppo anche nella giornata odierna – continua Rossetti – al San Martino, al Galliera e al Villa Scassi ci sono stati alti flussi di affluenza con ricadute sui tempi di attesa per gli utenti. Il personale ospedaliero fa davvero il possibile per garantire il servizio. L’ho trovato stanco e preoccupato per i prossimi giorni. Non è facile lavorare in una situazione di costante sovraffollamento avendo saturato i posti ospedalieri e c’è da chiedersi quali soluzioni potranno essere trovate sui flussi post Capodanno e post Epifania”.
Secondo il consigliere regionale del Partito Democratico “i picchi di presenze di anziani con una comorbilità aggravata da raffreddamento e dall’influenza sono prevedibili e richiedono un’organizzazione che consenta di gestirli in modo ordinario assumendo che l’emergenza è esito non di un imprevisto, ma di una cattiva organizzazione.
Dopo i disagi dello scorso anno la situazione non è migliorata e la Regione Liguria si è fatta nuovamente trovare impreparata. D’altra parte – sottolinea l’esponente del Pd – la prima riunione organizzativa per i picchi influenzali è stata fatta solo il 20 dicembre e andava invece organizzata a ottobre, per programmare ben prima tutte le azioni necessarie. I provvedimenti vanno presi in anticipo e riguardano in modo articolato la strategia di assorbimento dei codici bianchi e verdi che, una volta assistiti, devono essere collocati in luoghi di cura in modo tempestivo a loro tutela e allo scopo di decongestionare gli stessi presidi di pronto soccorso”.
Rossetti ricorda come “la medicina territoriale, in questi ultimi due anni e mezzo di Giunta Toti, non sia stata minimamente potenziata dalla Regione. Ciò – sostiene – determina flussi di pazienti che potrebbero essere curati a casa dal medico di famiglia. La Regione deve organizzare una rete tra ospedali ed enti accreditati (per esempio le strutture per post acuti) per ricoverati anziani dimessi dagli ospedali e potenziare il personale medico, infermieristico, socio sanitario e ausiliario (mancano OSS e portantini) e riorganizzare i processi interni ai presidi ospedalieri in modo da programmare l’assorbimento di pazienti dal pronto soccorso ai reparti. Mi è stato raccontato – spiega il consigliere del Pd – che ieri sono stati visitati pazienti in piedi ed è pazzesco che al San Martino, dove già non mancano i problemi di affollamento, vengano dirottate persone dal savonese e dall’imperiese e da tutto il genovesato per traumi. Periodicamente i pronto soccorso genovesi vengono chiusi agli accessi del 118 mentre le pubbliche assistenze ancora ieri hanno aspettato per ore di avere restituite le barelle per continuare il loro servizio. E’ incredibile che ci siano reparti chiusi in attesa del personale necessario. E’ normale e prevedibile che anche gli operatori dei nosocomi si ammalino; l’impressione, che deriva anche dagli sguardi del personale motivato ma esasperato, è che i vertici regionali considerino quello che sta avvenendo con una certa rassegnazione. Invece di mettere a disposizione soldi, personale e organizzazione l’assessore Viale e il presidente Toti aspettano che ‘passi l’influenza’, cercando di tranquillizzare i cittadini con il mantra: ‘è tutto sotto controllo e abbiamo superato il punto di crisi’. Invece – conclude Rossetti – siamo di fronte al fallimento di Toti, Viale e dei vertici regionali di ALISA. Dopo due anni non è avvenuto alcun miglioramento e a pagarne le conseguenze sono i pazienti, i loro parenti e gli operatori”.