Tutto secondo copione. Il Palasalute di Imperia resta chiuso per l’allerta arancione e lascia privi di assistenza sanitaria centinaia di cittadini, proprio come avevamo denunciato nell’ottobre scorso in occasione dell’inaugurazione della struttura: un ecomostro-gruviera che fa acqua da tutte le parti e, per giunta, è stato costruito in una zona ad alto rischio esondazione.
Non contestiamo certo la chiusura del Palasalute, la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto. Il problema, semmai, è a monte: quel palazzetto non sarebbe neanche dovuto sorgere in quell’area. Sul territorio esistono altre strutture, attualmente abbandonate ma potenzialmente risanabili a costi decisamente inferiori rispetto ai milioni di euro che serviranno per la messa in sicurezza definitiva del Palasalute e dell’area limitrofa.
La struttura era già soggetta a infiltrazioni prima che aprisse le porte al pubblico, il 2 ottobre scorso. A ciò si aggiunge la posizione critica, in prossimità del rio Artallo, sui cui argini sono in corso interventi per limitare i danni in caso di piena. In una situazione simile, basta, appunto, un’allerta arancione per imporre la chiusura del centro e la sospensione immediata dei servizi sanitari: una beffa che puntualmente si è verificata oggi, in barba agli interessi della cittadinaza. È questo il modello sanitario che hanno in mente Toti e la Viale per Imperia e per la Liguria? No, grazie
Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria