Olioliva 2017 si è conclusa domenica 12 novembre a Imperia Oneglia e in sole tre giornate ha richiamato nel ponente ligure una grande quantità di appassionati e turisti sia italiani che stranieri.

A migliaia sono stati gli avventori che hanno animato il centro storico di Imperia Oneglia e la Banchina di Calata Cuneo, e che hanno apprezzato e acquistato i prodotti locali forniti dagli oltre duecento stand: hanno potuto assaggiare l’olio nuovo e molti altri prodotti tipici della Liguria quali il pesto, la focaccia ligure, i biscotti e dolci all’olio d’oliva, i salumi tipici, i formaggi, la farinata e il pesce del nostro mare.  Molto alta, inoltre, è stata la partecipazione agli eventi collaterali quali laboratori, degustazioni, convegni e le numerose altre attività realizzate per la valorizzazione e promozione delle eccellenze gastronomiche del territorio imperiese e della Liguria.

“Siamo molto soddisfatti – afferma il Direttore di Coldiretti Imperia, Domenico Pautasso –  del risultato di questa edizione di Olioliva. Anche il tempo è stato fondamentale, regalandoci tre giornate di sole che hanno permesso di registrare numeri da record, garantendo alla città e al suo territorio la massima visibilità. I nostri produttori sono riusciti a far conoscere il loro lavoro attraverso i prodotti che noi liguri già conosciamo e apprezziamo, ma che vale la pena vengano fatti scoprire a più persone possibili.
Grande protagonista della manifestazione è stato l’olio nuovo, olio extravergine di oliva appena franto, che rappresenta per la Liguria, ed in particolare per la provincia di Imperia dove è si concentra l’85% della produzione Regionale, una delle massime eccellenze, e che per il ponente si identifica soprattutto in quello ricavato da olive taggiasche, una specie che va difesa, valorizzata e promossa in tutto il mondo.”

“L’olivicolo ligure – afferma il Presidente di Coldiretti Imperia, Antonio Fasolo– rappresenta uno dei settori che meglio identifica la Liguria, e l’imperiese, come zona agricola. Rendere  l’olio ricavato da olive taggiasche un marchio DOP sarebbe un traguardo importante per la riqualificazione del territorio attraverso i suoi prodotti, realizzando una sorta d’identificazione immediatamente riconoscibile da tutti.
Per il momento la qualità taggiasca che storicamente identificava la varietà di pianta coltivata esclusivamente nel nostro territorio, oggi viene coltivata in ogni parte d’Italia, creando non pochi problemi in quanto a trasparenza e tracciabilità del prodotto. 
Se si riuscisse ad ottenere il riconoscimento della DOP per l’olio di oliva ricavato da olive taggiasche l’intero settore ne gioverebbe e anche l’indotto economico della aziende che lo producono sarebbe differente. Permetterebbe, inoltre – continua il Presidente – un pieno sviluppo del settore economico ligure, con progetti che prevedano il recupero degli oliveti abbandonati e il trattamento delle coltivazioni con infrastrutture idriche moderne che consentano di realizzare la coltivazione con il minimo spreco di acqua (strumentazione ormai necessaria a causa dei repentini cambi climatici).
Grazie a questo inoltre si potrebbe mirare a far diventare il Ponente una meta turistica, non solo per il mare, ma per il nuovo turismo gastronomico alla ricerca del prodotto di eccellenza e della sua filiera, turismo sempre più praticato. Non è sufficiente organizzare eventi come questo, se si vuole veramente valorizzare e proteggere le nostre produzioni: è necessario fare un passo in avanti e proseguire verso il riconoscimento della DOP”.