Come programmato si è svolta sabato 28 ottobre, sotto un sole ancora caldo e con uno spirito gioviale e di condivisione, la cosiddetta “STAFFETTA DEI GIOVANI PER LA PACE”, evento conclusivo dell’ormai tradizionale manifestazione sanremese, sui temi della Pace, dialogo interculturale, diritti umani, ambiente ed economia nonviolenta, denominata OTTOBRE di PACE (giunta alla sua dodicesima edizione).
L’iniziativa ha visto come protagonisti ragazze e ragazzi di culture, etnie e pratiche religiose differenti, che lungo la pista ciclopedonale, da Santo Stefano al Mare a Sanremo, si sono avvicendati, portando con sé uno zaino “molto speciale”.
Esso conteneva, e veniva arricchito ad ogni tappa, frasi, scritti e aforismi di personaggi illustri, sia di area laica che di area prettamente religiosa, riguardanti temi oggigiorno più che mai delicati come la Pace e il dialogo nonviolento e costruttivo tra i popoli di tutto il nostro pianeta.
Nello specifico all’iniziativa sportiva, di carattere simbolico e dimostrativo, hanno preso parte, come “staffettisti”, cinque ragazze e due ragazzi dell’Associazione Casa Africa di Imperia, un atletico rappresentante del Centro di Cultura Islamica di Sanremo e circa una decina di ragazzi e ragazze del Gruppo Giovani della Parrocchia “Villetta” di Sanremo.
La staffetta si è conclusa, verso le ore 17, a Sanremo, in località Pian di Nave, dove la professoressa Manuela Ormea – dopo una breve presentazione dell’evento da parte dello storico volontario di ASSEFA professore Dario Daniele (ideatore dell’Ottobre di Pace nel 2005) – ha letto, alla presenza di un folto gruppo di persone, le frasi portate dai giovani all’interno di quello che è stato per l’occasione denominato “Zaino della Pace”.
Molto significativi e toccanti, oltre alle frasi famose di papi, filosofi, poetesse, pensatori e brani del Corano, gli scritti che alcune delle ragazze, partecipanti alla staffetta, hanno “messo su carta” personalmente.
In buona sostanza sabato 28 è stato possibile assistere a un’iniziativa semplice ma di buon auspicio per iniziare a dar vita a conoscenza reciproca, a dialogo e a eventuali future collaborazioni e iniziative tra giovani adolescenti di culture e religioni diverse, che vivono nello stesso comprensorio, costruendo ponti e non steccati.
Con questo evento è stato anche simbolicamente dimostrato che il dialogo, la condivisione e la collaborazione tra popoli, anche molto diversi, sono possibili e possono dare solo buoni risultati: l’importante è volerli realmente e impegnarsi per creare le giuste condizioni.