Ventimiglia| Il 25 Luglio del 1950 a Latte di Ventimiglia, presso Villa San Giorgio, si consumò una delle più gravi tragedie sul lavoro mai occorse nella città di confine ben 5 morti tutti operai giovani, uno aveva appena 16 anni, e due intossicati gravi tutti residenti nella città di confine tre proprio nella frazione ponentina di Latte. i Giornali dell’epoca cosi descrissero (archivio storico de “La Stampa”) i fatti (il testo può essere impreciso per via della scansione Ocr delle pagine del quotidiano di ben 67 anni fa).

La STORIA :“Cinque operai asfissiati e due all’ospedale per ripulire un pozzo.
Ventimiglia, 25 luglio. Una grave disgrazia, forse unica negli annali della cronaca ventimigliese, è accaduta oggi pomeriggio, poco prima delle ore 16, in trazione Latte di Ventimiglia. Cinque operai tutti residenti nella città di confine; Celso Santamaria, di 28 anni; Giuseppe Moroni di 26 anni; Natalino Allavena di 24 anni; Ferdinando Carzena di 34 anni, Dante Aquiletti di 40 anni, che stavano lavorando in località villa San Giorgio nei pressi del ricovero Chiappori, sono deceduti in seguito ad asfissia e altri due, Ciro Lombardi di 26 anni ed Enzo Emanuello di 16 anni, sono stati ricoverati all’ospedale.
Per ripulire un pozzo e verificare il funzionamento del motore, tre operai si erano calati nel suo interno quando venivano colti da pestifere esalazioni di anidride carbonica. In aiuto dei poveretti che non davano più segni di vita, si calavano altri quattro operai che a loro volta, investiti dal potentissimo gas, cadevano a terra inanimati.
Due di loro, il Lombardi e l’Emanuello, riuscivano alla fine a costo di penosissimi sforzi a raggiungere la sommità del tragico pozzo. Dato l’allarme, accorrevano sollecitamente sul posto della sciagura, i militi della Croce Verde Intemelia e i pompieri i quali, muniti di apposite maschere, riuscivano ad estrarre i corpi delle vittime. A nulla serviva la respirazione artificiale praticata dai bravi militi: i cadaveri dei cinque operai sono stati ora trasportati alla camera mortuaria dell’ospedale. Il fatto ha destato, come è comprensibile enorme impressione in tutta la zona.

L’Incuria attuale: Oggi a poche ore dalle giornate di celebrazione DEL RICORDO DEI DEFUNTI nel cimitero di Latte abbiamo potuto appurare lo stato di abbandono della tomba di tre delle vittime della sciagura i nomi pressoché illeggibili una tomba dimenticata che ne disonora il ricordo CHI DOVREBBE MANTENERE LA LAPIDE IN UNO STATO DECOROSO ci chiediamo? Il ricordo di 5 persone morte mentre stavano lavorando, una storia che si ripete spesso nel nostro paese anche ai giorni nostri.

Dell’incuria generale del cimitero di Latte parleremo in seguito.