Il 31 ottobre alle ore 16.30 nel Teatro dell’Opera, nell’ambito della rassegna i Martedì Letterari Marisa Bruni Tedeschi presenta il libro: “Care figlie vi scrivo” (la Nave di Teseo). L’incontro è inserito nel piano di Formazione dei Docenti.
(Dalla Prefeazione del Libro) Mie care figlie, vi racconto quello che non sapete di me, la mia vita all’infuori di voi.
Quando si evoca la famiglia Bruni Tedeschi, si pensa subito a Carla, modella, cantante, già première dame, e a sua sorella maggiore Valeria, attrice e regista. Marisa Bruni Tedeschi non è semplicemente la loro madre. Pianista, appassionata d’opera, ha sempre vissuto una vita da artista. Una donna libera, che ha attraversato la storia e le frontiere senza conformarsi alle regole borghesi. In questo libro si confessa per la prima volta: la giovinezza nell’Italia fascista, la morte precoce del padre e la tenerezza del rapporto con la madre, l’incontro nel 1952 con suo marito Alberto, industriale, compositore d’opera e collezionista d’arte, il loro esilio in Francia per sfuggire alla stagione dei rapimenti, le sue grandi storie d’amore e la passione mai tradita per il pianoforte.
Come mai ha avuto voglia di raccontarsi?
Le mie figlie non sapevano assolutamente niente della mia infanzia, niente. Mi sono detta: Non è possibile! Ho vissuto la guerra, ho perso mio padre, sono stata malata due anni. E tutto questo prima dei 16… Ho passato esperienze terribili come il giorno in cui le SS presero me, mamma, le mie sorelle e, prima, “Vi fuciliamo”, poi: “No, vi bruciamo la casa. No, vi impicchiamo”. Alla fine ci misero davanti alle corde, ma ci appesero dei ragazzi e li lasciarono lì per tre giorni… Finito il racconto dell’adolescenza, ho sentito la spinta a continuare …
Come ho conosciuto mio marito Alberto (mi aveva notato e aveva chiesto ad amici comuni di presentarci). Come la musica (lui compositore, io pianista) ci ha unito. Come sono entrata in questa famiglia torinese assai ricca (i Bruni Tedeschi erano industriali, proprietari della Ceat, ndr): anche noi eravamo borghesi – papà ingegnere – ma un po’ spiantati… I viaggi, il periodo in cui Alberto è stato direttore artistico del Teatro Regio. Il trasferimento a Parigi nel 1973 per timore dei rapimenti.
Quando l’hanno letto, le sue figlie come hanno commentato?
L’hanno trovato bello e si sono divertite. Sono state loro a suggerirmi di pubblicarlo.
(Dall’intervista a Maria Laura Giovagnini per Io Donna. )
Ho avuto una bella vita, sì, con alti e bassi”. Marisa Bruni Tedeschi ha scritto un divertente mémoire per raccontare la sua vita: il marito Alberto (l’unico), gli amori (tanti, folli e impossibili), i due rimpianti più grandi, il rapporto con le figlie, Carla e Valeria, la musica, la morte del figlio Virginio che spera prima o poi di incontrare di nuovo. Intervistata da ilLibraio.it rivela: “Ho aperto la mia casa di Parigi a quattro eritrei per dare l’esempio a chi può di ospitare questi disperati”. E riflette: “È molto meglio parlarsi, dire tutto, litigare e poi riconciliarsi che non parlare affatto. In tutte le famiglie ci sono segreti”
Pianista di talento, attrice sporadica, amante appassionata, trasgressiva per carattere, mamma di Carla Bruni, modella ed ex première dame di Francia, e Valeria Bruni Tedeschi, attrice e regista. Marisa Borini, 87 anni il 1° aprile, siede nella sua camera d’albergo con aria sbarazzina, le immancabili sigarette tra le dita lunghe e affusolate da musicista e un caffè che sorseggia piano. Sorride: “Ho avuto una bella vita, sì, con alti e bassi”. Ne è venuto fuori un mémoire, Care figlie vi scrivo, appena pubblicato da La nave di Teseo. Lo ha scritto in francese: “Strano, perché parlo con le mie figlie sempre in italiano”. Raccontare la diverte, senza reticenze. In fondo, non è più l’età per i segreti. E lei, si capisce, non è il tipo che ama tenerne molti. Di alta borghesia torinese, si è sempre divertita a distanziarsi da quel mondo e stupire. Il marito, Alberto Bruni Tedeschi, scomparso nel ’96, era l’erede della dinastia dei pneumatici Ceat, secondi solo ai Pirelli. Poi la passione dell’arte prese il sopravvento e finì a comporre (di notte) musica dodecafonica e dirigere il Teatro Regio di Torino prima di andare a vivere a Parigi. Nel libro Marisa rievoca la morte del padre a 13 anni e quella del figlio Virginio, l’infanzia sotto il fascismo, la guerra, il matrimonio con Alberto e, in mezzo, tanti amori folli e impossibili. Tra cui quello con il musicista diciannovenne Maurizio Remmert con il quale concepì Carla. Era il 1967, e gli scandali non erano esattamente cose da borghesi.
( dalla recensione de Il Libraio)
Marisa Bruni Tedeschi
Nata a Torino nel 1930, da madre francese originaria di Saint-Étienne (Renée Planche, figlia di François Gilbert Planche) e da un imprenditore italiano (Carlo Dominico Borini). Sposa l’industriale e compositore di musica classica e d’opera italiana Alberto Bruni Tedeschi, quindici anni più anziano. Hanno avuto tre figli:
Virginio Bruni Tedeschi (1959-2006) morto di AIDS nel 2006;
Valeria Bruni Tedeschi, nata 16 novembre 1964, affermata attrice e regista in Francia e in Italia;
Carla Bruni, nata 23 dicembre 1967, cantautrice e modella, divenuta moglie di Nicolas Sarkozy. È stato rivelato che il padre biologico in realtà è Maurizio Remmert, l’ex chitarrista classico divenuto operatore in Brasile, amante di Marisa tra il 1960 e il 1967.
Nel 1973, Marisa e suo marito si trasferirono a Parigi, apparentemente per fuggire dalle Brigate Rosse, ma sicuramente per evitare di essere direttamente coinvolti nel fallimento dell’azienda di famiglia, CEAT, assorbita dal gruppo Pirelli.
Nel 2003, ha interpretato il proprio ruolo di madre nel film biografico che sua figlia Valeria ha scritto, diretto e interpretato: È più facile per un cammello…. Sempre per la figlia ha recitato in Actrices e Un castello in Italia, per quest’ultimo viene candidata ai Premi César 2014 come migliore attrice non protagonista. Nel 2016 ha interpretato ancora una volta il ruolo di una madre, la signora Morandini Valdirana, rispetto alla figlia Valeria che interpreta Beatrice Morandini Valdirana nel film La pazza gioia di Paolo Virzì.
Il 7 novembre alle ore 16.30 per il ciclo “La cultura della legalità” Carlo Fusaro presenta il libro: ”Aggiornare la Costituzione – Storia e ragioni di una riforma” (Donzelli Editore). Partecipa il Dott. Matteo Moraglia. L’incontro è stato inserito nel piano di Formazione dei Docenti e dei Giornalisti.