CNA SNO (Sindacato Nazionale Odontotecnici): approvazione alla Camera dei Deputati di due ordini del giorno che potrebbero accelerare l’iter per il riconoscimento del profilo professionale
Nella seduta del 25 ottobre scorso della Camera dei Deputati, relativamente all’esame del provvedimento C.3868 Governo e abbinati, recante “deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché di disposizioni per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie…”, è stato accolto l’ordine del giorno 9/3868 – A/4 Manzi in materia di odontotecnici, suggerito da CNA.
CNA SNO, Sindacato nazionale che associa 7.000 imprese odontotecniche, esprime soddisfazione per questo importante passo avanti necessario per proseguire l’interlocuzione con il Governo e le forze parlamentari al fine di richiedere il riconoscimento del profilo professionale.
Come recita il testo “ la professione di odontotecnico è ancora oggi regolata da una normativa a dir poco antica che limita notevolmente lo sviluppo e l’applicazione delle conoscenze tecnico-scientifiche che l’odontotecnico ha maturato in tutti questi anni; quella dell’odontotecnico è una figura di indubbia e sicura rilevanza nel panorama sanitario italiano, che ormai opera in un contesto ”globale”, utilizzando le più sofisticate tecnologie e conoscenze scientifiche”.
L’accoglimento degli ordini del giorno, tra cui quello sostenuto da CNA, impegna il Governo:
• a valutare l’opportunità di consentire alle associazioni del comparto degli odontotecnici comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, di richiedere il riconoscimento degli odontotecnici tra le professioni tecnico-sanitarie ai sensi dell’articolo 3 della legge 10 agosto 2000, n. 251.
• a valutare l’opportunità di attivarsi affinché nell’attuazione delle modifiche all’articolo 5 della legge 1o febbraio 2006, n. 43, siano salvaguardati gli atti già compiuti per il riconoscimento della figura di odontotecnico sia nel 2000 nel percorso previsto dal decreto legislativo n. 502 del 1992, sia nel 2007 nel percorso previsto dalla legge n. 43 del 2006, in ordine sia alla volontà espressa dal Ministero della salute di avviare l’iter di approvazione, sia al parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità che in materia si è già espresso favorevolmente ben due volte.