La privatizzazione dell’Ospedale Saint Charles di Bordighera è stata oggetto di un’interrogazione del gruppo Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria discussa stamane in consiglio regionale: dubbi sulla fattibilità dell’operazione, soprattutto in tema di costi e di organico a fronte dell’annunciato potenziamento della struttura sanitaria.
«L’Assessore Viale è stata piuttosto evasiva, posta di fronte a domande precise: quanto costerà la convenzione con il privato? Con quale personale sanitario si intende coprire un servizio che si prospetta più ampio? – dichiara il consigliere regionale Gianni Pastorino -. Ancora nulla è dato sapere. Per ora sappiamo che si vorrà soddisfare le esigenze del territorio, che c’è stata un’indagine di mercato e che 9 aziende hanno manifestato interesse. Un po’ poco: bisogna dar contenuto alla strategia».
«Bene comunque che l’Assessore abbia posto due paletti imprescindibili: primo, la gestione privata dovrà essere compatibile con la riapertura del pronto soccorso; secondo, la tutela dei lavoratori dovrà contemplare il mantenimento degli attuali livelli contrattuali, garantendo l’appartenenza al comparto sanitario. L’organico, però, già oggi è insufficiente: domani lo sarà ancora di più – sottolinea Pastorino -. Sostanzialmente non si riesce a capire come la giunta intenda ampliare, secondo la normativa nazionale vigente, l’attuale struttura con chirurgia generale, traumatologia, terapia intensiva e laboratorio radiologica H24, oltre ai servizi di pronta disponibilità per alcune specialità, senza un massiccio piano di assunzioni atte a garantire quantità e qualità delle prestazioni sanitarie».
«I casi sono 2: o assumono, agendo in deroga, oppure non sarà possibile attuare quanto vantato dalle dichiarazioni dell’Assessore. E poi, resta la domanda principale: quanto costa? Non ci saremmo aspettati una risposta al centesimo, bastava un calcolo previsionale – conclude Pastorino – e invece la giunta si trincera dietro analisi generiche, che non chiariscono affatto la questione. Siamo insoddisfatti; e crediamo saranno altrettanto insoddisfatti sia gli operatori sanitari sia i futuri utenti di una struttura che ancora non sappiamo se e come funzionerà».