L’ex ministro Claudio Scajola in tribunale a Reggio Calabria, ha risposto alle domande del pm della Dda nel processo che lo vede imputato dall’accusa di aver agevolato la `ndrangheta per avere aiutato il politico Amedeo Matacena a sottrarsi alla giustizia. Scajola si è difeso spiegando di aver agito per motivi di cuore: “Avevo pena per Chiara Rizzo (moglie di Matacena) condizione trasformatasi in trasporto con qualche sentimento”.
Dopo la fuga di Matacena, la Rizzo rimase a Montecarlo con il figlio e secondo Scajola “fu costretta a vivere in un monolocale ed in gravi e disagiate condizioni finanziarie. Mi chiese aiuto sulla possibilità di spostare da una banca delle Seychelles a Montecarlo 700 mila euro, ma per me fu impossibile perché poteva insorgere il sospetto di riciclaggio».