Da quando la Francia ha iniziato a respingere i migranti ed a restituirli all’Italia, Ventimiglia da città di confine è diventata suo malgrado una “città deposito”. Ventimiglia era già stata investita dall’esodo balcanico nel 1996, da quello curdo e albanese e da quello tunisino nel 2010.
In relazione all’emergenza migranti il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, 31 anni dice a “Panorama” che “la vera sciagura non sono i migranti ma i no borders. Sono incendiari di professione, vengono dai centri sociali di Bologna, Genova, Nizza. È tutto un mondo guasto che si rifugia dietro la parola solidarietà. A Ventimiglia non ci sono più solo i profughi da gestire ma anche questo circo da allontanare”. Ioculano si sente un po’ migrante: “Mio padre è calabrese, di Santa Cristina, mia madre è piemontese». A Ventimiglia su 25 mila abitanti, 7 mila sono di origine calabrese, 4.500 siciliana, 4 mila campana.