La polizia, nella giornata di ieri, ha tratto in arresto Luigi Bullitta, 59enne originario della provincia di Sassari.
Per più di un anno, insieme ad altri clochard, l’uomo ha dato vita ad episodi di intemperanza destando un forte allarme sociale, infastidendo e molestando ripetutamente passanti, turisti, titolari di esercizi commerciali e residenti nel centro di Oneglia.
L’arresto, avvenuto al termine di un accurato monitoraggio della condotta e dei movimenti dell’uomo, e’ stato possibile grazie alla azione certosina e meticolosa degli uomini della questura che, su input del questore, Cesare Capocasa, hanno raccolto tutti gli episodi che hanno visto, da un anno a questa parte, Bullitta protagonista di risse, ripetute resistenze a pubblico ufficiale, ubriachezza molesta e inosservanza agli obblighi pendenti a suo carico, disposti proprio dal magistrato di sorveglianza.
In ragione dei numerosi e gravi precedenti penali che gravavano sul Bullitta, della sua condotta e delle sistematiche violazioni dell’obbligo di firma, Bullitta e’ stato tradotto, in regime di detenzione, presso la casa circondariale di Imperia dove dovra’ scontare una pena di 8 mesi. gli agenti della squadra volante e della squadra mobile hanno, infatti, dato esecuzione all’ordine di carcerazione emesso, proprio ieri, dalla competente autorita’ giudiziaria.
L’arresto, che si somma alle espulsioni coatte di Malgorzata Wedrychowicz e Alexandru Vasile Grigorita, eseguite lo scorso mese di maggio, confermano l’incisivita’ e l’efficacia della strategia adottata dal questore di imperia che, sin dal suo insediamento, ha ribadito la necessita’ di intervenire sulle situazioni di degrado e di malessere localizzate nelle aree urbane di Oneglia e Porto Maurizio.
Bullitta luigi, Wedrychowicz e Grigorita erano, infatti, tre soggetti che, in concorso tra loro, terrorizzavano, da tempo, cittadini e turisti sotto i portici di Oneglia, bivaccando e contribuendo ad ingenerare quella percezione di elevata insicurezza che pure contrasta con una netta riduzione dei reati ma rispetto alla quale la polizia di stato, in maniera ferma e decisa, e’ intervenuta con provvedimenti chirurgici e radicali.