La stagione 2017-18 è alle porte, la prima squadra ha subìto una profonda rivoluzione con tante partenze ma anche con l’arrivo di parecchi talenti dalle giovanili: ne parliamo con Nicola Veneziano, direttore sportivo del Ventimiglia Calcio.

– A pochi giorni dalla prima partita di Coppa come procede la preparazione?
«I ragazzi – risponde Veneziano – sono positivi, lavorano con entusiasmo. Lo staff tecnico, da mister Caverzan in giù, è contento. Naturalmente ci sono degli step da rispettare prima di essere pronti».

– Le partenze dei vari Miceli, Mannella, Eugeni, Dominici, Ferrero, Lamberti, Galiera, non rischiano di indebolire la squadra?
«Non credo. Intanto diciamo che alcuni di loro sono andati a giocare in una categoria superiore. Questo fatto ci rende orgogliosi e gli facciamo quindi tanti auguri. Non bisogna dimenticare, per fare qualche nome, che Mannella l’abbiamo rilanciato, Dominici giocava poco nell’Imperia e adesso è in serie D e così via. Ma siamo contenti quando qualcuno cresce professionalmente, è anche un nostro compito. Noi eravamo già corsi ai ripari la scorsa stagione facendo arrivare Alberti a campionato iniziato, mentre Serra l’abbiamo riconfermato e adesso dopo un anno è un punto fermo della difesa. Allaria e Trotti arrivavano da una categoria inferiore e sicuramente quest’anno con più esperienza faranno ancora meglio. E potrei continuare. Inoltre abbiamo tre ex Camporosso, Giunta, Musumarra e Trimboli, che si stanno allenando con noi. E ci sono tanti bravi atleti in arrivo dalle giovanili…».

– Esempi?
«La federazione chiede 6 under in rosa, noi ne abbiamo una decina. Caverzan li ha allevati nella Juniores e ora raccogliamo i frutti. Del resto da sempre il Ventimiglia punta sul vivaio. Ci aspettiamo molto dai vari Occhipinti, Felici, Rea, Peirano, Ierace: tanto per citarne alcuni. Con l’Alassio in porta ha debuttato Dodaro che è un 2002: per lui un’esperienza emotivamente importante, si è trovato davanti una squadra di uomini. Ha preso qualche gol? Non importa: d’altra parte aveva davanti un attaccante di nome Battaglia in grado di segnare una rete a chiunque».

A proposito di Alassio. Dopo un buon triangolare a Sanremo, la durissima sconfitta con la squadra savonese. Bisogna preoccuparsi?
«Assolutamente no, siamo competitivi come lo scorso anno. L’Alassio è una squadra ostica, noi abbiamo dato spazio a tutti i nuovi arrivi, compresi dei ’99, 2000 e 2001. Perdere non fa mai piacere, ma le amichevoli servono per fare dei test, per capire se i ragazzi sono pronti. La politica dei giovani è rischiosa, lo sappiamo. Da sempre le partite di precampionato hanno un valore relativo. D’altra parte la Sanremese è davvero uno squadrone e avremmo dovuto prendere un sacco di gol: e invece ce ne hanno fatto solo uno…».