Il cielo ci ha messo lo zampino, ma la forza, la costanza e l’abnegazione degli organizzatori e dei presenti, sono stati più forti delle intemperie e dei contrattempi ed anche la 117a edizione della festa del Saccarello è stata portata a termine.
Stamane, alle 11.00, tutto era pronto per l’inizio della celebrazione della messa celebrata dal vescovo diocesano Mons. Antonio Suetta, quando sono iniziate a cadere, da un cielo scuro, le prime gocce gelide di pioggia.
Pronto l’intervento dell’Associazione Festa del Redentore Monte Saccarello, che di concerto con il Presule ha spostato la celebrazione nella piccola cappella da tempo realizzata al piano terra di una costruzione che ha cambiato negli anni più volte, la sua destinazione d’uso.
In montagna si sa, si passa dal sole cocente alla pioggia e sul Saccarello non è raro dover cercare riparo dalla grandine.
Finita la celebrazione, come consuetudine l’aperitivo per i temerari che erano rimasti lassù e l’arrivederci al prossimo anno, magari con la strada che passa per Monesi percorribile, per un maggiore afflusso sulla vetta più alta della alpi marittime.