Sarà la tragedia Coriolano di Shakespeare messa in scena dagli attori del Teatro del Banchéro (Massimiliano Antonelli, Andrea Bellanova, Alessandro Cirilli, Mauro Gambino, Ambra Ghiglione, Marta Laveneziana, Giovanna Marzuoli, Antonio Napodano. Regia di Giorgia Brusco) a concludere giovedì l’edizione 2017 di Taggia in Teatro (Anfiteatro al Castello di Taggia, 24-27 Luglio, ore 21:30) organizzata dalla Associazione Culturale Teatro del Banchéro, grazie al contributo del Comune di Taggia.

Scritta tra il 1607 ed il 1608, Coriolano è l’ultima tragedia di Shakespeare ed è in gran parte tratta dalla “Vita di Coriolano” nelle vite parallele di Plutarco, tradotte nel 1579 da Thomas North. Nel canone shakespeariano, Coriolano appartiene alle tragedie storiche di argomento romano (assieme a Giulio Cesare e Antonio e Cleopatra) ed è anche l’ultima tragedia del poeta. A Coriolano seguiranno infatti i cosiddetti “romances”. Coriolano è forse l’unica tragedia “politica” di Shakespeare, nel senso che qui il conflitto tra il popolo e l’eroe è di natura sociale e non solo psicologica: sono gli anni in cui nasce la prima forma di “repubblica” ed il popolo riesce a far eleggere dei rappresentanti (i Tribuni della plebe). Coriolano, uomo di poche parole, privo della retorica dei politici e più avvezzo alle armi che ai protocolli della democrazia, è però l’unico vero non-politico della vicenda: ciò sarà la causa della sua rovina (più che l’orgoglio e la superbia di cui sembra nutrirsi). Coriolano è un eroe “solo”: per lui non vi è posto né nella politica né nella comunità. Tutti lo tacciano d’orgoglio, ma non è questo il suo problema: la sua riluttanza a vantare le proprie imprese, e ancor più a sfruttarle a fini politici, fa piuttosto pensare ad una vera e genuina umiltà. Egli possiede l’attrattiva di un uomo che non sa mentire, il fascino e la goffaggine di un giovinetto: vittima di una madre (Volumnia) vorace e opprimente, Coriolano è allo stesso tempo un dio della guerra ed un bambino troppo cresciuto.

Nella messa in scena, Coriolano è tragedia politica più che storica, intendendo “politica” come movimento dialettico della storia, storia come rapporti dialettici dei gruppi umani e dei loro interessi in contrasto, e, all’interno dei gruppi umani, delle classi, dinamica dei rapporti tra l’uomo singolo, la propria classe e quella opposta ed infine – nella dinamica dei rapporti pubblici – rapporto dell’uomo singolo con se stesso, con le proprie contraddizioni. Assai più della tragedia dell’orgoglio, come tanta critica romantica e post-romantica ha voluto intendere, essa contiene anche la tragedia di un orgoglio in una azione drammatica estremamente più complessa e più vasta, tutta tesa sostanzialmente a rappresentare la storia nel suo stesso divenire – uomini e idee e conflitti – in cui l’entità umana assume il ruolo, di volta in volta, di protagonista e di coro al tempo stesso. Lo spettacolo è ambientato in un tempo sospeso dalla realtà storica, ma per questo riconducibile a qualsiasi realtà passata o futura. I costumi e il trucco dal gusto steampunk, l’esaltazione della fisicità della tragedia , il colore rosso del sangue sono le dominanti di una messa in scena essenziale e cruda, e per questo efficace.

Così il Presidente del Banchéro, Marco Barberis: “Torniamo al Castello dopo un anno per la quarta edizione di Taggia in Teatro e, posso dirlo, ci è mancato. Non solo a noi ma a tutte quelle persone che lo scorso anno sono salite fin quassù a passare alcune serate insieme, per condividere un sogno, un racconto, un’emozione e che in questi mesi ci hanno chiesto con continuazione cosa avremmo fatto “su al Castello”. Adesso ci siamo. Dopo Pino Petruzzelli con “chilometro zero” e Alberto Giusta con uno spettacolo che ha ottenuto grandi consensi in tutti i teatri d’Italia, ora tocca al Banchéro che affronta per la prima volta un testo di Shakespeare con un gruppo di attori, tra i migliori allievi dei nostri laboratori. Un testo duro e difficile ma incredibilmente attuale. Ringrazio per questo regalo Giorgia Brusco, la nostra regista e responsabile dei corsi di teatro. Vi aspettiamo sotto un cielo di stelle, dentro il Castello, ancora protetti dalle sue mura per ridere ed emozionarci insieme e come dissi lo scorso anno: si chiama cultura ed è l’arma migliore che abbiamo”.

Taggia in Teatro
Anfiteatro al Castello
Ore 21:30
Ingresso libero (servizio bar)

Lunedì 24 Luglio
Teatro Stabile di Genova
chilometro zero
di e con Pino Petruzzelli
musiche: Johannes Brahms

Martedì 25 Luglio
Compagnia Gank Genova
Thom Pain (basato sul niente)
con Alberto Giusta

Giovedì 27 Luglio
Teatro del Banchéro
Coriolano