Ventimiglia Di seguito il testo integrale della sentenza di questa mattina del Consiglio di stato che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Casa Della Legalità 

sul ricorso numero di registro generale 8035 del 2016, proposto dall’Associazione Casa della Legalità e della Cultura, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Aurelio Di Rella Tomasi Di Lampedusa, domiciliato ex art. 25 c.p.a. presso la Segreteria della Sezione III, in Roma, piazza Capo di Ferro, 13;

contro

Il sig. Gaetano Antonio Scullino, rappresentato e difeso dagli avvocati Mariano Protto, Giovanni Corbyons, Marco Mazzola, con domicilio eletto presso lo studio Giovanni Corbyons in Roma, via Cicerone N.44;

nei confronti di

Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Interno, U.T.G. – Prefettura di Imperia, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Comune di Ventimiglia, Ministero della Difesa, Ministero della Giustizia, Direzione Nazionale Antimafia, Direzione Investigativa Antimafia – Centro Operativo di Genova, Procuratore Distrettuale Antimafia di Genova, Questura di Imperia, Legione Carabinieri Liguria, Comando Provinciale di Imperia, non costituiti in giudizio;
Marco Prestileo, rappresentato e difeso dagli avvocati Stefano Santarelli, Michele Casano, con domicilio eletto presso lo studio Stefano Santarelli in Roma, via Asiago, 8;

per la revocazione

della sentenza del Consiglio di Stato – Sez. III n. 00748/2016, resa tra le parti, concernente scioglimento del consiglio comunale di Ventimiglia per la durata di mesi diciotto e nomina della commissione straordinaria.

 

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Gaetano Antonio Scullino, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell’Interno, dell’U.T.G. – Prefettura di Imperia e di Marco Prestileo;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 22 giugno 2017 il Cons. Giulio Veltri e uditi per le parti gli avvocati Francesco Massa su delega di Aurelio Di Rella Tomasi Di Lampedusa, Mariano Protto, Giovanni Corbyons, Michele Casano e l’Avvocato dello Stato Maria Vittoria Lumetti;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1. L’associazione Casa della legalità e della cultura chiede la revocazione della sentenza, 24 febbraio 2016, n. 748, con la quale la Sezione ha annullato, in riforma della sentenza del Tar Lazio, lo scioglimento per mafia del comune di Ventimiglia, disposto con dPR 6 febbraio 2012.

A supporto del ricorso essa deduce, in sintesi, che: 1.la Sezione avrebbe dato erroneo rilievo alle sentenze assolutorie del sindaco Scullino, in quanto postume rispetto allo scioglimento e comunque non decisive; 2. gli atti di affidamento alla cooperativa Marvon, in sentenza giudicati illegittimi, non sarebbero i soli atti di affidamento: ve ne sarebbero altri, pure citati dalla relazione ministeriale, invece palesemente illegittimi; 3. quanto all’affidamento alla società Docks lanterna, esso sarebbe stato disposto in via negoziata, bensì dopo una gara andata deserta ma con illegittime modifiche non rilevate dalla sentenza.

2. Il sig. Gaetano Antonio Scullino, sindaco all’epoca dei fatti, costituitosi in giudizio eccepisce: la tardività della notifica (si applicherebbe il termine dimidiato anche per la revocazione); la tardività del deposito; il difetto di legittimazione dell’Associazione atteso che essa non potrebbe essere considerata controinteressata per il sol fatto di aver fatto segnalazione; inoltre l’interesse alla “legalità” statutariamente indicato sarebbe troppo generico.

3. Medesime eccezioni sono svolte dal dott. Marco Prestileo, direttore generale del Comune di Ventimiglia all’epoca dei fatti, intervenuto ad opponendum in giudizio.

4. Si è costituito inoltre il Ministero dell’Interno.

5. La causa è stata trattenuta in decisione alla pubblica udienza del 22 giugno 2017.

6. Ritiene il Collegio che il ricorso sia inammissibile.

6.1. L’art. 119 comma 2 c.p.a. dispone che nei giudizi concernenti i provvedimenti di scioglimento degli organi di governo degli enti locali e quelli connessi, che riguardano la loro formazione e il loro funzionamento (art. 119 comma 1 lett e) “tutti i termini processuali ordinari sono dimezzati…”. Il comma 7 del medesimo articolo precisa che “le disposizioni del presente articolo si applicano anche nei giudizi di appello, revocazione e opposizione di terzo”.

6.2. Applicando tali coordinate processuali al caso di specie – in cui non v’è dubbio si discuta di scioglimento degli organi di governo locali – ne discende che il ricorso avrebbe dovuto essere proposto entro il 24 maggio 2016, ossia nel termine di tre mesi (termine lungo ma dimidiato) dalla pubblicazione della sentenza, avvenuta il 24 febbraio 2016.

6.3. Risulta dagli atti che il ricorso per revocazione è stato invece notificato il 23 settembre 2016, abbondantemente oltre il termine.

6.4. Il Collegio non ravvisa gli estremi per una rimessione in termini. Essa potrebbe trovare giustificazione, anche d’ufficio, solo in presenza di oggettive ragioni di incertezza su questioni di diritto o di gravi impedimenti di fatto, trattandosi di norma di stretta interpretazione, pena la violazione del principio di parità delle parti (Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 2 dicembre 2010, n. 3). Circostanze certamente non ricorrenti nel caso di specie.

7. Quanto alle spese del giudizio, esse seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo. Appare equo compensarle solo nei confronti del dott. Marco Prestileo, intervenuto ad opponendum, e del Ministero dell’Interno, costituitosi senza svolgere difese.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso per revocazione, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.

Condanna il ricorrente alla refusione delle spese di lite sostenute dal sig. Gaetano Antonio Scullino, forfettariamente liquidate in €. 2.500 (duemilacinquecento) oltre oneri di legge. Le compensa per le altre parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 22 giugno 2017 con l’intervento dei magistrati:

Franco Frattini, Presidente

Francesco Bellomo, Consigliere

Lydia Ada Orsola Spiezia, Consigliere

Giulio Veltri, Consigliere, Estensore

Sergio Fina, Consigliere