Ho appreso durante il mio primo consiglio comunale dell’esistenza di alcune lettere anonime inviate alla consigliera Arrigoni del M5S riguardanti alcuni punti estremamente critici nella gestione della partecipata Amaie Energia.
Proprio pochi minuti prima, nel mio intervento, avevo ribadito due punti essenziali:
– l’appoggio del movimento civico Sanremo Attiva alla scelta di affidare ad Amaie Energia la gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani da parte dell’amministrazione
– l’assoluta necessità di un controllo più stringente e puntale nei confronti della partecipata da parte del Comune di Sanremo.
In particolare il secondo punto ha una rilevanza fondamentale: vantaggio dell’affidamento “in house” è (o dovrebbe essere) la “minuziosa forma di controllo da parte del socio pubblico” (Corte di Cassazione 5848/2015).
Ma nel momento in cui, dalle lettere ricevute, si viene a conoscenza del fatto che alcune delle persone indagate in un’inchiesta per truffa e frode sono state assunte da Amaie Energia, si comincia a dubitare dell’effettivo “controllo analogo” (fondamento dell’affidamento “in house”) che il Comune esercita sulla propria partecipata.
Fatto salvo il principio della presunzione di innocenza, fondamento di uno Stato di diritto, credo che in situazioni come questa siano da seguire anche i principi di precauzione e di trasparenza.
Trasparenza che è stata richiesta dal gruppo consiliare del Movimento 5 stelle e che non si è manifestata in Consiglio Comunale.
Per questi motivi mi associo alla richiesta della consigliera Arrigoni di avere risposte chiare, certe e pubbliche da parte dell’amministrazione e da parte del Consiglio di Amministrazione di Amaie Energia.
Robert von Hackwitz (Sanremo Attiva)