Si è svolto questa mattina nella sede del Comando Regionale della Guardia Costiera della Liguria, un interessante convegno sulla protezione dei mammiferi marini.
Ricorre tra l’altro quest’anno il quindicesimo anniversario dell’istituzione del “Santuario Pelagos”, un accordo siglato a livello internazionale da Italia, Francia e Principato di Monaco per la tutela dei mammiferi marini da tutte quelle cause di disturbo quali l’inquinamento acustico e ambientale e la pesca illegale. Un accordo che ricomprende un’area di biodiversità particolarmente pregiata tra cui, come noto, anche la Regione Liguria.
Ed è proprio in questa ricorrenza, che su input del Reparto Ambientale Marino della Guardia Costiera del Ministero dell’Ambiente, è stato organizzato dal Comando Regionale della Guardia Costiera e dall’Assessorato dell’Ambiente della Regione Liguria un convegno al fine di promuovere la sensibilizzazione e il confronto sul tema della tutela dei mammiferi marini.
Tra le altre cose, circa l’80% dei comuni che si affacciano sui 330 Km di costa della Liguria, ha aderito all’accordo con l’impegno fattivo di promuovere iniziative a tutela dei cetacei.
Dinanzi ad una folta platea tra i quali i Sindaci di Savona, Vernazza e Lerici, dopo i saluti iniziali dell’Ammiraglio Pettorino, del Sindaco di Genova Doria e dell’Assessore regionale Giampedrone, sono intervenuti numerosi ed autorevoli relatori ed esperti del settore.
In questo ambito, forte è l’impegno dei Comandi periferici della Guardia Costiera che, coordinati dal Reparto Ambientale Marino, hanno svolto mirate attività in favore del Santuario «Pelagos» e dei mammiferi marini, quali ad esempio operazioni di polizia ambientale, interventi in caso di spiaggiamento/avvistamento ed attività di sensibilizzazione, educazione e informazione.
Solo nel corso dell’ultima operazione nazionale svolta in materia ambientale nel 2016, la Guardia Costiera ha accertato 675 notizie di reato, 687 sanzioni amministrative deferendo all’Autorità Giudiziaria 753 persone mentre ammontano a oltre 6,5 milioni di euro l’importo complessivo delle sanzioni amministrative contestate.