Dal 2 al 4 giugno si è tenuto ad Adria il 28° Euroraduno Lambretta per celebrare i 70 anni del marchio Innocenti nel segmento degli scooter che motorizzarono l’Italia del secondo dopoguerra. E proprio in sella al primo modello “A” del 1947, il meccanico e collezionista Antonio Santamaria (58) è partito da Sanremo con l’amico e restauratore in pensione Rinaldo Siri (83), quest’ultimo a bordo di un modello “D” del 1955: una prova di grande passione motociclistica per suggellare una collaborazione basata sull’amicizia e il rispetto. Già nel 2011 i due avevano partecipato al raduno di Venezia, dov’erano stati premiati per i veicoli provenienti dalla maggiore distanza su strada; incuranti degli anni, sono ripartiti per la stessa avventura alla volta di Adria.
Antonio Santamaria è il titolare di un’officina meccanica. Cresciuto in Lancia negli anni d’oro del rally e collezionista privato di Lambretta, a metà degli anni ’90 rintracciò Rinaldo Siri perché si prendesse cura dei suoi scooter, iniziando una collaborazione ventennale. Grazie a Santamaria, il veterano ha potuto dedicare la pensione alle motorette che sognava quando faceva il “boccia” al garage di Fogliarini, prima di diventare il fiduciario Innocenti della Concessionaria Bruzzone (presso l’attuale gelateria “Grom” in piazza Colombo). Rinaldo, che si è occupato di riparazioni anche durante i numerosi eventi organizzati dalla Innocenti come il raid in Turchia del ’62, ha condiviso l’officina in via Martiri insieme al socio di una vita Nino de Andreis, arrivando ad essere uno dei maggiori riferimenti della Lambretta in provincia.
Per entrambi, l’appuntamento di Adria era un’occasione irripetibile: circa 2000 iscritti da tutta Europa e moltissimi imbucati, con un’organizzazione all’altezza della manifestazione, durante la quale è stato presentato anche il nuovo modello Lambretta per il rilancio del marchio. Siri e Santamaria hanno percorso circa 1200 chilometri in sella alle loro Lambretta, mentre i sanremesi Antonino Ambrogio, storico calzolaio di Corso Inglesi, e l’artigiano edile Nicola di Francesco li hanno raggiunti in furgone i loro modelli “D” e “DL” 150cc.
– Un raduno strabiliante. Io volevo andarci in sella, perché me la sentivo ancora. In futuro, non lo so – ci dice Rinaldo a 83 anni, dopo aver perso il conto dei chilometri macinati oltre i centomila. E Antonio, organizzatore della trasferta, ammette: – È stata una grande responsabilità. Ci siamo fatti questo regalo ed è andata bene. –
Da Sanremo ad Adria, viaggiando per il Col di Nava verso Asti, Alessandria, Piacenza e Mantova con scooter di pochi cavalli e senza ammortizzatori: alla faccia della “vecchia generazione”. Se oggi possiamo rivedere circolare a Sanremo delle belle Lambretta, molto lo dobbiamo alla serietà del loro impegno.