E’ notizia di questi giorni che altri due licenziamenti abbiano caratterizzato la settimana in Curia a Sanremo. Dopo il licenziamento dei due giornalisti avvenuto circa 3 anni or sono, è trapelata la notizia che altre due persone sono state licenziate.
La notizia di per sé non è una novità, visti i tempi che viviamo. Quello che forse lascia l’amaro in bocca è che venga da chi dovrebbe lottare per contribuire alla difesa dei posti di lavoro.
L’amaro è maggiore se si pensa che una delle due persone stava raggiungendo l’età della pensione, ma la scelta, che sembra motivata dalla scarsità dei contributi dell’8 per mille, lascia stupiti proprio perché non c’erano stati segnali di una decisione in questo senso.
Certo, ognuno in casa propria, se resta nell’ambito della legge, fa quello che crede, ma queste notizie fanno male a chi, magari privandosi di qualcosa fa, tutti i giorni o una tantum, la sua offerta in denaro.
Manteniamo tanti scansafatiche, forse mantenere due persone che a quanto pare facevano il loro lavoro, non farebbe gridare allo scandalo, soprattutto quando a Genova Papa Francesco afferma: “…Chi pensa di risolvere il problema della sua impresa licenziando gente, non è un buon imprenditore, è un commerciante…”
Liberi di pensarla come si vuole, a me verrebbe in mente una battuta dei Trettré: “a me me pare na…”
Dino Conta