Fino al 13 Agosto Il Palais Galliera – Museo della Moda presenta nella mostra “Dalida – il suo guardaroba dalla città alla scena” la collezione di meravigliosi ed eccentrici abiti, indossati dalla cantante franco-italiana negli anni d’oro.

Yolanda Gigliotti nasce nel 1933 e diventa leggenda come Dalida, cantante attrice e ballerina, un’artista poliedrica dalla vita costellata di successi e drammatiche vicende sentimentali. A Parigi, negli anni ’50, inizia la sua ascesa nel mondo dello spettacolo, ed oggi il fantastico guardaroba di scena ne racconta l’affascinante e tormentata storia in una mostra allestita al Palais Galliera di Parigi con il titolo “Dalida, Sa garde-robe, de la ville à la scène”. Nell’attesissima rassegna verranno esposti i capi più significativi donati al Museo della Moda dal fratello di Dalida, Orlando.

L’evoluzione della star franco-italiana viene narrata attraverso gli abiti di scena, dai vestiti-bustier e i prendisole da starlet degli anni ’50, continuando con gli abiti da diva degli anni ’60 e con il “periodo bianco” (dopo il tragico suicidio di Luigi Tenco a Sanremo), fino ad arrivare alle mise sexy da dance-music, tra paillettes e fantasie maculate. In mostra ci saranno gli abiti New Look di Carven degli anni Cinquanta, gli scamiciati di Balmain dei Sessanta, i classici senza tempo di Yves-Saint Laurent, le pellicce eccentriche firmate Jean Dessès e i brillanti costumi di scena anni 70. Tra i numerosi modelli che ripercorrono tre decenni di moda – cinque sono della Maison DAPHNÉ di Sanremo, che ha vestito molte delle cantanti e dei personaggi del jet set internazionale come Dalida, la quale amava scegliere abiti ricercati, spesso arricchiti da preziosi ricami.

Attribuiti alla Maison sanremese sono due abiti degli anni ’50, uno blu a balze e l’altro a fantasia floreale, indossato per la cover di un disco, un kaftano ricamato anni’70, un abito corto e due abiti lunghi in maglina di seta, il cui modello è tutt’oggi realizzato dall’atelier sanremese. Lo stile DAPHNÉ viene definito “un melange di gusto italiano e di eleganza francese”.

La Maison DAPHNÉ ringrazia per il sostegno avuto in questa importante mostra, inaugurata il 25 Aprile, voluta dal Palais Galliera a 30 anni dalla morte della cantante (e a 50 da quella di Luigi Tenco) e che potrebbe essere replicata a breve in Italia. Essa mette in risalto la personalità irrisolta dell’artista franco-italiana, donna talentuosa e fragile, sex symbol, icona di bellezza ed eleganza. La sua vita, coinvolgente e senza freni, è tutta un’antitesi, dove il travolgente successo finisce quasi per cancellarne e poi distruggerne la personalità.

Dalida, poliedrica donna di spettacolo, ballerina, cantante e attrice affascinante, “amava la moda e con la sua figura scolpita era molto facile da vestire” – così racconta la Sig.ra Daphne, fondatrice dell’omonimo Atelier.

Sofisticata nei movimenti e sempre impeccabile, la cantante era ed è tutt’oggi un’icona glamour, tanto da ispirare la collezione autunno inverno 2017 DAPHNÉ Haute Couture, comprendente anche una fragranza ed un foulard, la cui identità è data dal suo fiore preferito.

DAPHNÉ Sanremo, azienda artigiana, che sostiene da 50 anni il Made in Italy rende così omaggio a questa straordinaria figura femminile, scomparsa nel 1987, famosa oltre che per il suo talento, anche per lo stile e l’eleganza, e con orgoglio entra con le proprie creazioni al Palais Galliera, considerato dai francesi il Tempio della Moda, donato alla Francia da Maria Brignole Sale Duchessa di Galliera, grande nobildonna Genovese nota per la sua filantropia.

La mostra organizzata dal Palais Galliera – Musée de la Mode di Parigi, con il direttore Olivier Saillard ed Alexandre Samson responsabile delle collezioni contemporanee, i collaboratori Julien Vidal e Roger-Viollet, la curatrice dell’esposizione Sandrine Tinturier e la comunicazione della “Pierre Laporte Communication” di Alice Delacharlery e Romain Mangion.

Abiti dell’ Atelier DAPHNÉ, esposti alla mostra “Dalida, Sa garde-robe, de la ville à la scène” e inseriti nel catalogo con le rispettive didascalie e photo-credits:

Abito da giorno 1958

Tela di cotone stampato, con decoro multicolore su fondo bianco, corpino foderato di tela di poliestere bianco, gonna foderata di tulle bianco, chiusura lampo metallica.

Indossato per <> primo Agosto 1958, titolo Gondolier; <> 24 Agosto 1959, titolo Mes Fères et Love in Portofino.

Collezione Palais Galliera

© Julien Vidal / Galliera / Roger-Viollet

Abito nero 1975

Jersey nero, fodera in jersey fluido nero

Indossato in una fotografia di Bertrand Rindoff Petroff nel 1975, al fianco di Jacques Martin, Thierry Le Luren et Yves Meurousi.

Collezione Palais Galliera

© Julien Vidal / Galliera / Roger-Viollet

Abito Lungo bianco 1975

Jersey bianco, fodera in jersey fluido bianco.

Collezione Palais Galliera

© Julien Vidal / Galliera / Roger-Viollet

Abito Lungo blu-turchese 1975 circa

Tela di cotone blu turchese, triangolo ricamato in lamé, passamanerie e paillette dorate, bordi rifiniti da un filo rigido.

Collezione Palais Galliera

© Julien Vidal / Galliera / Roger-Viollet