Pur condividendo valori e timori espressi da Livio Pepino nel più recente appello a manifestare il 30 Aprile a Ventimiglia, l’associazione ARCI Al Confine tiene a sottolineare quanto segue:
• a nostro avviso la revoca dell’ordinanza sul divieto di somministrazione di cibo da parte del Sindaco Ioculano è frutto, principalmente, di un nuovo clima di apertura e di dialogo che, proprio nei giorni appena trascorsi, si è venuto ad instaurare tra Comune, Prefettura ed associazioni no-profit che, a vario titolo, si stanno occupando di accoglienza sul territorio di Ventimiglia;
• con lo stesso buon senso e ritrovato spirito di solidarietà collettiva proprio ieri è giunta a felice conclusione con la piena assoluzione anche la vicenda giudiziaria di Felix Croft, cittadino francese che, per aver compiuto un elementare e gratuito gesto di solidarietà, rischiava di essere trattato alla stregua di un volgare trafficante di esseri umani; e con lo stesso spirito di fratellanza umana pensiamo debba ormai essere riconosciuto da tutte le parti in causa che, vista la chiusura temporanea del campo Roja, nei confronti degli amici francesi di Roja Citoyenne, non solo vada annullato ogni provvedimento sanzionatorio, ma dovremmo altresì riconoscere loro il merito di aver risposto ad un diritto umano basilare, supplendo a quanto, in quello specifico momento, né le istituzioni né le associazioni italiane presenti in loco riuscivano a garantire;
• ci sembra addirittura paradossale che, mentre il governo francese chiude ermeticamente le sue frontiere giungendo a respingere persino i minori non accompagnati – in barba a tutti gli accordi internazionali – qualcuno in Italia pensi a punire quei pochi volenterosi cittadini francesi che vengono a darci una mano, unici a comprendere che, un problema così grande ed epocale, non può essere scaricato tutto sulla generosa ma piccola cittadina di Ventimiglia;
• dobbiamo inoltre tenere sempre a mente che una città è prima di tutto un insieme di persone e che i luoghi diventano accoglienti solo quando le persone che li abitano iniziano ad accogliersi tra di loro, imparando a confrontarsi a viso aperto, mettendo da parte le ipocrisie ma facendo lo sforzo di mettersi sempre nei panni dell’altro, soprattutto quando questo sembra troppo lontano da noi.

La revoca dell’ordinanza può aprire, secondo noi, un nuovo modo, ancora più umano e solidale, per dare un aiuto alla città e a chi la abita, per tutta una vita o solo per pochi giorni: per questi motivi chiediamo formalmente agli organizzatori della manifestazione di fare un passo indietro, modificando perlomeno i toni utilizzati nei differenti appelli alla mobilitazione diramati negli ultimi giorni.
Noi non parliamo e non parleremo mai di “vittoria”, perchè si vincono i premi, qui invece parliamo di persone, di uomini e donne migranti, che negli ultimi due anni a Ventimiglia hanno pagato spesso l’eccessivo protagonismo e personalismo di alcuni, portando con se il fardello di leggi nazionali e regolamenti europei spesso ottuse ed ingiuste anche per coloro che si trovano a dover ospitare. Adesso dunque, riteniamo che il punto centrale sia gioire dell’appena ritrovato senso di comunità e lavorare con spirito di solidarietà e umiltà per un’estate con meno scontri e tensioni.
In tal senso vorremmo dare un senso più costruttivo alla manifestazione di domenica 30 aprile, promuovendo, in data da definire, un’assemblea cittadina alla quale ci piacerebbe che partecipassero almeno alcuni tra gli illustri promotori dell’iniziativa del 30, insieme ad associazioni italiane e francesi, Sindaco, Prefetto ed insieme anche a rappresentanti di quella parte della città che vive con maggior fatica il dovere primordiale ed inderogabile dell’accoglienza agli umili ed ai diseredati della terra e che proprio in queste ore ha iniziato a ragionare sulla necessità di indire una contromanifestazione.
Paulo Freire diceva: “Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: gli uomini si liberano nella comunione”. Per il circolo ARCI Al Confine il dialogo è la vera rivoluzione.