Da domani al 14 maggio, sarà aperto il museo etnostorico della stregoneria a Triora, nota come paese delle streghe per un processo alle donne del borgo, per una carestia, che nel 1500 fece molte morti innocenti. Quattro le sale che raccontano saperi e punti di riferimento di un mondo emarginato e perseguitato nell’Occidente medievale e moderno giunto a noi con una pesante stratificazione di stereotipi.
Con la prima sala, si conoscono gli strumenti del pensiero magico, con la collezione esoterica Pio Breddo. Nella seconda le immagini di “Dee, spiriti e creature femminili” presenti nel pantheon delle accusate. Nella terza fragranze erboristiche illustrano le competenze fitoterapiche delle “dominae herbarum”. Nella quarta c’è l’invenzione della strega diabolica e il processo di Triora con una voce narrante che ricorda le torture per estorcere confessioni.