Come Sinistra Italiana di Bordighera e come gruppo ”Incontriamoci” non ci stiamo proprio alla rappresentazione emersa dall’articolo di venerdì 3 marzo sul “Secolo XIX” tesa a raccontare una Bordighera tutta schierata contro l’accoglienza di un esiguo numero di emigrati profughi e richiedenti asilo, in seguito al rifiuto ingiustificato, e tutto politico, posto dal Sindaco Pallanca e dalla sua Amministrazione alla richiesta di ripartizione fra i comuni liguri avanzata dall’ANCI. Così come non condividiamo le posizioni strumentali dei Sindaci del dianese.

Al contrario crediamo che ci sia innanzi tutto un obbligo umano, morale e politico di solidarietà e accoglienza verso coloro, fra i migranti, cui sia stato riconosciuto, o sia in corso di riconoscimento, lo status di “profughi” e quindi di richiedenti asilo. Inoltre riteniamo che esista un dovere civile e amministrativo di collaborazione verso gli altri comuni, in primis quello di Ventimiglia, che si trovano nella necessità di supportare situazioni di notevole pressione migratoria e di altri comuni che invece, responsabilmente, si sono detti disponibili accogliere un numero limitato di persone che regolarmente chiedono asilo.

Consideriamo molto negativa questa chiusura dell’Amministrazione bordigotta e crediamo che non sia supportata da valide motivazioni amministrative, ma esclusivamente da un pregiudizio politico, sull’onda di Amministrazioni dichiaratamente leghiste, come quella di Diano Marina e di spinte proveniente dalla Giunta regionale. Le giustificazioni addotte da Pallanca contrastano con il fatto che l’Anci ha espresso chiaramente che la suddivisione viene proposta sulle stime di ingresso poste a livello nazionale, dicendo altresì che accetta di collaborare entro il limite ligure di 6043 rifugiati, indicati per la Liguria sulla base di quelle previsioni. Ogni altra previsione sarebbe soggetta ad un nuovo accordo.

Contrariamente a quanto affermato dal Sindaco, l’impegno dell’Amministrazione bordigotta, fino a questa momento è stato assolutamente scarso, praticamente inesistente. Pallanca non può, considerare un impegno o una volontà della sua Amministrazione l’accoglienza dei circa 20 profughi del Seminario da parte della diocesi. Da subito egli, insieme all’assessore regionale Viale, si è tenacemente opposto a tale accoglienza ed essa (la scelta e l’impegno) è stata a totale carico della diocesi vescovile. Anche l’adesione allo SPRAR, cui l’amministrazione di Bordighera è stata coinvolta per volontà e richiesta del Comune di Ventimiglia, si traduce in un impegno molto limitato, ridotto solo alla disponibilità per 4 richiedenti asilo.
Siamo dunque molto al di sotto dei numeri richiesti e di quanto presupporrebbe una minima volontà di collaborazione fra comuni e fra persone responsabili.

Come Sinistra Italia e “Incontriamoci” chiediamo al Sindaco di mettere da parte pregiudiziali politiche e modalità elettoralistiche e di impegnarsi in percorso che farebbe di Bordighera un comune più solidale e collaborativo.
Chiediamo di rivedere la propria posizione e di aderire al programma dell’ANCI.
Chiediamo di aumentare la propria disponibilità collaborativa nell’ambito dello SPRAR fino ad un numero di 15-20 richiedenti asilo (che uniti ai venti presenti al Seminario andrebbero sostanzialmente a soddisfare i parametri della richiesta ANCI).

Questo anche nella consapevolezza che per il Comune sia un impegno accettabile e che sia molto meglio, sia sotto il profilo sociale sia sotto quello della crescita culturale e civile della città, avviare seri e programmati percorsi di attiva integrazione e di solidarietà verso persone in difficoltà, gestiti direttamente dall’amministrazione, piuttosto che subire in futuro provvedimenti seppur concordati di accoglienza da parte della Prefettura, per poi, magari, poter dire, per motivi e calcoli elettorali, che non sono stati voluti ma imposti.

Per Sinistra Italiana
Corrado Ramella