Aveva varcato la frontiera, proveniente, con ogni probabilità dal Principato di Monaco, per raggiungere alcuni amici che lo attendevano in un noto ristorante di Ventimiglia. Ottimo cibo e allegra compagnia, questa sarebbe stata la serata ideale per Mikhail Nekrich, cittadino russo di 53 anni, con residenza a Zurigo.
Abiti eleganti e fuori strada con targa tedesca gli avevano dato, probabilmente, l’illusione che al confine nessuno lo avrebbe mai controllato.
Non della stessa idea sono stati i Militari del Raggruppamento Nord Ovest dell’Esercito comandati dal Colonnello Francesco Paolo Clemente e gli Agenti della Polizia di Frontiera, in servizio presso l’ex valico di Ponte San Ludovico, che lo hanno fermato per il controllo documentale.
E’ d’obbligo precisare che tali controlli, disposti dal dirigente Santacroce, rientrano in un dispositivo messo in atto su tutti i punti di questa zona confinaria, intensificati soprattutto nei fine settimana e durante i periodi festivi e che vedono impiegati tanto gli Operatori di Polizia quanto il personale dell’Esercito, in una sinergia che mette a frutto competenza ed esperienza.
Tali servizi interessano quelli che un tempo erano i valichi di frontiera, ovvero da Ponte San Ludovico, San Luigi, Autostrada e la stazione ferroviaria, non tralasciando però le zone meno frequentate ma parimenti strategiche quali Fanghetto e Olivetta e permettono quindi un controllo quasi capillare.
Mentre il personale operante lo faceva accostare per meglio esaminare i documenti esibiti, lo straniero camuffava un sempre maggior nervosismo con la necessità di non tardare all’appuntamento; sempre più insospettiti, i Militari e gli Agenti lo conducevano negli Uffici del Settore dove, successivi e minuziosi accertamenti, permettevano di scoprire che l’uomo fermato era, non di meno, ricercato in ambito internazionale per omicidio, ritenuto particolarmente pericoloso, e che avrebbe dovuto scontare l’ergastolo.
Nel corso delle ore, ulteriori accertamenti tramite il Servizio Interpol, hanno permesso di scoprire che lo stesso, tra il 2013 e il 2014, unitamente ad altre persone, aveva creato un’associazione criminale al fine di appropriarsi, in maniera fraudolenta, di beni immobili appartenenti ad un facoltoso cittadino russo, Mineev A., per oltre un milione di rubli russi e, per raggiungere il loro scopo, avevano deciso di eliminarlo.
Organizzato il piano, il 22 gennaio del 2014, a Korolev, nelle vicinanze di Mosca, il povero Mineev cadeva sotto i colpi di un AK, un fucile da assalto, mentre si trovava all’interno della sua Land Rover; gli assassini si davano immediatamente alla fuga.
Da allora, era stato emesso nei confronti di Mikhail Nekrich, un mandato di arresto internazionale ai fini estradizionali, condannandolo all’ergastolo, pena che finalmente arriverà ad espiare per merito della Polizia di Frontiera e dei Militari dell’Esercito.
Si è concluso quindi con l’arresto ed il successivo trasferimento presso le Carceri di Sanremo il week end di un uomo pericoloso e senza scrupoli.