A che punto si trova la concreta attuazione del PSR 2014-2020?
E’ questo l’interrogativo che un crescente numero di agricoltori, imprese e sindaci si stanno ponendo seriamente preoccupati dalla deficitaria ed incerta politica regionale in tema agricolo e corredata dai recenti articoli di stampa apparsi, tra gli altri su Il Sole 24 Ore e La Stampa, che segnalano la Liguria come fanalino di coda nella gestione dei fondi UE.

Come risulta da una indagine condotta a livello nazionale dal sole 24 ore, sul totale del budget disponibile per la Liguria, riferiti al testo definitivo del PSR approvato dalla commissione agricoltura il 28 luglio 2014 e adottato con delibera di consiglio del 27/10/2015, ad oggi risultano spesi meno del 2,5% dei fondi disponibili, parte dei quali per pratiche ereditate dal vecchio PSR, numeri che, qualora restassero tali, comporterebbero il rischio concreto di un definanziamento di circa 45 mln di Euro già dal prossimo anno e che inciderebbe negativamente su un settore già in difficoltà soprattutto nel nostro territorio dell’entroterra, come diretta conseguenza di minori investimenti per ammodernamento imprese, infrastrutture e servizi.

In particolare su un totale di circa 50 sottomisure previste, quelle avviate con la pubblicazione del bando risultano essere meno di un terzo e tra queste ultime mancano molte tra le più importanti quali quelle relative agli investimenti pubblici per infrastrutture nelle zone rurali come strade, acquedotti, frane e dissesti, centri storici, sentieristica, banda larga, ecc. ed alcune importantissime per le imprese quali ad esempio agriturismo, microimpresa e buona parte dei GAL.

Si prospetta quindi danno gravissimo per la Liguria sia come minore occupazione, che come mancata crescita di PIL in quanto l’agricoltura rappresenta un settore primario per la economia. Nel caso si verifichi questa negativa circostanza, non è difficile ipotizzare una maggiore tendenza all’abbandono del territorio e quindi la accentuazione di fenomeni quali il dissesto, gli incendi, la mancata azione di miglioramento dell’ambiente, il recupero e mantenimento dell’antico paesaggio rurale, che andrebbero ad aggiungersi alle ben note carenze e mancanze nel governo del territorio ligure.

Guardando a questo scenario, nonché alle prossime scadenze fissate dalla UE per l’invio delle prime rendicontazioni, non possiamo che esprimere forte preoccupazione per le prospettive di accesso agli aiuti da parte di imprese ed Enti pubblici. Infatti i tempi richiesti per istruttorie, Nulla Osta, realizzazione dei lavori, presentazione e verifiche delle domande di pagamento sono tradizionalmente notevoli. Inoltre tutti gli stanziamenti sui bandi già aperti probabilmente sono di per se non sufficienti da evitare la riduzione dei fondi da parte della UE, anche nel caso che venissero spesi tutti. A tutto questo si aggiunge che sui bandi delle misure 4.1 degli “aiuti alle imprese agricole”, 6.1 degli “aiuti ai giovani” e 4.2 degli “aiuti alle imprese di trasformazione” si segnalano difficoltà notevoli nella presentazione delle istanze a causa dubbi e incertezze nelle applicazioni delle norme, di vincoli ritenuti eccesivi, della complessità nella predisposizione delle istanze, delle modalità di attribuzione dei punteggi, dubbi e incertezze nella e delle continue disfunzioni del sistema informatico di compilazione. Tutto ciò desta un certo generale pessimismo sulla possibilità di raggiungimento degli obbiettivi fissati dalla UE, al punto che qualcuno è portato a dire che “ormai la frittata è fatta”.

Ritenendo tuttavia che ci siano ancora i tempi per evitare il definanziamento automatico e quindi scongiurare il totale fallimento dei programmi di sostegno per il territorio, intendiamo sollecitare la Giunta Regionale ad assumere provvedimenti immediati che permettano di superare l’attuale stato di immobilismo. In questa ottica chiediamo una rapida approvazione da parte della Giunta dei bandi relativi a tutte le misure e sottomisure del PSR in modo da attivare la presentazione delle richieste di aiuto da parte di imprese e enti pubblici ottenendo quindi il duplice risultato di aumentare la capacità di spesa e di creare le condizione per eventuali futuri spostamenti di fondi da una misura all’altra.

Invitiamo inoltre la Giunta Regionale a ripresentare nuovi bandi per facilitare le adesioni, in particolare sulle misure 4.1-4.2-6.1 introducendo opportune modifiche ed invitiamo altresì la Giunta a spiegare per quale ragione non sono ancora stati avviati i procedimenti ed i controlli, peraltro previsti dalle leggi vigenti, delle domande già presentate come nel caso della misura 4.4 dei muretti a secco il cui bando è già stato chiuso da diverso tempo. Ciò sta avvenendo anche per le sottomisure degli aiuti agli investimenti delle imprese ed a quelle di costituzione di nuove aziende da parte dei giovani agricoltori. L’avvio dei procedimenti e dei controlli e la conseguente definizione e predisposizione delle graduatorie, consentirebbe di fornire le giuste informazioni ai potenziali aventi diritto e di inviare i N.O. non appena si renda disponibile il sistema informatico di gestione senza perdere altro prezioso tempo.

Infine chiediamo di trovare una soluzione per le moltissime domande presentate ma che verranno escluse dagli aiuti per via delle limitate risorse iniziali e della norma contenuta nei bandi che stabilisce la decadenza per le istanze non finanziate. Chiediamo altresì di conoscere quando si potrà disporre del sistema informatico dell’Agea per la gestione del PSR pienamente operativo e, nel caso di altri ritardi, invitiamo a verificare la possibilità di tornare alla gestione cartacea per tutti gli adempimenti previsti per la concessione dei finanziamenti.

Il Partito Democratico provinciale