C’è un lato poco noto della Resistenza che ha avuto, fra i protagonisti, molti uomini della Riviera di Ponente. E segnatamente della Valle Argentina. Perché c’è stata anche una Resistenza che esula dall’aver imbracciato direttamente le armi. Quella di molti italiani che hanno fornito sostegno, armi, cibo alla lotta clandestina. Quelli che ancora prima hanno “resistito” a un regime che non accettavano o hanno portato aiutato a chi era perseguito. Molte di queste azioni sono finite in un libro scritto dal giornalista e storico Francesco Sermone, “La Resistenza dimenticata”, sottotitolo “L’azione del “Movimento Argentina” di Vincenzo Quintiliano Martino Lanteri nella lotta di liberazione in Liguria, Piemonte e Lombardia” pubblicato dalle Edizioni Ser.
In 240 pagine viene ripercorso l’insediamento del governo di Mussolini, la Resistenza, la nascita del Comitato di Liberazione dell’Italia settentrionale via via approfondendo sempre più aspetti molte volte inediti di quanto avvenuto sulla Riviera ligure e anche in Piemonte e Lombardia. L’autore ha raccolto molte testimonianze, dirette e indirette. Su tutti la figura di Vincenzo Quintiliano Martino Lanteri. Nato a Riva Ligure nel 1897 (e scomparso nel 1987), economista e titolare di una fiorente ditta di import-export, è stato il fondatore del “Movimento Argentina>”, noto poi anche come “Movimento Lanteri”, che ha visto la luce, clandestinamente certo, nel 1931 ad Arma di Taggia. .
Con Lanteri c’erano il magistrato Francesco Firighelli, presidente del Tribunale di Sanremo e il sacerdote Giovanni Battista Lanteri. Moltissimi poi i nomi riportati, con le la loro attività. Nomi (meglio cognomi) diffusi nell’Imperiese. Nel volume figurano anche episodi spesso sconosciuti e altri, quanto meno, dimenticati. Chi fosse interessato al libro può rivolgersi al numero 338.9382940.