Sono sempre numerosi coloro che, per eludere la Giustizia, tentano di oltrepassare il nostro confine sperando di non essere individuati.
Una delle “strade” prescelte è sicuramente quella dei documenti falsi poiché, oggi più che mai, i documenti rasentano la perfezione e diventa sempre più difficile individuarli. Dall’altra parte ci sono vere e proprie organizzazioni criminali dedite alla produzione ed al commercio di documenti contraffatti: un vero business se si conta che il kit completo, ovvero titolo viaggio – permesso soggiorno e carta di identità, costano anche più di 1.000 euro, si ha subito la dimensione di quanto tale traffico possa essere appetibile per le numerose organizzazioni criminali sempre in cerca di “affari”.
Proprio per contrastare un fenomeno sempre più dilagante, il dirigente la Polizia di Frontiera, Martino Santacroce, ha messo in atto un dispositivo di controllo particolarmente mirato alla verifica dei documenti esibiti in frontiera. Personale del Settore altamente specializzato, supportato dai Militari dell’Esercito, ha potuto esaminare, nell’arco di un intero turno di servizio, centinaia documenti. La capacità di “intercettare” tra tanti passeggeri proprio quelli che, per ovvie ragioni, avrebbero voluto non farsi controllare, ha consentito l’incredibile arresto, nel controllo del pullman Flixbus delle ore 12 proveniente da Roma e diretto a Barcellona, di ben tre persone: un italiano e due stranieri.
Il primo, L. Antonio, tarantino di 44 anni, ha esibito una carta di identità con nome, luogo e data di nascita diversi; documento che poco ha convinto gli Operatori di Polizia che pertanto lo hanno fatto scendere. Solo gli accertamenti successivi hanno permesso di scoprire che oltre ad avere un documento falso, l’uomo aveva l’obbligo di presentazione quotidiana alla Questura di Taranto, secondo quanto disposto dal Tribunale di Modena il 6 febbraio scorso. Tale misura scaturiva a seguito di arresto proprio per il medesimo reato, ovvero detenzione ed uso di falsi documenti, reato più volte perpetrato sia nel comprensorio modenese che in provincia di Taranto.
Analoga percezione è stata nei confronti di un cittadino del Ghana di soli 19 anni che ha tentato di eludere i controlli simulando un leggero malore sperando di “distrarre” gli Agenti dal loro compito principale. Anche in questo caso, come per un senegalese seduto in fondo al pullman, l’attento esame dei titolo di viaggio e del permesso di soggiorno esibiti da entrambi, hanno indotto i Poliziotti a portare i sospettati presso gli Uffici del Settore per approfondire le indagini.
In effetti, i dubbi nutriti hanno trovato conferma al termine dei lunghi accertamenti sia sui documenti che in Banca Dati sulle persone, consentendone l’ arresto.
Solo due giorni prima, durante il servizio notturno, l’individuazione M.H. un cittadino del Bangladesh appena maggiorenne, controllato a bordo di pullman Eurolines proveniente da Milano e diretto a Barcellona. Il giovane esibiva un passaporto con permesso di residenza greco intestato ad altra persona e l’evidente agitazione confermava i dubbi dei poliziotti che decidevano di condurlo in Ufficio per proseguire gli accertamenti.
Sempre a bordo di pullman, questa volta proveniente da Genova e diretto a Marsiglia, è stata controllata C. Rita, nigeriana di 25 anni che agli Operatori esibiva un titolo di viaggio, un permesso di soggiorno ed una carta di identità italiana apparentemente rilasciati da Questura e Comune di Roma. I documenti mostrati, sicuramente di ottima fattura, non convincevano totalmente gli Agenti. Anche in questo caso, la straniera veniva condotta negli Uffici della Polizia di Frontiera.
In tutti i casi citati, la falsità dei documenti veniva accertata dopo lunghe verifiche anche mediante l’utilizzo di una sofistica apparecchiatura denominata SIF2. Tale mezzo consente, attraverso uno speciale collegamento con tutte le Banche Dati, di mettere a confronto il documento esibito e verificare i codici di sicurezza con quelli originali fornendo tutti i dettagli delle contraffazioni. E’ evidente che non si tratta di procedure semplici né veloci. Proprio per questo viene formato personale in grado di strutturare e utilizzare al meglio detta apparecchiatura.
Sempre nel corso di detto servizio era stato denunciato a piede libero un tedesco trovato in possesso di passaporto biometrico intestato ad un suo connazionale.
Tutti gli arresti sono stati convalidati e l’italiano sottoposto a custodia cautelare in carcere; i documenti sequestrati.