Ermal Meta, 35 anni, è nato a Fier, in Albania e vive in Italia da oltre vent’anni. Nel 2006 ha partecipato a Sanremo tra i Giovani con gli “Ameba 4”, nel 2010 nella categoria Nuova generazione con la band “La Fame di Camilla”, nel 2016 da solista tra le “Nuove proposte” con “Odio le favole”. E’ autore di tanti brani di successo di Mengoni, Renga, Emma e Francesca Michielin. A Sanremo partecipa con il brano “Vietato morire”. Ieri sera ha vinto la puntata dedicata alle “Cover” con la canzone “Amara terra mia” di Modugno. Il suo nuovo album esce oggi, venerdì 10 febbraio, ed ha lo stesso titolo della canzone di Sanremo.


Ecco in sintesi le sue dichiarazioni

Questa mia canzone non parla di violenza. E’ solo la fionda, ma il sasso è la disobbedienza. Chi usa la propria testa può disubbidire. Chi impara a dire no può tornare ad avere una vita felice. Ci sono purtroppo molte forme per essere annientati da altre persone. Il momento giusto per dire “No” è ora, subito, immediatamente non è poi, perchè è urgente e necessario. Vorrei che il mio brano diventasse uno stimolo per chi vive ogni giorno situazioni di violenza, una spinta a parlarne per liberarsene. Voglio far capire a chi subisce violenze che non è mai solo. Nel caso in cui vincessi, andrei all’Eurovision Song Festival con enorme gioia. Le canzoni sono concatenate tra loro, infatti ogni brano del mio nuovo disco è legata a quelle di “Umano”. Se non ho niente da dire, sto zitto: il mondo è già pieno di parole inutili.
Nel mio nuovo disco canto “Piccola anima” assieme ad Elisa che è una grandissima artista. La canzone di Sanremo su un arrangiamento pop racconta una storia tragica dalle radici autobiografiche. Ho scelto la canzone di Modugno per la serata “Cover” perché è meravigliosa e rappresenta bene lo spirito dell’Italia. Per me Modugno è vicino ad ogni cantante, quindi lo sento simile anche a me. Se tu sei un viaggiatore e attraversi un confine diventi subito un migrante. Bisogna fare molta attenzione a come si usano le parole in questo mondo incerottato. Mi piacerebbe molto salire sul palco del Primo Maggio a Roma. Se dovessi fare un’esperienza nel cinema mi piacerebbe poter lavorare con Ferzan Ozpetek o con Fausto Brizzi.

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