Fiorella Mannoia, 62 anni, romana, torna al Festival di Sanremo dopo ben 29 anni di assenza. In passato ha vinto due premi della critica, nel 1987 con “Quello che le donne non dicono” e nel 1988 con “Le notti di maggio”. Il brano con cui è in gara quest’anno porta la firma di Amara, cantautrice che nel 2015 era tra le “Nuove Proposte”. Nella serata della Cover la Mannoia canterà “Sempre e per sempre” di Francesco De Gregori.

Ecco in sintesi le sue dichiarazioni in conferenza
Non sono mai venuta al Festival pensando di vincere nemmeno negli anni ’80. Le mie canzoni non sono mai arrivate nelle prime cinque e a volte nemmeno nelle prime dieci, eppure tanto hanno avuto successo e mi hanno dato grande soddisfazione. Quindi la posizione in classifica ha sempre contato poco e conterà poco. Questo brano è venuto fuori quando era ormai già tutto pronto per il nuovo disco che avevo ormai completato. Quando ho sentito questa canzone ho pensato che era uno spreco non farla sentire, così ho deciso di provare a portarla di fronte ad una platea vastissima come quella di Sanremo. Non mi piacciono i recinti, mi sembra sbagliato dire che certi cantanti non si devono mai mischiare con quelli dei talent. A me questi discorsi non interessano, non mi condizionano per niente, mi sembra sbagliato pensare che nel mondo della musica ci siano steccati da non superare. Mi sono trovata bene tornando a Sanremo dopo 29 anni. E’ sempre un frullatore come accadeva negli anni ’80. A quei tempi non c’erano internet, i cellulari e social, quindi ora tutto è amplificato per mille. Però era tanto divertente e lo è ancora adesso. Canto solo canzoni che condivido, cose per cui vale la pena metterci la faccia. Questa canzone è un inno alla vita. Dietro le quinte prima di cantare c’è sempre il terrore, poi sul palco tutto passa. I pronostici non portano mai bene, bisogna ascoltare la canzone prima di scommettere. Sugli abiti a Sanremo si concentrano le critiche più cattive. Io metto i tacchi solo 10 minuti prima di cantare, poi li tolgo subito dopo aver cantato. Michele Placido mi ha proposto di recitare in un film, mi sono trovata a mio agio. Mi è piaciuto moltissimo e lo rifarei. Ho capito che in fondo recitare non è poi così diverso dall’interpretare una canzone. Per quanto riguarda le recenti elezioni americane ancora più che i fatti mi fanno paura i modi in cui parla Trump. Anche in Italia si usano parole sbagliate quando si parla di immigrazione, purtroppo.