Alassio, la città del “muretto degli innamorati”, non è solo protagonista della “Bella Vita” e dei weekend al mare, purtroppo è teatro anche di tristi vicende che in questo caso vede come protagonisti un’anziana madre e il proprio figlio.
Da diversi anni dopo la morte del padre i due hanno condiviso lo stesso appartamento e da quella infelice circostanza sono probabilmente iniziate le violenze e i maltrattamenti che l’uomo rivolgeva alla propria mamma con l’intento di farsi dare contanti da sperperare probabilmente nel gioco d’azzardo e nelle sale giochi.
Unico reddito della famiglia la misera pensione della donna che con coscienza e parsimonia utilizzava per vivere e per permettere al figlio disoccupato una vita dignitosa, ma questo certo a lui non bastava e da qui le minacce e le violenze.
Ma Alassio è una comunità sensibile e sicuramente non silente e indifferente a tali avvenimenti, la segnalazione che in quell’appartamento qualcosa non andava è stata subito ascoltata da tutti gli addetti ai lavori e l’ottima sinergia fra gli uffici, uno su tutti i Servizi Sociali del Comune di Alassio, ha permesso ai militari della locale Stazione Carabinieri d’iniziare immediatamente alcuni mirati accertamenti, vista la particolare urgenza i militari vi si sono dedicati 24 ore su 24 e solo dopo pochi giorni hanno redatto un dettagliato rapporto giudiziario che presentato e condiviso in Procura a Savona ha determinato l’emissione di un ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti risulta che l’uomo giornalmente, esercitava una incalzante e violenta pressione psicologica sulla donna con minacce e violenze, alle resistenze ed ai dinieghi della mamma reagiva anche spaccando e rompendo suppellettili e arredi della modesta abitazione continuando incessantemente a rivolgersi alla donna con urla e inaudita violenza allo scopo di farsi consegnare anche solo 20 euro. La donna impaurita non poteva far altro che cedere alle richieste per poi rinchiudersi nella propria cameretta e iniziare a piangere e disperarsi anche per diverse ore.
L’intervento dei Carabinieri ha posto fine alla condotta dell’uomo che è stato arrestato e tradotto nel carcere di SanRemo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che nelle prossime ore lo sentirà nel merito sui fatti.
La donna ha ricevuto finalmente il conforto di parenti e amici, ai quali per paura non aveva mai confidato nulla.