Ventimiglia- Una squallida storia emerge nella citta di confine dove un ex cuoco di 57 anni è stato arrestato perché dietro pagamento di piccole cifre (10, 15 euro e qualche bibita) otteneva prestazioni sessuali da minorenni adescati nelle vicinanze del postribolo in via Cabagni Baccini.
I minorenni versavano in particolari condizioni di indigenza, molto probabilmente migranti che erano ospiti in un ente situato in Via Dante nella città di confine. Le prestazioni venivano consumate in un condominio di via Cabagni Baccini in una cantina sottotetto nello stabile.
L’indagine è stata condotta dagli uomini del Commissariato di Ventimiglia sotto la supervisione della Procura di Genova. L’arrestato originario del sud Italia era stato in passato arrestato per un precedente specifico.

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato P.S. Ventimiglia, al termine di un’accurata e delicata indagine, hanno eseguito un ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un uomo, residente a Ventimiglia, cittadino italiano, con precedenti.
I primi accertamenti facevano seguito a comportamenti ritenuti anomali di un uomo, inizialmente non identificato, riferiti alla Polizia dalla responsabile della sede locale di un Ente di rilevanza internazionale, dove da tempo sono accolti e ospitati alcuni migranti stranieri, minorenni, rintracciati dalle forze dell’ordine nell’area intemelia.
Nel pomeriggio di martedì 31 gennaio gli operatori di Polizia, coordinati dal dirigente dr. Aricò, hanno eseguito l’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Genova su richiesta del Sostituto Procuratore dr.ssa Gabriella Dotto.
Prostituzione minorile con il vincolo della continuazione, questo il delitto contestato.
Gli investigatori agendo con servizi discreti, con prolungati appostamenti e pedinamenti, hanno accertato fin da subito che l’uomo, peraltro poi risultato residente nelle vicinanze del centro, vi si recava con insolita frequenza e tentava di contattare amichevolmente giovani stranieri presenti senza tuttavia riuscire a nascondere atteggiamenti ambigui e comportamenti sospetti. Gli adescamenti si verificavano anche nel centro cittadino e tramite connessione wi-fi, sfruttando le postazioni a rete aperte.
Gli agenti hanno avuto la conferma dei loro sospetti nella seconda settimana di gennaio quando il 55enne adescava due ragazzi minorenni, provenienti dal Pakistan, e li accompagnava nella sua abitazione.
I due giovani erano successivamente avvicinati da agenti di Polizia specializzati in interventi su minori e da esperti psicologi oltre che da operatori dei servizi sociali del comune di Ventimiglia.
Si poteva così verificare con certezza che entrambi avevano consumato atti sessuali con l’arrestato in cambio della promessa di un compenso di pochi euro che, al termine del rapporto, si rifiutava di consegnare.
Proseguivano pertanto i servizi di osservazione e pedinamento, e dopo soli due giorni gli operatori di Polizia sorprendevano il reo, all’interno di una cantina di sua proprietà, in compagnia di un giovane uomo straniero, non minorenne, poi identificato come cittadino algerino di anni 22, attualmente ospite presso un centro assistenza profughi.
Si poteva verificare che era stato appena consumato un rapporto sessuale con il giovane straniero poco prima adescato e indotto a prostituirsi in cambio del compenso di 15 euro e di una birra.
L’uomo, che si appurava essere già stato coinvolto in precedenza in indagini penali per lo stesso reato, era fermato e accompagnato nel Commissariato di Polizia per essere sentito in merito alle azioni compiute. Ammetteva di essere attratto da ragazzi giovani e di avere contattato nei giorni precedenti alcuni giovani migranti, ospiti dei centri di assistenza cittadini, ottenendo varie prestazioni sessuali con la promessa di piccole somme di denaro.
La Polizia eseguiva anche un’accurata perquisizione domiciliare e sottoponeva a sequestro alcuni oggetti utili alle indagini e comprovanti l’attività sessuale compiuta.
In particolare era accertato che un altro minorenne, di nazionalità albanese, aveva ripetutamente ceduto alle sue richieste per compensi inferiori ai 20 euro.
Il giovane straniero riferiva agli investigatori di avere conosciuto l’uomo prima delle feste di Natale e di aver ricevuto, oltre alle somme di denaro, regali come scarpe, vestiti, bracciali. Raccontava agli agenti di sentirsi intimorito dall’uomo per le sue attenzioni ossessive e per l’insistenza e la frequenza con la quale chiedeva di ottenere prestazioni sessuali.

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