L’attività dei Professori d’Orchestra della Sinfonica questa settimana si sposta in uno dei luoghi abituali dei concerti cittadini: la Chiesa Evangelica Luterana di Corso Garibaldi a Sanremo.
Soggetto dell’appuntamento di giovedì 2 febbraio sarà Wolfgang Amadeus Mozart (1756/1791) – con la conduzione affidata al giovane a ma affermato Maestro Diego Ceretta e con Solista al violino il M° Igor Riva – e con l’esecuzione di un brano del compositore contemporaneo Guido Ruggeri.

Il programma prevede:
– Concerto n° 4 in re maggiore K.218 per violino ed orchestra (1775)
– Sinfonia n° 40 in Sol minore K.550 (1788)
– Fanny, per violino ed archi, di Guido Ruggeri

Negli anni salisburghesi Mozart si esibì non solo come clavicembalista, ma anche come violinista, strumento che imparò a suonare dal padre, autore di un metodo per violino pubblicato nel 1756 che si diffuse in tutta Europa. Curiosamente, pare che intorno ai 19 anni Mozart abbia intensificato la produzione per violino, anche se non è ben chiaro il motivo.

La datazione dei 5 concerti per violino ed orchestra presenta alcune incertezze. Pare siano stati composti tutti nel 1775, mentre alcuni sostengono che i primi 2 siano precedenti di qualche anno. Questa seconda ipotesi spiegherebbe il salto di qualità tanto marcato tra i concerti K. 207 e K. 211 ed il concerto K. 216.

Einstein, il musicologo tedesco che studiò approfonditamente le opere di Mozart, ipotizzò che il Concerto n° 4, composto nell’ottobre del 1775, fosse la rielaborazione di un concerto di Boccherini, ma si è dimostrato in seguito che non fù così, sebbene l’influsso galante, in particolare quello italiano, sia evidente. Nel Rondò, invece, si notano anche alcuni “francesismi”: una “musette” fa capolino in un episodio centrale. Il movimento conclusivo contiene anche la citazione di un’altra danza assai nota all’epoca: la “strasburghese”.

Troppo nota la Sinfonia n° 40 per dilungarsi nel presentarla. È considerata da un lato un’icona del classicismo musicale e dall’altro un’anticipazione della temperie romantica. Fu una delle sinfonie più amate da Wagner e Berlioz. Il già citato Einstein ne metteva in luce “… le modulazioni tanto audaci che i contemporanei di Mozart non devono essere stati in grado di seguirle e tanto sublimi che soltanto Mozart stesso poté riportarle su di un livello terreno”. Merita un cenno la questione della sua prima esecuzione. Mancano prove del fatto che avvenne prima della morte del compositore (come la sinfonia precedente e la successiva ed ultima), tuttavia alcuni studiosi hanno scovato indizi che porterebbero ad ipotizzare un’esecuzione della sinfonia a Vienna nell’aprile 1791. L’indizio principale è costituito da alcune modifiche alla strumentazione nella sezione dei fiati: secondo questa ipotesi la direzione sarebbe stata affidata ad Antonio Salieri.
L’ingresso è gratuito.