Mentre il foyer di Porta Teatro ospita la mostra – Omaggio a Mario Sironi nel cinquantacinquesimo dalla morte, curata dalla Galleria 56 di Bologna e dalla Fondazione Sironi, un evento culturale d’eccezione l’accompagna. Domani, mercoledì, 1º febbraio ore 16.30 nel teatro dell’Opera sarà il Prof. Arch. Paolo Portoghesi a tenere la prolusione sull’opera di Mario Sironi, affrontando il tema: “Sironi pittore e architetto”. Partecipano la storica dell’Arte, prof.sa Maria Teresa Verda Scajola e la storica dell’arte, Dott.sa Federica Flore. L’incontro è stato inserito nel piano di Formazione dei Docenti.
Si potranno ammirare le 32 opere esposte, dal 1900 al 1960. Fra le tante importanti opere esposte segnaliamo: Paesaggio, 1899-1900 ca., olio su carta, cm 30×35. È un’opera molto particolare in quanto fu dipinta da Sironi all’età di circa 15 anni. Ne fu persa traccia intorno agli anni Quaranta, si suppone più precisamente nel 1944. È stata acquistata da Galleria Cinquantasei presso un antiquario di Rothenburg ob der Tauber (Germania). Forme plastiche nello spazio, 1914, tempera e inchiostro su carta, cm 28×23. Una delle pochissime opere futuriste di Mario Sironi, esposta anche alla Biennale di Venezia del 1962. Splendida chiusura musicale.
“Il metodo storico di Portoghesi” ha scritto il critico e storico dell’Arte Giulio Carlo Argan, “non consiste nella operazione relativamente facile di trovare Palladio in Aalto o Borromini in Wright, ma nella operazione inversa e più difficile di trovare Aalto in Palladio e Wright in Borromini; ergo nel dimostrare che, dati Palladio e Borromini, non possono non esserci Aalto e Wright e quello che viene dopo fino all’impegno morale, personale dello storico. Si entra così in un ordine di necessità, lo stesso per cui lo storico non può non essere un politico: la poetica non è la premessa, ma la necessità etica dell’impegno sul piano operativo dell’arte.”
Paolo Portoghesi (nato il 2 novembre 1931, Roma) è un architetto, teorico, storico e docente di architettura presso l’Università La Sapienza di Roma.
E’ stato presidente della sezione architettura della Biennale di Venezia (1979-1992), Editor-in-chief della rivista Controspazio (1969-1983), e preside della Facoltà di Architettura presso l’Università di Milano Politecnico (1968 – 78).
Portoghesi ha studiato architettura presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Roma, completando i suoi studi nel 1957. Ha iniziato l’insegnamento della storia della critica presso la stessa Facoltà nel 1961. Portoghesi ha aperto uno studio di architettura con l’architetto-ingegnere Vittorio Gigliotti nel 1964, a Roma.
Si è specializzato nell’insegnamento e nella ricerca di architettura classica, in particolare architettura barocca, in particolare Borromini, ma anche Michelangelo. Il suo interesse per l’architettura contemporanea è coinciso in gran parte con quella del suo collega di Roma, Bruno Zevi, nel difendere una forma più organica del modernismo, per esempio, l’opera di Victor Horta e Frank Lloyd Wright, e in Italia con il neorealismo e il Neo-Liberty.
Questo inclinazione ha connotato tutta la sua carriera ed è chiaramente visibile nella sua stessa architettura. Questo dato emerge chiaramente anche negli studi sulla natura, particolarmente evidenti nel suo libro “Natura e Architettura” (2000).
L’incontro culturale terminerà con un momento musicale.
Bertrand Gruss International Paris – Rome – Los Angeles presenta
“I sogni di GiacomoGiuseppe” dì e con Diego Bragonzi Bignami (Music Grammy Awards, USA 2007) con la partecipazione di Adriana Savonea Fiorentini. Al piano M’ Maria Silvestrini .
Fantasia Lirica in un Atto per Baritono e Soprano. Inaugurazione della Bertrand GRuss SanRemo Liric International presidente Carla Zanesi. Il ricavato sarà devoluto alla Lilt Sanremo.
I Sogni di GiacomoGiuseppe è uno spettacolo di e con Diego Bragonzi Bignami in scena a Parigi dal 2012, in Italia debuttò nel 2010 presso il Teatro Festival di Tirano e distribuita in diversi teatri italiani. Quest’anno sara’ in Teatro a San Diego, New York e a Lima in Perù.
È stato rappresentato in Medio Oriente nel 2009, debuttando dapprima presso la Vadath Hall di Teheran poi a Shiraz Isphaan, Doha.